Maggio 14, 2021
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Le restrizioni apportate dai governi, necessarie per tentare di scongiurare la pandemia, mettono in crisi gli esercizi commerciali anche al di fuori dell’Italia. Però lo spirito di sopravvivenza (in questo caso economica) fa aguzzare l’ingegno. E così in Inghilterra un bar fa richiesta di conversione in luogo di culto per aggirare le normative contro il contagio.

Pillole dal mondo

Gli amanti dei viaggi come me, quelli con la famosa “valigia sempre pronta”, anche in questo periodo hanno i bagagli già fatti. Da circa un anno. Ad accumulare polvere. Un po’ come con le auto che stanno ferme da molto, ogni tanto prendiamo il nostro caro trolley e gli facciamo fare un giro per la casa per fargli sgranchire le rotelline.

Quindi come sopravviviamo alla dipendenza da passaporto? Viaggiamo nel web per allungare a dismisura la lista dei prossimi itinerari – attività a tratti autolesionista – e intanto scoviamo anche “chicche” dal mondo.

Convertire bar in chiese: follia o genialità?

Capitando, virtualmente, a Nottingham ho scoperto del bar a tema messicano 400 Rabbits che ha presentato una formale richiesta all’ufficio di competenza per essere convertito in luogo di culto.

Il motivo di ciò non risiede in un’esigenza spirituale, ma è di natura economica. L’Inghilterra ha un sistema di restrizioni simile alle zone gialle, arancioni e rosse italiane: è divisa in livelli che partono dal tier 1, ovvero il lockdown meno rigido. Con una Nottingham nel tier 3, il proprietario del bar James Aspell si è trovato a dover lasciar chiusa la propria attività, al contrario di molti altri luoghi che hanno potuto tenere le porte aperte. Come le chiese appunto. Ecco come gli si è accesa la lampadina.

La Chiesa dei 400 Conigli

The Church of the 400 Rabbits” è la proposta del proprietario del bar che – incredibile a dirsi – ha persino un senso. Nella cultura azteca, i 400 conigli (Centzon Totochtin) erano le divinità dell’ubriachezza. Secondo la mitologia, erano i figli di Mayahuel, dea della pianta di agave (con la quale si produce, per esempio, la tequila) e bevvero troppo pulque (bevanda alcolica messicana). Loro rappresentavano i 400 modi in cui è possibile ubriacarsi con il pulque.

Nel ventunesimo secolo, la Chiesa dei 400 Conigli cerca seguaci, anche “Reverends of the Righteous Rabbits” (Reverendi dei Conigli Giusti). Ma i guadagni derivati dalle iscrizioni alla congregazione vengono devoluti a un centro che offre aiuto ai senzatetto di Nottingham.

Ai discepoli altro che ostia e vino. Taco e tequila!

La notizia è uscita dai confini dell’Inghilterra dove al The tonight show Jimmy Fallon scherza riferendosi alla Chiesa dei 400 Conigli come “l’unica chiesa in cui il piatto per le offerte è pieno di noccioline”.

Ci scherza lo stesso bar/chiesa sul cui sito dichiara di non prefiggersi lo scopo di rispondere alle domande importanti della vita come “why didn’t they just fly the eagles to Mordor?” (perché non hanno semplicemente portato le aquile a Mordor?). Definisce anche la propria richiesta di conversione completamente ridicola e di impossibile approvazione, ma dopotutto il vero obiettivo è stato già raggiunto: tanta pubblicità.

Alla riapertura di certo potrà contare su un nutrito seguito di fedeli.

Un’altra furbata dall’Inghilterra

Per contrastare gli ubriachi che dimenticano mascherina, distanziamento e l’esistenza stessa del nuovo coronavirus, in Inghilterra è stato introdotto il concetto di substantial meal (pasto sostanzioso).

Nel tier 2, bar e pub possono restare aperti solo se servono pasti sostanziosi e se l’alcol viene sempre accompagnato da essi.

Però non è stato adeguatamente spiegato a cosa ci si riferisce dicendo “pasto sostanzioso”, al punto che si è aperta una discussione per classificare lo scotch egg (un uovo sodo avvolto nella salsiccia, poi fritto e servito come antipasto/snack da bar).

Insomma, è stato facile trovare la scappatoia: a Brighton Brett Mendoza, il proprietario del pub Caxton Arms, ha introdotto una birra chiamata Substantial Meal.

Ma il Regno Unito non è l’unica fucina di scappatoie

In Polonia, dopo un incremento dei contagi era stata emanata un’ordinanza che aveva generato malcontento tra palestre e piscine costrette alla chiusura. In particolare Marta Jamróz, la direttrice della palestra Atlantic Sports Fitness a Cracovia, aveva deciso di protestare convertendo le lezioni di fitness in riunioni spirituali tenute in ciò che aveva ribattezzato Chiesa del Corpo Sano. E non solo! Il resto della palestra è stato adibito a negozio dove è possibile entrare e “provare” a pagamento gli attrezzi.

In conclusione che facciamo? Trasformiamo i bar in Chiese?

Quale che sia il paese, le ordinanze – sì, a volte davvero dure – nascono per limitare la mortalità per COVID-19, non per essere sadiche. Il buonsenso suggerisce di non contrastarle. Tuttavia non mi resta che congratularmi con chi non si lascia affondare dalla difficile situazione e si tiene a galla con il senso dell’umorismo.

Invece che dire degli italiani? In realtà, avevano già pensato allo stratagemma della “conversione in chiesa” nel simpatico film italiano Io c’è (2018) dove, in tempi lontani dalla pandemia, si gioca dunque sul fatto che i luoghi di culto in Italia sono esentasse.

Ginevra Leone

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