Settembre 30, 2023
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L’11 Settembre 1973 a Santiago del Cile, migliaia di carri armati sfilarono per le vie della città. Era l’inizio della dittatura istaurata da Augusto Pinochet attraverso un golpe di Stato. A mezzo secolo di distanza questa triste pagina di storia rischia di essere dimenticata da buona parte della popolazione mondiale. Soprattutto per un altro avvenimento legato alla stessa data: l’attacco kamikaze alle Twin Towers di New York nel 2001.

Cosa sappiamo oggi di quel giorno del 1973

L’11 Settembre il Palacio della Moneta è bombardato dai caccia militari, il panico si scatena tra le strade di Santiago. I militari guidati da Augusto Pinochet fanno irruzione e uccidono il presidente socialista Salvador Allende. E’ l’inizio della fine. Da quel momento per 17 anni il paese è in mano ad una dittatura di destra feroce e sanguinaria che oltre al terrore, seminerà morti e depistaggi . La colpa di questi nemici di Pinochet è quella di sostenere una politica democratica messa in atto da Allende che prevede tra l’altro la costruzione di ospedali, la lotta alla povertà, il potenziamento dell’istruzione e la tassazione delle plusvalenze. Troppo per un regime totalitario.

La rappresaglia messa in atto da Pinochet è crudele, migliaia di ragazzi e ragazze che a sostegno di un paese libero e democratico  sono arrestati, torturati e fatti sparire nel nulla

Basta davvero poco per finire tra le grinfie del regime. Una soffiata anche senza fondamento, un sospetto o una parola giudicata sovversiva. Lo Stadio Nacional di Santiago del Cile diventa a tutti gli effetti un campo di sterminio, dove sono ammassati i disertori al regime dei quali non si saprà più nulla. Le vittime di questa strage sono i desaparecidos (gli scomparsi).

Nonostante una stima di 2.125 morti e 1.102 sparizioni riconosciute, è del tutto plausibile che il numero delle vittime sia ben al di sopra di queste cifre. A questi numeri bisogna aggiungere quelli degli orfani dei desaparecidos. Centinaia di bambini partoriti in cella o, come sostiene qualcuno, estratti dal grembo di qualche ragazza morta per le percosse, che vengono fatti passare per figli degli esponenti del regime. Così che alle famiglie dei desaparecidos non venga restituito nulla dei propri cari, nemmeno la prole, facendo credere che i bambini siano spariti insieme alle madri. 

Il sospetto del coinvolgimento degli USA l’11 Settembre 1973

Per 17 anni il regime totalitario di Augusto Pinochet ha seminato morte e terrore, violando i diritti umani e gettando il Cile  in una condizione di disparità sociale dalla quale cercava di uscire a fatica con le riforme di Allende.Viene da chiedersi come sia stato possibile attuare una repressione simile e così lunga senza che altri paesi siano intervenuti.

Oggi si mettono in atto varie strategie  per scoraggiare le dittature come le sanzioni internazionali, ma analizzando quello che è successo nel 1973 sembra invece che ci sia quasi una connivenza da parte di altre potenze mondiali alla dittatura di Pinochet. Negli anni si è più volte analizzato il coinvolgimento degli USA a sostegno della classe dirigente del Cile che voleva a tutti i costi togliere di mezzo il socialismo di Allende, fatto di uguaglianza , valori sociali e istruzione che permettevano così alle classi più povere di avere voce e pensiero libero. Un socialismo che rischiava di diventare comunismo, il fiume rosso tanto temuto dagli USA.

Il 26 Agosto 2023 gli USA hanno declassificato nuovi documenti che risalgono alla vigilia di quell’ 11 settembre 1973

Richard Nixon l’allora presidente USA e il suo segretario di Stato Henry Kissinger avevano messo a punto un “piano” per porre fine all’esperienza socialista in Cile. Preoccupati che “l’irresponsabilità di un popolo possa portare ad una scia comunista” come sostiene Kissinger nei documenti. Un reportage che vedrebbe  Pinochet solo una pedina in mano ad un gioco più grande. Sarà un Plebiscito nel 1988, dopo 15 anni di repressione, a permettere ai Cileni di esprimere democraticamente un parere. Il regime perde definitivamente mordente solo nel 1998, quando Pinochet vola in Gran Bretagna per sottoporsi ad un intervento chirurgico. Amnesty international e altre organizzazioni a sostegno dei diritti umani chiedono il fermo del dittatore che viene però liberato nel 2000 poiché vecchio e malato per fare ritorno in Cile. Morirà nel 2006 a 91 anni.

11 Settembre 2023, 50 anni dopo

L’11 Settembre 2023 Santiago del Cile si prepara alla commemorazione di quegli avvenimenti che ancora oggi si portano dietro oltre al dolore e la rabbia,la sensazione che la verità dei fatti non sia stata del tutto chiarita. Sensazione che si avverte ogni volta che si cerca di analizzare un avvenimento storico di grande portata. Il centrodestra fa sapere che non parteciperà alla sfilata indetta per la commemorazione, e si temono scontri. Venerdi 8 Settembre 2023 il presidente Gabriel Boric e 4 ex capi di stato del Cile ancora in vita, hanno firmato un documento che si impegna “Per la democrazia, sempre”, ma sembra non bastare. Oggi come 50 anni fa a Santiago del Cile l’aria sembra avvolta da una nube di tensione.

Paola Aufiero

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