Marzo 3, 2021
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Tu la conosci Ciny?

È il 19 novembre quando, dal proprio sito comunale, l’amministrazione di Ciny annuncia di aver dedicato una piazza a Gionata Boschetti. Città e artista sono però conosciuti ai più con altri nomi: Cinisello Balsamo, comune in provincia di Milano, e Sfera Ebbasta, rapper. Sono necessarie quarantotto ore perché il sindaco del piccolo comune, Giacomo Ghilardi, e l’amministrazione debbano calmare le acque chiarendo che “la targa sulla piazza di Cinisello Balsamo non è l’intitolazione ma un allestimento temporaneo”. Specifiche indispensabili per sedare tutte le polemiche nate a causa di questa decisione e spegnere il fuoco di chi vorrebbe altri nomi su quella targa. 

Il giorno successivo all’annuncio, il 20 novembre, esce “Famoso”, il terzo album in studio di Sfera Ebbasta.

Con quest’ultimo lavoro l’artista ha già infranto i record del precedente album, raggiungendo il disco di platino in una sola settimana. Nel giorno di uscita i tredici pezzi che compongono la raccolta si piazzano nelle prime tredici posizioni della classifica di ascolti e, l’album, è ad ora il quarto più ascoltato su Spotify. Nel mondo.

Un successo che non nasce dal caso ma piuttosto da un lavoro di marketing che, tra le varie produzioni, conta un film documentario su Prime Video e un menù con linea di merchandising personalizzata da KFC. Un progetto che potrebbe competere con l’agenzia pubblicitaria Sterling & Cooper, direttamente dal telefilm “Mad Man”.

Sfera Ebbasta e la polemica desiderata

Ci tiene a precisarlo anche il sindaco di Ciny: quella è solo un’installazione temporanea e fa parte di una doppia campagna pubblicitaria. È evidente, basta osservare la firma del rapper e il logo di Spotify in bella mostra per capire che quella targa non potrà restare lì per sempre. Inoltre, la legge 1188 (art.2) del 23 giugno 1927 stabilisce che, nel caso di intitolazione ad una persona:

“Nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni”.

La città dedica quindi uno spazio vissuto soprattutto dai giovani a un ragazzo che proprio lì è cresciuto, spronandoli a impegnarsi nei loro sogni e al tempo stesso facendo parlare la nazione dei dodici chilometri quadrati che formano il comune. Dall’altro lato, l’entourage dell’artista conosce bene il popolo italiano e sa che questa mossa porterà solamente in una direzione, quella delle polemiche.

La ricerca del passaparola virtuale alimentato dall’indignazione era il tassello mancante per imprimere con prepotenza il nome di Sfera su internet.

Questo perché, tra campagne di promozione e target musicale, restavano fuori tutti quegli over 50 che conoscono il ragazzo dell’hinterland milanese solo per i fatti di cronaca. Una forza motrice che non potevano lasciarsi sfuggire. Ecco allora che la trovata della piazza intitolata al rapper diventa motivo sufficiente per scaldare le tastiere e scagliarsi contro tutto e tutti: il comune di Cinisello Balsamo, Gionata, la musica e i giovani di oggi che, si sa, dove andrebbero senza i giovani di ieri a guidarli?

Qualcuno ricorda, giustamente, i fatti accaduti la notte dell’8 in un locale di Corinaldo in cui sei persone sono decedute mentre aspettavano l’arrivo di Sfera Ebbasta. Sei ragazzi, condannati a luglio per pene tra i 10 e i 12 anni, spruzzarono nella folla dello spray urticante causando la fuga e la conseguente morte di cinque adolescenti e di una donna di 39 anni. Ora si aspetta anche il secondo processo, quello legato alle responsabilità relative alla sicurezza del locale e dell’evento. Va però ricordato che non è compito dell’artista valutare che tutte le norme siano rispettate, cosa per cui non possiede nemmeno le conoscenze adeguate, quanto piuttosto di tutto l’apparato tecnico e amministrativo che ha rilasciato i permessi.

…questa piazza a chi la do?

È difficile per me difendere un artista che, in realtà, non apprezzo particolarmente. Ancora più difficile è prendere le parti di un’amministrazione a stampo Lega. Si cerca però di non ridurre il ragionamento a un mero sventolare di bandiere da stadio o a uno scegliere una fazione per il solo piacere di scontrarsi.

Sì, perché ci si è subito sentiti in dovere di stilare una lista di ogni persona che “più” meriterebbe quello spazio, che “più” fosse adatta a fare da esempio, che “più”…

Discussioni sterili basate su gusti musicali personali o su scale di valori che spesso si piegano alla necessità di giudicare il prossimo come forma di affermazione del proprio ego. Una piazza dedicata a chi è riuscito a raggiungere il proprio successo personale, nei luoghi dove è effettivamente cresciuta quella persona e dove può spronare i giovani, il tutto in un paese dove spazi e strade dedicate ad Almirante e a Balbo ancora abbondano. Non mi sembra una tragedia tutto sommato.

Mi sento in questo caso di fare dei complimenti. Ottimo lavoro Spotify!

Simone Paparazzo

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