Agosto 4, 2021
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Silvia Sasso

Lockteen – Vista da dentro

Durante il Lockdown mi sono ritrovata a sfogliare l’intimità di molti autori: ho empatizzato con il loro disagio, la solitudine, l’incredulità, la frustrazione, l’impotenza, il senso di oppressione, la volontà di riscatto…
…ognuno ha cercato di gridare i propri urli muti.

Da sempre il dolore, la rabbia, la tristezza, la malinconia hanno “creato”, sono divenuti musica, dipinto, poesia, istantanea.

Per Silvia Sasso è stato diverso.

Non ha vissuto questa repentina immobilità sociale come una condanna, ma come un’opportunità, un raro momento di condivisione , un abbraccio avvolgente rivolto alla propria famiglia.

Silvia Sasso - Lockteen - Vista da dentro. Le fratture interiori del ragazzi lockdown raccontate attraverso le foto di una mamma.

Classe 1973, romana, Silvia Sasso si afferma nel mondo professionale con una lunga carriera nel campo pubblicitario.
Si iscrive all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma, dove consegue il master in fotografia di moda e grazie al quale riesce a trovare il mezzo per esprimere liberamente la propria visione del mondo, in particolare dell’universo femminile. Il corpo della donna, le sue imperfezioni, i suoi colori, le curve e le sue geometrie diventano un percorso da seguire e sublimare .

“Letteralmente lockdown significa chiusura, isolamento, blocco.
Per me ha significato apertura, comunicazione e ispirazione.
Costretta fra le quattro mura della mia casa, incredibilmente ho trovato in quelle quattro mura tutto quello di cui avevo bisogno.
Non ero sola. Condividevo lo spazio e il tempo proprio con le tre persone più importanti della mia vita: mio marito e i miei due figli. Quelle stesse persone con cui a malapena riesco a scambiare qualche parola la sera tardi al rientro dal lavoro, quando sfinita pensi al letto come al tuo Eldorado; o la mattina presto prima di dar loro un veloce e spesso distratto bacio di saluto prima di lasciarci tutti alle nostre vite. Vite frenetiche, singole e troppo spesso lontane. Eh sì, perché la casa finisce tristemente per essere un dormitorio o comunque un luogo di passaggio, un andirivieni disordinato in cui talvolta quelle singole vite si trovano ad incontrarsi.
Questa volta invece, quei satelliti solitari che compongono la meravigliosa costellazione della famiglia, si sono finalmente allineati, permettendo l’uno all’altro di esplorare e di farsi esplorare.”

Così sono nati i due progetti

Vista da Dentro” e “Lockteen

“Vista da dentro“ non è altro che il racconto del lockdown attraverso gli occhi di un bambino che, improvvisamente, si è visto privare di tutto ciò che sembrava normale e in qualche modo dovuto come la libertà di uscire a giocare e che ha dovuto imparare a guardare il mondo là fuori da lontano, attraverso le news dei tg, ha dovuto imparare ad aspettare (che la quarantena finisse) ma soprattutto a riconoscere la sofferenza e ad accettarla perché sapeva che sarebbe passata.

Lockteen” indaga l’inquietudine dell’adolescenza , le sue incertezze addentrandosi con cautela su un terreno melmoso e insidioso fatto di scoperte, insicurezze, ostinazione, tenacia”

Silvia ha saputo accompagnare passo dopo passo questi turbamenti, le mancanze, i bisogni dei propri figli: ha ascoltato, ha condiviso, ha esorcizzato, ha lenito, ha combattuto esprimendosi attraverso l’accostamento significativo di due immagini: il Dittico Fotografico.

Questa relazione dialettica è un racconto a due fotogrammi, dove esiste un dialogo intenso tra le immagini, ogni scatto ha la sua precisa importanza , senza prevaricazione: non possono esistere l’uno senza l’altro, il loro senso si completa solo vicendevolmente.

Attraverso i suoi dittici Silvia ha concretizzato le paure e le emozioni dei propri figli.

Se da un lato ha modellato i loro demoni dandogli consistenza, dall’altro li ha resi attori, cavalieri a volte dotati di armatura a volte “vestiti” solamente con la propria resilienza.
Ha reso tangibile ogni costrizione emotiva per poterla affrontare a viso aperto, per poterle dare un Nome, per poterla comprendere.
Il respiro sospeso, l’incertezza, la privazione di contatti con quel mondo esterno ritenuto scontato, la carezza mancata di un proprio caro, il dover vivere se stessi, vivere la propria famiglia: a volte ci si ritrova “sconosciuti”.

Silvia Sasso - Lockteen - Vista da dentro. Le fratture interiori del ragazzi lockdown raccontate attraverso le foto di una mamma.

La straordinarietà di entrambi i progetti non consiste esclusivamente nel “risultato” fotografico ma nel processo di realizzazione:

“da fotografa mi sono limitata a fare click; gli autori sono due ragazzini cha hanno saputo raccontarsi con sincera lucidità, aprendosi al mio obiettivo.
Siamo andati alla ricerca di nuove modalità di interazione, di nuovi modi per rappresentarci, per lavorare, per vivere.

Proprio nel tentativo di ri-trovarsi e ri-scoprirsi e, perché no, ri-collocarsi in un “nuovo mondo” restituendo alla fragilità dell’essere umano di fronte al male/chiusura la sua immensa capacità di reazione”

Silvia ha impresso indelebilmente attraverso la fotografia la sua storia più intima con estrema chiarezza ed essenzialità , senza inutili orpelli visibilmente influenzata dal suo background culturale e lavorativo nel campo pubblicitario.
Un messaggio crudo, dove tutto appare soffocato e costretto , addolcito però da tonalità pastello che creano un’atmosfera ovattata, irreale ma non priva di speranza.

Silvia Sasso - Lockteen - Vista da dentro

Ci ha donato una fiaba fotografica dai sapori antichi e resa in chiave contemporanea universale.
Una fiaba dalla quale potremmo trarre insegnamento:
come ascoltare e comprendere l’altro, come accompagnarsi per mano nei momenti più difficili e inaspettati per mutarli in preziosi attimi.

Silvia Sasso - Lockteen - Vista da dentro

Ida Marinella Rigo

Le coordinate di Silvia: InstagramFacebookSito personale

Mostre:

maggio 2019 “Ritratte” galleria Spazio SUS sala umberto – Roma

agosto 2020 “Vista da dentro”  Galleria “il frantoio di capalbio” – Capalbio

ottobre 2020 “Proiezioni“- Fondamenta gallery- Roma

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