Maggio 25, 2024
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AstraZeneca ritira a livello mondiale il suo vaccino contro il Covid-19. L’azienda anglo-svedese giustifica la sua decisione parlando di una “eccedenza di vaccini aggiornati disponibili”. Secondo la stampa britannica il vero motivo sarebbe che a fine aprile l’azienda ha ammesso per la prima volta in documenti giudiziari nel corso di un procedimento legale a Londra che il suo vaccino anti Covid può causare trombosi come raro effetto collaterale. Va ricordato che Ii vaccino AstraZeneca COVID-19, noto come Vaxzevria, non è mai stato negli Stati Uniti. In Italia fu sospeso dopo pochi mesi, è stato poi ripristinato, ma con raccomandazioni specifiche per l’uso per fasce superiori ai sessanta anni di età. E’ evidente che non è stata ancora fatta chiarezza dal punto di vista della comunicazione. Questa notizia apre a potenziali cause legali per svariati milioni di euro.

AstraZeneca ritira il suo vaccino ma le spiegazioni non convincono

AstraZeneca ha annunciato il ritiro del suo vaccino COVID-19, Vaxzevria, in Europa, citando l’eccesso di vaccini più aggiornati disponibili come motivazione principale. Questa mossa segue rivelazioni durante un procedimento legale a Londra, dove l’azienda ha ammesso per la prima volta che il vaccino può causare trombosi come raro effetto collaterale. Questa ammissione ha potenzialmente aperto la strada a risarcimenti multimilionari. In risposta, AstraZeneca ha dichiarato di procedere al ritiro delle autorizzazioni all’immissione in commercio del vaccino nel contesto europeo. Valuta, inoltre, la situazione dei vaccini globalmente. Questo sviluppo solleva questioni significative sulla gestione dei rischi e sulla comunicazione dei benefici e degli effetti collaterali dei vaccini.

Il vaccino AstraZeneca COVID-19, noto come Vaxzevria, non è stato approvato per l’uso negli Stati Uniti

Le autorità regolatorie americane, in particolare la Food and Drug Administration (FDA), non hanno ancora concesso l’approvazione, in parte a causa di dati insufficienti nei primi studi e complicazioni nelle comunicazioni durante il processo di approvazione.

AstraZeneca in Italia

All’epoca i siti ufficiali scrivevano: “La valutazione dell’efficacia clinica di COVID-19 Vaccine AstraZeneca è basata sull’analisi intermedia dei dati di due studi clinici, tuttora in corso, che hanno coinvolto persone di età superiore ai 18 anni: lo studio COV002 di fase II/III (condotto nel Regno Unito) e lo studio COV003 di fase III (condotto in Brasile). L’87% dei partecipanti aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, mentre il 13% aveva un’età pari o superiore a 65 anni. Il 55,1% dei soggetti era costituito da donne. Gli studi non hanno coinvolto persone colpite da malattie gravi o non controllate, con immunosoppressione severa, le donne in gravidanza e le persone che già avevano avuto COVID-19.”

Il Vaccino venne somministrato principalmente a insegnanti, personale medico e forze dell’ordine. Nel marzo 2021, l’Italia, seguendo l’esempio di altri paesi europei, ha temporaneamente sospeso l’uso del vaccino AstraZeneca. Questa decisione venne presa in risposta a segnalazioni di casi di trombosi venosa cerebrale (coaguli di sangue), che avevano sollevato preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino. La sospensione è stata una misura precauzionale mentre l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) conducevano revisioni sulla sicurezza del vaccino.

Venne poi re introdotto ma per la popolazione con età superiore ai sessanta anni di età.

Si fa presto a dire complottista

Nei giorni scorsi un primo nucleo di 12 delle 51 famiglie che avevano citato in giudizio a Londra il colosso farmaceutico anglo-svedese nell’ambito di una class action potenzialmente milionaria relativa ai danni collaterali – talora mortali – imputati al vaccino anti Covid prodotto dall’azienda ha annunciato di aver rinunciato a portare avanti la richiesta di risarcimento danni dinanzi all’Alta Corte della capitale britannica.

Come riferisce il Daily Telegraph la decisione è stata presa a fronte della prospettiva concreta di vedersi respinti i ricorsi e di dover sostenere pesanti costi legali. I familiari tiratisi indietro hanno difeso le loro ragioni, negando categoricamente di poter essere bollati come “teorici della cospirazione” e dicendosi amareggiati di aver dovuto rinunciare a causa dei “cavilli tecnici” con cui tanto l’azienda quanto il governo si sarebbero fatti scudo.

Non senza insistere sia sulla legittimità della battaglia giudiziaria che altri stanno continuando a portare avanti – nel Regno Unito come in altri Paesi – sia sulla richiesta di trasparenza.

Francesca Rampazzo

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