Dicembre 4, 2021
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Davanti a una piazza San Pietro deserta. Desolata. Sconsolata. Più vicina a un panorama post apocalittico che cristiano, Papa Francesco ha celebrato un grande rito mediatico destinato a divenire iconografico. Il simbolo stesso di questo nefasto anno bisestile.

In una piazza vuota Papa Francesco tiene la sua omelia. Roma. 28 Marzo 2020

Sotto la pioggia, Bergoglio chiede solidarietà: «Pensavamo di restare sani in un mondo malato». Il ringraziamento a chi è in prima linea. E un’invocazione: «la liberazione dagli interessi spietati».

Ha celebrato cosi la grande contraddizione che contraddistingue da sempre la Chiesa Cattolica e che nei suoi primi mesi di pontificato aveva minacciato di abbattere. Minacce che si sono disperse rapidamente al vento. Come insegna Jacques Le Goff esiste un tempo della Chiesa e un Tempo del mercante. E ancora oggi questi due “tempi” sono anime che stridono e che scatenano rabbia e indignazione nel popolo. In questi giorni più che mai. Quindi se da un lato Papa Francesco è stato di conforto a milioni di fedeli in tutto il mondo, dall’altro ha aumentato la rabbia e la presa di distanza dei credenti che chiedono a gran voce che la Chiesa faccia di più. Che sia lei la prima a liberarsi dagli interessi spietati seguendo, finalmente, le orme di Gesù crocefisso e di San Francesco.

Ora va fatta una distinzione: la parola del Signore che giunge attraverso il pontefiche, per mezzo delle tv, nelle case di tanti credenti, in questo momento di paura è di certo impotante e fondamentale. Ma nel momento un cui il Papa diviene sovrano di un piccolo impero è legittimo porsi una domanda che nulla ha di spirituale ma che è concessa fare a un capo di stato:

Quanto ha versato il Papa per il coronavirus?

Papa Francesco evidentemente predica bene ma razzola male. Stando a quanto riferito sul sito della Cei, al momento risulta un’unica donazione ufficiale per coronavirus di 10 milioni (non tutti provenienti dai fondi del vaticano, in parte sono infatti offerte raccolte tra i privati): affidati alla Caritas italiana. Una bella cifra, detta cosi. In realtà una goccia alla luce del gettito raccolto dal vaticano grazie all’8 per mille nel 2019: Un miliardo, 131 milioni, 196.216 euro

UN MILIARDO, CENTOTRENTUNO MILIONI e spiccioli…

Un pontefice a capo scoperto, provato. Tiene l’ omelia del 28 marzo 2020

Per fare qualche paragone, i Valdesi hanno raccolto 43.198.823 euro donandone 8 di milioni. Oltre il 20%. I buddisti hanno donato 3 milioni di euro contro i 13.549.941 ricevuti (il 22,14%). Per restare su tali percentuali lo stato vaticano avrebbe dovuto versare non dieci milioni di euro ma ben 230 milioni.

DUECENTO TRENTA MILIONI DI EURO! OSSIA CIRCA IL 20% di quanto la Chiesa cattolica incassa ogni anno dall’8 per mille degli italiani.

Il tempo del Mercante.

Una Piazza San Pietro mai cosi vuota e desolata. 28 marzo 2020

Ma a quanto ammonta il patrimonio della Chiesa e come viene impiegato… …o sarebbe meglio dire: investito? Lo spiega molto chiaramente e senza possibilità di confutazione Milena Gabanelli sul corriere.it

Al netto delle spese per mantenere il Vaticano, la stima del patrimonio complessivo della Segreteria è intorno ai 700 milioni di euro. Una parte rilevante del tesoro (mobiliare e immobiliare) attribuibile alla Santa Sede e alla Città del Vaticano: 11 miliardi, secondo le stime più recenti, di cui circa 5 in titoli e 6 in immobili «non funzionali» all’attività istituzionale. Il patrimonio della Chiesa nel mondo è invece valutato oltre 2 mila miliardi, scuole, ospedali e università compresi.

DUEMILA MILIARDI !!!

Di questi, da circa sei anni, circa 200 milioni sono congelati, investiti in un prestigioso palazzo a Chelsea, nel cuore di Londra. INUTILIZZATI!

Donare questa cifra, non sarebbe forse, citando Papa Francesco: liberazione dagli interessi spietati?

Giovanni Scafoglio

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