Ottobre 25, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Si. E’ vero. Dopo tante reticenze anche il sottoscritto ha postato la propria foto con gli hashtag che fanno tanto trend topic in questo momento (e anche popular chic volendo): #iorestoacasa #distantimauniti. L’ho fatto. Confesso.  Perché ci credevo (una piccola parte di me continua a crederci). Perché credo sia una forma di rispetto verso chi a casa vorrebbe starci ma proprio non può. L’ho fatto perché non ho paura per me stesso ma per le persone che amo, perché ho amici che potrebbero ammalarsi e non scamparla.

L’ho fatto, l’ho scritto e lo rispetto. Punto. Ma, ti prego, non prenderlo come pretesto per scagliarti contro chi fa jogging o verso chi porta a spasso il cane… …o chi va a fare la spesa più volte alla settimana perché si sente solo. Dannatamente solo.

Vorrei solo scambiare qualche spunto di riflessione in questo primo giorno di primavera che non posso festeggiare perché sono dieci giorni che non esco di casa. Ma non è di questo di cui voglio parlarti. Voglio parlarti di dignità, dell’odio e dell’ineguaglianza

#DISTANTI d’istanti.

Questo male avrebbe dovuto unirci e invece ci sta rendendo distanti. Perché stai li alla finestra a inveire verso chi fa jogging (l’Italia è diventato di colpo un paese di Santi, virologhi e corridori), verso chi va a comprare le sigarette o verso chi “scende a pisciare il cane”. Scrivi post sull’uscita dell’Italia dall’Europa e inciti a comprare italiano (qualcuno mi spieghi italiano poi cosa) e di boicottare chi ci ha chiuso le frontiere in faccia, esattamente come chiedevi di fare tu fino a poche settimane fa. Te la prendi con il Vaticano perché non  fa donazioni (ma quando mai il Vaticano ha fatto una donazione in 2000 anni visto che è nato per ricevere donazioni) per non parlare del fatto che Il Vaticano stesso è edificato su un pezzo di terra che gli è stato donato (con un documento falso ndr).

Poi quando donano ti incazzi perché Armani lo fa per marketing e la Ferragni lo fa per ottenere visibilità. Per non parlare dei calciatori che prendono milioni al mese mentre gli infermieri pochi spiccioli. E intanto semini odio. E ci ritroviamo sempre più distanti.

#UNITI

Uniti un cazzo. Questo virus sta solo dimostrando quanto la diversità sociale sia sempre più forte e marcata. Perché non è la stessa cosa affrontare una quarantena in una villa vista mare e con un bel giardino o ritrovarsi in un bilocale di periferia in quattro chiusi dentro e con i giga agli sgoccioli. Dimmi cosa potrebbe mai unire famiglie che hanno e avranno almeno un reddito quando tutto questo sarà finito a chi vive di partite iva o è stagionale e non ha ammortizzatori sociali? Una canzone su un balcone? Un flash mob? Un’ora di preghiera? No tutto questo ci sta allontanando e sarà sempre peggio. Beh forse qualcosa però unisce una serie di persone e mi riferisco alle donne che con certi mariti violenti a casa si ritrovano di colpo in un carcere senza ora d’aria; Mi riferisco a chi conta i pochi soldi sul conto per capire se e come riuscirà a fare la prossima spesa; penso a chi vive in un pensionato, in un condominio o tra le pareti con un malato di corona virus e si chiede non “se” ma “quando” lo prenderà e se sopravverrà. Per non parlare di chi vive per strada e che una casa proprio non c’è l’ha. Questi si sono uniti. Uniti salla paura.

Napoli al tempo del corona virus.
Ph. Giuseppe D'anna
ph. Giuseppe d’Anna

DIGNITA’

Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Ma alcuni hanno dimostrato di non averla. Perché bisogna essere completamente privi di dignità per permettere a centinaia di fedeli di ammassarsi assieme e pregare senza precauzione. Perché bisogna esserne privi per radunarsi in locali di nascosto e fare il Karaoke. Perché non può avere alcuna dignità chi continua a creare fake news o titoli di giornale per diffondere paura e odio o chi in questo momento stà giocando a calcetto in barba a qualsiasi regola solo perchè lui si sente più furbo e fanculo gli altri.

Distanti ma uniti dall’assenza di dignità, mentre diffondete l’ennesimo Meme politico sfruttando la paura dei più deboli e l’ignoranza di una maggioranza silenziosa che vi segue docile come un gregge segue il cane pastore. Neanche in questi giorni smettete.

Neanche la morte sta dimostrando dignità negandoci l’uguaglianza. Totò diceva che la morte è una livella che ci rende tutti uguali.

Ditelo a chi ha ricevuto la notizia della morte di un proprio caro al telefono. La bara chiusa. Affidata a un convoglio militare. Si muore sempre soli, ma è chi resta a pagare dazio soffrendo in silenzio. Loro si. Con dignità.

Giovanni Scafoglio

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