Ottobre 25, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Nell’antica Roma poveri malcapitati andavano in pasto ai leoni, nel medioevo venivano messi alla gogna. In tempi più recenti le chiacchiere e le maldicenze passavano di bar in bar attraverso le piazzette delle Chiese di provincia. Oggi la nuova gogna è lo Shitstorm, il lato oscuro dei social.

Che cosa è una shitstorm

Internet ci da modo di usufruire di una quantità immensa di contenuti e di conseguenza anche di poter dare il proprio parere grazie ai vari social network a disposizione. Il buonsenso e il rispetto delle regole non sono esattamente alla portata di tutti quelli con cui discutiamo sotto un post e le discussioni possono sfociare in tutt’altra cosa.

Quando un grosso numero di persone non approva una qualsiasi cosa, dalla scelta di ingaggiare determinati attori per un film alle più piccole proteste, sotto i post di questi elementi o di articoli che ne parlano vengono scritte moltissime cose che non sono definibili neanche critiche ma una serie di insulti o nei rarissimi casi critiche molto molto aspre. Questo fenomeno è chiamato “shitstorm”.

Buoni o cattivi, non esistono

Criticare è una cosa che fanno tutti, ognuno di noi può dire “questa cosa non mi piace” e opporsi con tutta la sua forza a quella cosa, ricordiamo tutti quello che è successo ad Amber Heard? Quello è il caso più descrittivo possibile di una shitstorm, critiche, a volte sensate, altre più rudi  e altre ancora con il peggio che si possa dire ad una persona. Se ricordate la Heard fu accusata di aver maltrattato il marito, furono moltissime le shitstorm contro di lei.

Non è il caso di fare i perbenisti dicendo “è sbagliato, non si dovrebbe mai fare neanche al peggior assassino del mondo” non è possibile pretendere un comportamento del genere ad ogni singolo essere umano che popola il web, perché se punti una torcia contro una sfera resterà comunque una parte un pochino più oscura e non tutti si esprimono in maniera educata.

Il caso noto  più recente

Negli ultimi giorni un video di una studentessa che veniva  ripresa in dialetto da un professore a causa di un suo errore, questo filmato ha fatto un giro vergognoso tra una serie di pagine social e naturalmente sono iniziate le shitstorm, alcune che prendevano di mira il docente e altre la ragazza.

Tutti siamo umani e come  tali facciamo errori, nessuno può condurre una vita senza inciampare nemmeno una volta, si frequentano le scuole per imparare proprio per questo motivo. Imperversare contro una studentessa non farà altro che fare più danni di quello che può fare un errore in fase di apprendimento, gli errori poi non hanno solo una natura distratta ma vengono causati anche da pensieri e giudizi affrettati.

Una ragazza per un errore fatto in una fase di studio, un solo errore, merita davvero tutto questo astio? Nessuno ha il minimo diritto di dover dare addosso a qualcuno  per uno sbaglio  in un percorso dove si presume che tu sbagli PER ESSERE CORRETTO. Come ho  scritto prima, se si punta una torcia contro una sfera non sarà tutto illuminato.

Qual è il modo giusto per fare una critica?

Serve assolutamente capire come criticare e potersi esprimere con correttezza, perché in questo modo potremmo tutti crescere nel migliore dei modi, il classico boomer di turno direbbe “eh io mi sono fatto le ossa perché ai miei tempi si faceva così”  quasi come se avessero gradito “ farsi le ossa” in modo totalmente antieducativo. Come si esprime una criticità senza comportarsi da barbari?

La risposta è nel metodo del sandwich,  quando vogliamo criticare qualcosa  dobbiamo inserire la critica tra due commenti positivi in questo modo il messaggio verrà recepito con più calma e troveremo la persona più predisposta ad ascoltare.

 le shitstorm e internet, perchè è il lato oscuro dei social

Shitstorm il lato oscuro dei social: la nuova gogna scorre veloce tra le pagine dei social, senza pietà e senza freni. Ma cos'è lo Shitstorm?
Shitstorm il lato oscuro dei social

Le shitstorm sono una parte di internet, ma non una sua grande parte, guardare nel dettaglio è una cosa importante ma in questo periodo storico  dove la connessione ad internet è sempre più presente in  tantissimi posti non dobbiamo giudicare internet solo per i flame, è un mezzo molto potente e non va sottovalutato solo perché un gruppo di persone deve intossicare la navigazione degli altri. La shitstorm non è da confondere con il cyberbullismo in quanto parliamo di  due fenomeni che si, avvengono attraverso internet ma non agiscono allo stesso modo perché la shitstorm riguarda potenzialmente qualsiasi cosa, ad esempio anche una multinazionale.

La shitstorm si ferma?

Non parliamo di un fenomeno che si verifica ogni “x ciclo temporale” non segue numeri precisi e di conseguenza privo di pattern perché riguarda in primis un insieme di persone enorme  tutte diverse probabilmente accumunate solo dal breve interesse di quella notizia, fermare questi flame sostanzialmente vorrebbe dire fermare la gente o bloccare invia definitiva i commenti nei post ma a quel punto  a cosa ci servirebbe la tastiera? Bloccare tutti i commenti non servirà ad arginare il problema, ma le alternative migliori saranno sempre i fatti e la logica

Giovanni Riccardi

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