Ottobre 4, 2022
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Il 1 marzo del 2012 se ne andava uno dei geniali cantautori italiai di sempre, stroncato da un infarto, all’Hotel Plaza di Montreux, cittadina svizzera sede di uno dei festival musicali più importanti al mondo, il Montreux Jazz Festival, dove Dalla si era esibito la sera precedente. Dieci anni senza Lucio Dalla che però non hanno minimamente scalfito l’amore di critica e fan.

Le canzoni per (ri) scopire o svelare uno sperimentatore unico

artista italiano poliedrico e versatile, imprevedibile e carismatico,Bolognese di formazione jazzista, che si è ritrovato addosso la fortuna di una voce con la quale, unita alle sue abilità da polistrumentista, poteva fare e raccontare tutto: le emozioni più intime, gli angoli oscuri della società contemporanea, i rapporti più romantici e quelli più tetri e difficili. Elemento costante di congiunzione: il costante bisogno di sperimentare, andando oltre i propri limiti, tanto da imparare, strada facendo, ad essere un cantautore a 360 gradi.

Dagli inizi al Dalla più conosciuto grazie a un percoso musicale, a volte, inedito

Cominciamo da L’ora di piangere, secondo 45 giri da solista di Lucio Dalla, pubblicato nel 1965 racchiuso nel suo primo album 1999. Il Pezzo è un beat. Il beat italiano, il bitt per dirla meglio che nasce più o meno il 17 febbraio 1965, il giorno in cui l’avvocato Alberico Crocetta inaugura una sala da ballo in via Tagliamento, a Roma; avrebbe voluto chiamarla Peppermint, alla fine la chiamò Piper Club, anticipando d’istinto il Pied Piper e il Piper At The Gates of Dawn (Pink Floyd) che avrebbero suscitato poi emozioni in tutti gli innamorati della nuova musica.

https://youtu.be/gEgvX_4A2I4

L’importante era trovare un nome che fosse inglese, perché l’avvocato voleva trasferirvi un po’ della Swinging London, della moda estrosa di Carnaby Street, di quella musica beat, mod, garage e un po’ di psichedelica colorata alle erbe. La droga è in effetti una realtà importante presso le nuove generazioni, anche se in quei giorni la stragrande maggioranza dei ragazzi beat si limita ad hashish e marijuana. Gli oppiacei sono poco diffusi mentre c’è molta curiosità per gli allucinogeni, dal peyote all’acido lisergico. Tanto che anche in Italia musica e droghe si mescolano assumendo connotazioni originali.
Nel 1966, Lucio Dalla è tra i primi ad incidere una canzone che parla di LSD, scritta con Sergio Bardotti.

Da Il fiume e la città a 4.3.1943

L’album seguente è Terra di Gaibola (Gaibola è una frazione collinare di Bologna) segue il precedente di 4 anni; in questo periodo Dalla incide vari 45 giri, nessuno dei quali però viene incluso in questo disco. Le vendite del disco sono abbastanza basse, e non verrà più ristampato dalla RCA fino alla seconda metà degli anni ottanta, diventando quindi una rarità discografica.

Il vinile di Il Fiume di Casa mia contiene però anche 4.3.1943, brano che ha un incredibile successo. Da li nasce l’idea dell’album Storie di casa mia (1971) dove Dalla conferma la sua vena a corrente alternata. Lucio schiera tutto il proprio entourage di collaboratori alla ricerca di un prodotto che possa in qualche maniera corrispondere al successo di 4/3/43. Tra piccole perle (“La casa in riva al mare”, “Per due innamorati” e “Il gigante e la bambina”, un testo molto coraggioso e “scomodo”per l’epoca,composto da Paola Pallottino, destinato a divenire uno degli hit di Rosalino Cellammare) e quadretti naif.

Dopo due album scritti interamente assieme, la coppia Dalla-Roversi nel 1976 concepisce uno spettacolo, intitolato Il futuro dell’automobile e altre storie, che viene trasmesso dalla Rai e riscuote un discreto successo

Da li nasce Automobili, album che contiene veri e propri lampi di genialità per l’irriverente Lucio Dalla come Nuvolai e il Motore del 2000. L’album seguente è un’ulteriore virata. Come è profondo il mare racconta di:storie di deboli e lotte di classe. Poi arriva il 1979 che ci regala LUCIO DALLA, forse, l’album più importante di Dalla. Ma prima facciamo un recap.

