Aprile 16, 2024
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Durante il congresso di Martedì, il segretario alla salute del Regno Unito, Steve Barclay, ha dichiarato che darà una sferzata alla “sveglietta” (workey) del piano NHS . Stando alle intenzioni di Barclay, l’Inghilterra potrebbe vietare i reparti ospedalieri ai trans gender.

 Le persone trans gender non potranno essere ricoverate nei reparti del loro sesso di identità, quindi una donna trans finirà nel reparto maschile e viceversa. L’intento dell’esponente Tory del parlamento britannico è quello di ripristinare il “buon senso” garantendo la tutela e la privacy delle donne (cisgender), affinchè si sentano al sicuro da un punto di vista di assistenza sanitaria.  

La tutela per le persone transgender secondo il NHS

Il NHS (Natinal Health Service) prevede dal 2021 che le persone trans possano usufruire dell’assistenza sanitaria, ricoveri ospedalieri compresi, in base al proprio sesso di identità. Un piano di assistenza volto proprio  alla tutela delle persone e alla loro privacy. Ma che rischia di essere cancellato attraverso un atto discriminatorio. La comunità britannica lgbtq ha espresso enorme preoccupazione per le parole di Barclay, che si è detto stufo del “dogma ideologico secondo il quale una donna trans e una cisgender siano uguali”.

Quello che più preoccupa, è che molte associazioni femminili si sono dette entusiaste della presa di posizione di Barclay. Mettendo ancora una volta in evidenza la discriminazione  che le persone trans gender devono subire quotidianamente.

Lo stigma della disforia di genere

Purtroppo non si hanno ancora le idee molto chiare su quello che una persona trans vive sulla sua pelle. A partire dalla presa di coscienza di non riconoscersi nel proprio sesso di nascita, fino al percorso che porta all’assegnazione del genere identitario. La disforia di genere è tutt’oggi annoverata tra le patologie psichiatriche, il che porta una persona trans gender a sentirsi oltre che sbagliata, “malata” secondo il piano sanitario nazionale.

A differenza di ciò che ancora oggi si pensa, essere trans gender non è un capriccio del momento, dettato da un dubbio circa il proprio orientamento sessuale. La confusione più grande sta proprio lì, Identità sessuale e orientamento sessuale sono due cose distinte e separate. Cambiare documenti per una persona trans, in Italia è un percorso ad ostacoli tortuoso e doloroso, che passa per il tribunale. Una mia cara amica che ha intrapreso il percorso quattro anni fa, si è vista respinta una prima udienza perché la giudice non capiva come una donna trans, quindi nata di genere maschile, potesse definirsi eterosessuale. E invece di cercare di aggiornarsi, di prendersi carico di tutti i membri di una comunità, spesso e volentieri chi dovrebbe garantire i diritti di tutti, preferisce voltare le spalle diventando il nemico numero uno delle categorie più fragili.

La retromarcia di paesi come l’Inghilterra e l’America circa la tutela delle persone della comunità lgbtq è un dato preoccupante sul’andamento della politica globale, che lascia una scia nera dietro di sé.

Paola Aufiero.

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