Aprile 17, 2024
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Zerocalcare non andrà a Lucca Comics. La sua partecipazione alla kermesse, uno degli eventi più attesi dagli amanti dei fumetti, è stata annullata da parte del noto fumettista Zerocalcare, alias Michele Rech.

Attraverso un comunicato diffuso sui suoi canali social, l’artista ha annunciato la sua decisione di non partecipare al Lucca Comics & Games, criticando apertamente il patrocinio dell’ambasciata israeliana all’evento

“Senza troppi giri di parole: purtroppo il patrocinio dell’ambasciata israeliana su ‘Lucca Comics’ per me rappresenta un problema”, ha dichiarato Zerocalcare. Il fumettista, noto non solo per la sua abilità artistica ma anche per l’impegno politico e sociale espresso nei suoi lavori, ha spiegato la motivazione dietro la sua decisione. “In questo momento in cui a Gaza sono incastrate due milioni di persone che non sanno nemmeno se saranno vive il giorno dopo, dopo oltre 6000 morti civili, uomini donne e bambini affamati e ridotti allo stremo in attesa del prossimo bombardamento o di un’invasione di terra, mentre politici sbraitano in TV che a Gaza non esistono civili e che Gaza dev’essere distrutta, mentre anche le Nazioni Unite chiedono un cessate il fuoco – il minimo davvero – che viene sprezzantemente rifiutato, per me venire a festeggiare lì dentro rappresenta un corto circuito che non riesco a gestire.”

Il fumettista si è dimostrato molto dispiaciuto verso la sua decisione, poiché essa coinvolge anche la casa editrice, i lettori e le lettrici che avevano già pianificato il loro viaggio per partecipare all’evento

Tuttavia, ha affermato: “Lo so che quello sul manifesto è solo un simbolo, ma quel simbolo per molte persone a me care rappresenta in questo momento la paura di non vedere il sole sorgere domattina, le macerie sotto cui sono sepolti i propri cari, la minaccia di morire intrappolati in quel carcere a cielo aperto dove tanti ragazzi e ragazze sono nati e cresciuti senza essere mai potuti uscire.”

Inoltre, Zerocalcare ha condiviso la sua esperienza personale legata a Gaza, avendo visitato il luogo diversi anni fa e conoscendo persone che ancora vi risiedono e altre che sono andate a Gaza per promuovere progetti di solidarietà, sport, hip hop e writing. Ha spiegato che queste persone gli chiedono come sia possibile che una manifestazione culturale di tale importanza non si interroghi sull’opportunità di collaborare con la rappresentanza di un governo coinvolto in crimini di guerra in spregio al diritto internazionale.

Zerocalcare ha sottolineato che non si tratta di una gara di radicalità e che non intende giudicare chi parteciperà all’evento in altro modo, ma ha espresso il desiderio di vedere fumettisti palestinesi in futuro, dato che al momento non possono lasciare il loro Paese.

La risposta del Lucca Comics & Games

La risposta ufficiale del Lucca Comics & Games non si è fatta attendere, giungendo attraverso una comunicazione ufficiale rilasciata dalla manifestazione stessa. In questa dichiarazione, l’organizzazione ha ribadito la sua posizione in merito al patrocinio dell’ambasciata israeliana.

“Lucca Comics & Games è da sempre un luogo sicuro per le differenze”, si legge nel comunicato stampa. L’organizzazione ha spiegato che il patrocinio dell’ambasciata israeliana è stato ricevuto in primavera e non è stato oneroso. Tale decisione è stata presa per riconoscere il valore del programma culturale dell’evento. Inoltre, il patrocinio è stato frutto di un lungo lavoro durato quasi un anno, coinvolgendo due artisti noti e apprezzati in Italia e nel mondo, Asaf e Tomer Hanuka.

Il festival ha dedicato loro una mostra e ha affidato loro l’immagine di un’edizione incentrata sul tema “Together,” che promuove i valori di rispetto, comunità, inclusione e partecipazione

L’organizzazione ha ammesso di aver riflettuto attentamente sulla possibilità di rinunciare al patrocinio, ma alla fine ha ritenuto che sarebbe stato un atto poco responsabile nei confronti delle istituzioni e delle realtà coinvolte nell’evento, nonché dei partecipanti stessi.

In questo modo, il Lucca Comics & Games ha ribadito il suo impegno per la diversità e ha difeso la sua decisione di mantenere il patrocinio dell’ambasciata israeliana, nonostante le critiche e la scelta di Zerocalcare di non partecipare. La questione rimane aperta e solleva importanti interrogativi sul rapporto tra eventi culturali e questioni politiche internazionali.

Francesca Rampazzo

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