Maggio 21, 2024
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Una parte del mondo islamico, per la prima volta nella storia, si è schierata al fianco di Israele contrastando l’offensiva iraniana. L’Arabia Saudita del principe Mohammed bin Salman, e la Giordania superando le storiche ostilità hanno di fatto scelto Israele. Come e perché Arabia Saudita e Giordania hanno aiutato Israele contro l’Iran?

La sinergia tra Israele e USA nell’intercettazione di attacchi

Il successo di Israele e degli Stati Uniti nel bloccare la maggior parte dei droni e missili lanciati da Teheran si deve anche al supporto di alcuni paesi arabi. La Giordania, in particolare, si è distinta intervenendo attivamente con le proprie difese antiaeree. Anche l’Arabia Saudita ha fornito un contributo significativo, condividendo informazioni vitali tramite i loro servizi di intelligence, monitorando i cieli con sistemi radar avanzati e permettendo il sorvolo dei jet americani nel loro spazio aereo.

Perché Arabia Saudita e Giordania hanno aiutato Israele contro l’Iran?

Questa collaborazione, sebbene rischiosa e non dichiarata pubblicamente, si è rivelata inestimabile. Governi arabi sunniti di orientamento moderato-conservatore hanno da tempo scelto il loro campo, vedendo nell’Iran la principale minaccia piuttosto che in Israele. L’attuale crisi umanitaria a Gaza ha sollevato preoccupazioni nelle opinioni pubbliche arabe e islamiche, rendendo impopolare l’assistenza a Israele. Tuttavia, questi governi hanno optato per il “male minore”, supportando Israele e ostacolando l’attacco iraniano.

Il principe Mohammed bin Salman (MbS) e il Regno dell’Arabia Saudita (KSA) giocano un ruolo cruciale in questa dinamica geopolitica. Dal 1979, il KSA vive sotto la minaccia dell’espansionismo persiano. L’ayatollah Khomeini, sin dall’inizio della rivoluzione islamica, ha attaccato la legittimità della monarchia saudita, custode dei luoghi sacri della Mecca e Medina, mirando alla distruzione dello Stato di Israele e all’espulsione degli USA dal Medio Oriente. Gli attacchi dronici iraniani del 2019 contro infrastrutture petrolifere saudite hanno ulteriormente evidenziato questa minaccia. In risposta, MbS ha rimosso ogni ostilità nei confronti di Israele dal suo discorso pubblico, vedendo in Israele un modello economico, tecnologico e scientifico da emulare.

Strategia saudita e prospettive future

Dopo gli Accordi di Abramo del 2020, che hanno visto Emirati, Bahrein, Sudan e Marocco normalizzare le relazioni con Israele, il prossimo passo avrebbe coinvolto il KSA. L’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha temporaneamente congelato questo processo. Tuttavia, nonostante le difficoltà attuali, il sostegno dell’Arabia alla politica americana rimane fermo, con un impegno per il cessate il fuoco, l’aiuto umanitario e una soluzione a due Stati per Gaza. In caso di ricostruzione, il Regno sarà tra i principali finanziatori, confermando il suo impegno nella regione nonostante le sfide.

Ginevra Leone

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