Dopo una gavetta di schiaffoni, fra il ’71 e il ’72, a Sanremo, con i classici Piazza Grande e 4/3/1943. Funziona, è nazionalpopolare, buca lo schermo, ma rischia anche di ridursi a una macchietta. Così, per non cadere in trappola, programma la sua fuga bellissima: tre dischi col poeta (e concittadino) Roberto Roversi, che per lui scriverà i testi. Siamo a metà dei 70s, e fra Automobili e Anidride Solforosa si innestano lavori cervellotici e maledetti, in cui il Lucio si esalta come compositore e sperimentatore, fra ermetismo e poesia. Ecco l’album Lucio Dalla, esce dopo il suo periodo più complesso e impegnato, che lo conduce alla svolta della maturità, una sorta di svolta pop, ma rimanendo su livelli elitari.

Le, altre, migliori canzoni per (ri)scoprire Lucio Dalla

La sera dei miracoli, canzone dedicata a Roma come raccontò lui stesso: Anch’io mi sono sentito un poco zingaro, ho vissuto per un’estate a Roma dormendo sulle poltrone di vimini in un bar…Mi meraviglio sempre più del rapporto che c’è tra me e Roma, una città unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare insieme.

Cara

Intitolata inizialmente Dialettica dell’immaginario, è una lunga lettera mai spedita, verso un destinatario, la protagonista della canzone, che rappresenta un sogno, un’utopia irraggiungibile: i dettagli del sentimento e della donna amata si intrecciano in una trama che sfocia in una dichiarazione sulla malinconica impossibilità d’amare.

Telefonami tra vent’anni

La capacità di Dalla di creare una contraddizione perfetta: un amore ai titoli di coda a cui, però, si vuole ancora bene, pur non potendo andare più avanti per via di una totale incomunicabilità. L’invito alla telefonata è un modo per allontanarsi e, al tempo stesso, un reclamo a non dimenticarsi.

Caruso

Fu lo stesso Dalla a rivelare il significato della canzone: per un guasto della propria imbarcazione, il cantautore dovette soggiornare in un albergo a Sorrento, proprio nella stanza che, storicamente, ospitava il tenore Enrico Caruso. I proprietari dell’albergo gli raccontarono gli ultimi giorni di vita del tenore e del suo amore per una giovane a cui insegnava canto. Ed ecco che poi nacque Caruso.

Canzone

Scritta insieme a Samuele Bersani, fu proprio quest’ultimo a spiegare la genesi della Canzone: Avevo appena scritto il testo di Canzone, dove comunque si capiva che ancora cercavo di ricostruire quella storia. Mi rivolgevo a quella figura, a quella ragazza, sperando che lei riascoltasse la canzone, glielo dicevo anche dentro al testo

Piazza grande

Scritta insieme a più parolieri (tra cui Ron) e presentata a Sanremo ’72, il brano racconta di un bohémien, un senzatetto che sembra aver scelto quest’esistenza, orgoglioso nel suo non volerla mutare ma, allo stesso tempo, sottolineando come anch’esso sia un essere umano e, come tale, abbia bisogno di attenzioni, affetto e rispetto, come tutti. Rimane ancora il dubbio sulla piazza: Maggiore o Cavour? La certezza è che l’atmosfera è quella Bolognese.

Dalla, De Gregori e la republica delle banane

Dopo il successo della canzone in duetto “Ma come fanno i marinai”, Lucio Dalla e Francesco De Gregori decidono di dar vita insieme a un tour negli stadi italiani. Una serie di gravi incidenti avvenuti ai concerti o nelle immediate vicinanze negli anni precedenti aveva fatto sì che le star straniere e quelle italiane disertassero stadi e palasport. Il tour “Banana Republic”, tuttavia, si svolge in maniera ordinata e registra una affluenza di pubblico senza precedenti. Grazie a Dalla e De Gregori la musica ritornava negli stadi.

L’ultima volta dal vivo in Italia è stato il 18 febbraio 2012 a Sanremo

quarant’anni dopo la mitica esibizione di “4/3/1943”. Era arrivato all’Ariston come padrino di PierDavide Carone nella doppia veste di direttore d’orchestra e cantante.

Sono passati dieci anni dalla sua morte e, insieme alla mancanza per l’assenza di un personaggio irripetibile, si avverte la sensazione di una presenza costante, come se non fosse mai andato via.

per ascoltare la playlist dedicata a Dalla su spotify

Giovanni Scafoglio

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