Luglio 14, 2024
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“Leggi”, “Studia”, “Impara”. Quante volte ce lo hanno detto quando eravamo piccoli? Beh, probabilmente non era un buon consiglio. Leggere è considerata una delle attività più nobili e arricchenti. Tuttavia, come ci insegnano molte cose nella vita, anche la lettura, se fatta in eccesso, può avere effetti negativi. In questo articolo, esploreremo le prove scientifiche che suggeriscono come leggere troppo possa danneggiare la salute mentale e psicologia. Prepariamoci a scoprire perché, talvolta, sapere troppo può farci male.

La lettura intensiva: effetti sul cervello

Leggere troppo può avere impatti significativi sul nostro cervello. Sebbene la lettura stimoli l’attività cerebrale e migliori le funzioni cognitive, un eccesso può portare a sovraccarico mentale. Secondo uno studio dell’Università di Stanford, leggere in modo intensivo attiva diverse aree del cervello, incluse quelle responsabili dell’elaborazione linguistica, dell’immaginazione visiva e della memoria . Tuttavia, un’attività cerebrale troppo intensa e prolungata può portare a stanchezza mentale e stress.

Quando leggiamo troppo, il cervello può diventare meno efficace nel filtrare le informazioni rilevanti da quelle irrilevanti, portando a una sensazione di confusione e sovraccarico cognitivo. Il neuroscienziato Daniel Levitin ha scoperto che il multitasking, incluso il passaggio rapido tra diverse letture, può esaurire rapidamente le risorse cognitive e aumentare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress .

Beata ignoranza?

Passando dalla salute fisica a quella mentale, emerge una questione intrigante: la correlazione tra intelligenza, spesso stimolata dalla lettura, e infelicità. Hemingway una volta disse “la felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che io conosca”, una visione confermata da recenti ricerche psicologiche . Uno studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry ha rilevato che le persone con un QI elevato tendono a soffrire di ansia e depressione più frequentemente rispetto a quelle con un QI medio. La lettura, che stimola l’intelletto, potrebbe dunque indirettamente contribuire a questi stati di malessere.

“Beato te che non capisci nulla”. Questa frase potrebbe nascondere una verità amara: l’ignoranza può effettivamente essere una benedizione? La conoscenza può portare alla consapevolezza dei problemi del mondo, delle ingiustizie e delle tragedie, appesantendo la mente di chi legge con preoccupazioni e ansie. C’è una certa ironia nel fatto che la lettura, celebrata come fonte di conoscenza e illuminazione, possa anche essere una fonte di sofferenza. La consapevolezza dei problemi del mondo può portare a uno stato di perenne inquietudine.

Quindi? Bruciamo i libri?

Sebbene quanto detto fin qui possa essere vero, dobbiamo anche ricordaci che leggere migliora la memoria, la concentrazione e aumenta il nostro livello di empatia. E che l’ignoranza ci rende piu’ manipolabili, arroganti e inclini ai pregiudizi e alla discriminazione. La chiave, come in tutte le cose, sta nel trovare un equilibrio. Forse la vera saggezza sta nel saper bilanciare la sete di conoscenza con la capacità di godere delle semplici gioie della vita, senza lasciarsi sopraffare dalle preoccupazioni e dalle ansie che la lettura e la conoscenza possono portare. Mark Twain forse ci da la chiave dicendo che: “Chi non legge buoni libri non ha alcun vantaggio su chi non sa leggere.” E voi cosa ne pensate?

Francesca Bazzoni

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