Maggio 25, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

In occasione della Festa della Donna, siamo qui per affrontare una questione importante. Quella dell’inclusività nei rapporti e nel linguaggio della figura femminile. Cercheremo di capire quanto influente possa essere una parola non declinata per entrambi i generi e quanto ciò possa minare alla società nella quale viviamo. 

I primi esempi di non inclusività linguistica che mi vengono in mente sono i più comuni. Li avrete sicuramente sentiti almeno una volta nella vita. Prendiamo in considerazione un evergreen:

“Donna al volante, pericolo vagante” 

È un proverbio famoso, testimone di un processo che definiamo “sessismo linguistico”. Ciascuna lingua ne possiede tracce in modo più o meno evidente. Quando il sessismo linguistico raggiunge i detti, significa che le discriminazioni hanno travalicato i confini linguistici. 

Altri esempi utili provengono dall’inglese, dal francese e dal tedesco: 

  • A woman’s advice is never to seek: non cercare mai il consiglio di una donna;
  • De la mer naît le sel et de la femme le mal: dal mare viene il sale e dalla donna il male; 
  • Ein Sack voll Flöhe ist leichter zu hüten wie ein Weib: è più facile tenere a bada un sacco pieno di pulci che una donna.

Ci sono, poi, i termini che indicano professione o ruolo istituzionale che mantengono il genere grammaticale maschile anche se riferiti alle donne, così da eclissarle dallo scambio comunicativo. 

Attualmente la situazione sta mettendosi al passo coi tempi, ma

fino a pochi anni fa non era necessario parlare di un sindaco, di un ingegnere o di un avvocato donna, perché, semplicemente, erano lavori improbabili per il gentil sesso

Allo stesso modo, non ci si poneva il problema di volgere al maschile massaia o casalinga

Il mio professore di linguistica dice che la lingua e la grammatica sono come un maglione di lana che, col passare del tempo, si adatta a chi lo indossa. E si deteriora, inevitabilmente. Quel deterioramento linguistico corrisponde alle regole che, ad oggi, leggiamo nei libri di grammatica. 

La grammatica, quindi, è il risultato di un deterioramento

Infatti, il linguaggio viene quotidianamente influenzato dalla società e la discriminazione delle donne in quest’ultimo ha delle conseguenze nella costruzione del genere femminile. Ciò mina allo sviluppo dell’identità di genere e alla società stessa, che si fonda esattamente sulle relazioni interpersonali e sociali. Esse, ad oggi, presentano ancora forti squilibri tra i sessi. 

Rappresentare inadeguatamente la figura femminile nell’immaginario sociale comporta un’opacizzazione di quest’ultima. Essa viene rappresentata ridotta rispetto alla realtà e deprivata delle conquiste sociali e politiche. 

È questo il motivo per il quale in una lingua è necessario tener conto della funzione che questa riveste nella costruzione dell’identità di genere e delle relazioni sociali

Ciò è stato, fortunatamente, riconosciuto dai settori della società civile, ma insufficientemente dalle istituzioni. 

Pensiamo a tutte quelle donne licenziate perché incinte. Sottopagate perché… …donne. Per non parlare della celebre distinzione tra sesso forte e sesso debole

La mutazione di una -O in -A alla fine delle parole, in sintesi, potrebbe reggere un peso molto più grande di quello che le abbiamo attribuito fino ad ora. 

Maria Francesca Ruscitto

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