Marzo 4, 2021
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Quando mi è stato detto di raccontare il mio rapporto coi libri e con la carta l’ho presa alla lettera, quindi oggi si va sul sentimentale. Dove cominciare? Con i libri cartacei è un tira e molla continuo, con tanto di discussioni. Alla fine dell’articolo penserete che quello che mi ci vuole è un po’ di terapia di coppia e non vi biasimerò.

INNAMORAMENTO

Cominciando dal principio, questa storia d’amore travagliata inizia 11 anni fa. A quel tempo ero una bambina di 10 anni che cominciava a leggere i suoi primi libri “seri”. Ah, come dimenticare Il Primo Viaggio Nel Regno Della Fantasia di Geronimo Stilton? Era il mio primo mattone di 300 pagine (di cui 200 solo di illustrazioni) e ne andavo molto fiera. Oggi ne rimane solo la parte centrale, non ricordo esattamente che fine abbia fatto la copertina. In ogni caso, è lì che è cominciato il mio rapporto con i libri. Infatti dopo quel libro ho cominciato ad ampliare la mia libreria a dismisura: prima mezza mensola, poi tutta la mensola, una mensola e mezzo e ora un intero scaffale.

GELOSIA E POSSESSIVITA’

Dopo 5 anni, al liceo, ero diventata così ossessionata dall’accarezzare e annusare i libri (è molto cliché, lo so) che non mi accontentavo più di farmeli prestare dagli altri: dovevano essere miei personali assolutamente. Ero entrata nella fase Gollum: prestavo i libri con riluttanza, li custodivo gelosamente e li ordinavo prima per colore, poi per saga, poi per anno eccetera. Andavo pure ai firmacopie degli scrittori italiani. In breve, amavo la carta alla follia. Compravo tanti libri che non sempre leggevo e volevo possederne sempre di più. Mi piacevano il fantasy, un poco il thriller e il poliziesco; più avanti anche i classici e la narrativa.

LITIGI

Dopo, alla fine del liceo, passata anche qualche delusione (del tipo libri lasciati a metà perché troppo brutti e cose così) ho acquisito un po’ di consapevolezza in più per quanto riguarda gli acquisti. Mi arrabbiavo con i libri non abbastanza belli, mi sembravano uno spreco di tempo, soldi, spazio e soprattutto carta. Riuscivo a sentire il dolore dentro di me del povero albero morto invano: tagliato e affettato per farsi scrivere addosso una storia brutta! I libri dovrebbero essere una seconda vita per gli alberi, non una seconda morte! Ne approfitto per lanciare un appello agli scrittori – quelli incapaci: se state scrivendo un libro per fare soldi e non perché vi piace NON STAMPATELO, grazie.

Sono esagerata? Sì, anche più di quello che credete. Dopo il momento “compro libri, taccuini e agende perché sì” sono diventata quel tipo di persona che raccoglie in un faldone tutta la carta riutilizzabile. Non solo quella scritta solo dietro, ma anche quella scritta dietro e davanti solo a metà. Sono capace di mettermi a ritagliare gli spazi bianchi nei fogli (l’ho fatto e lo faccio ancora). Chi mi conosce sa che spaccio carta e che ho sempre qualche foglio di riserva per tutti. W gli alberi.

SEPARAZIONE

Quando all’università mi sono comprata l’ipad (miglior strumento per prendere appunti della storia) ho abbandonato quasi del tutto i libri cartacei. Un po’ per abitudine, un po’ per comodità, ho cominciato a leggere da lì. La mia libreria ha smesso di crescere sono entrata nella fase di separazione del mio rapporto coi libri. C’è gente che ancora mi regala libri e la cosa non mi dispiace (sempre che il libro sia bello), ma adesso non li compro quasi mai.

DIVORZIO?

Ebbene, quindi ho già firmato le carte del divorzio? No, ancora no. Comprare un libro in libreria è diventato un evento raro, ma proprio per questo è un evento a cui forse ora do più valore. Ogni tanto mi lascio tentare ed entro in libreria. Sfoglio i libri, li accarezzo, poi raccolgo una pila di quelli dalle trame intriganti, mi siedo e sto un po’ con loro, per essere sicura di far passare gli eventuali capricci. Mi prendo il tempo per pensarci perché scelgo le edizioni, le copertine che mi piacciono di più e forse poi vado in cassa.

Ci metto così tanto perché con tutti i libri che vengono pubblicati non è semplice trovare il mio prossimo “lui”. Chiunque oggi si sente scrittore e farsi pubblicare è diventato molto facile. Trovare un libro di reale valore non è semplice, ma quando succede pare di aver scoperto l’America.

Elsa Buonocore

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