Giugno 18, 2024
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Due studenti musulmani di una scuola media di Treviso sono stati esentati dallo studio della “Divina Commedia” di Dante Alighieri. La decisione è stata presa su richiesta dei genitori, i quali ritenevano che l’opera fosse offensiva per la loro fede. In particolare per la rappresentazione di Maometto nel 28esimo canto dell’Inferno, dove è descritto come un seminatore di discordie. Ciò che lascia sbigottiti è che tale richiesta sia stata accolta dalla scuola e che La Commedia sia stata sostituita dal Decamerone. Molto più difficile da digerire, immorale anche dal punto di vista islamico. SIC!

Studenti islamici esentati da studiare Dante

La questione è nata quando l’insegnante di italiano, preparandosi ad affrontare lo studio della “Divina Commedia” ha deciso di chiedere ai genitori degli studenti esonerati dall’ora di religione un’opinione sull’inclusione di questa opera nel loro percorso scolastico. Le famiglie di due studenti musulmani hanno risposto negativamente, ritenendo che l’opera fosse offensiva per la loro fede. in particolare nella rappresentazione di Maometto nel 28esimo canto dell’Inferno. Li il Profeta viene descritto come un seminatore di discordie​.

E allora i Cattolici? Esentiamo anche i cattolici

Se consideriamo che Dante Alighieri ha piazzato vari papi all’Inferno nella sua “Divina Commedia”, si potrebbe dedurre che non solo gli studenti musulmani, ma anche quelli cattolici dovrebbero essere esentati dallo studio di questa opera. Dopo tutto, con ben tre papi (Niccolò III, Bonifacio VIII e Clemente V) condannati all’eterna dannazione tra i simoniaci nel terzo bolgia dell’ottavo cerchio, si potrebbe arguire che anche per i fedeli cattolici l’opera del Sommo Poeta potrebbe risultare alquanto offensiva e sconveniente. A questo punto, per evitare di urtare le sensibilità religiose di chiunque, forse sarebbe meglio limitare lo studio delle grandi opere della letteratura italiana ai soli esperti di storia medievale. Ma allora, cosa rimarrebbe da leggere nelle scuole? Forse esclusivamente manuali di istruzioni dei moderni elettrodomestici e anche questi potrebbero risultare discriminatori.

Conoscere Dante non toglie nulla alla confessione religiosa ma aggiunge molto alla conoscenza della cultura italiana

Lo dicono all’ANSA gli scrittori Rita Monaldi e Francesco Sorti, autori della trilogia Dante di Shakespeare, commentando il caso dei due studenti di religione musulmana di una scuola media di Treviso che sono stati esentati dal seguire le lezioni sulla Divina Commedia di Dante. Al posto dell’opera dantesca a sfondo religioso, in contrasto con la fede dei due ragazzi, seguiranno un programma alternativo dedicato a Boccaccio.
    “Sostituirlo con Il Decamerone di Boccaccio è ridicolo, è un autogol assoluto. Lo stesso Boccaccio in fin di vita si è pentito del Decameron e lo ha disconosciuto, ha avuto una forte crisi di coscienza e questo dovrebbe suggerire qualcosa. È molto più difficile da digerire, immorale anche dal punto di vista islamico. Dante lascia invece a porta aperta ai pagani. È del tutto insensato rifiutarlo e ignorare questa sua grande apertura” spiegano.

A quanto pare il problema non è rappresentato da una o più famiglie che reputano inadatta lo studio di un’opera per motivi religiosi. Il problema sono professori sempre meno preparati e sempre più succubi di una politica inclusiva che se non supportata da studio e aggiornamento diviene pura ignoranza.

Cristina Ferrari

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