Agosto 4, 2021
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Nel mese di luglio torna un’esplosione di energia vitale sulle tavole del palcoscenico del Teatro Brancaccio: arriva infatti FUTURO FESTIVAL ideato da Alessandro Longobardi e diretto dalla coreografa Alessia Gatta, il Brancaccio schiude così le sue porte dopo il lungo letargo in cui il covid 19 ha costretto il mondo dello spettacolo dal vivo.

Si riapre con coraggio, passione e gioia per ospitare la prima edizione di un contenitore all’insegna della danza contemporanea e della cultura: “un mese di promozione della danza come tendenza artistica interdisciplinare e sperimentale” proposto dall’associazione [MATRICE] N in collaborazione con Viola Produzioni e l’associazione BrancaccioDanza.

La danza contemporanea, la danza urbana insieme a forme di arte performativa dialogano con il pubblico per dare una fotografia delle nuove tendenze, di giovani danzatori e dei loro coreografi.

Al Teatro Brancaccio: Futuro Festival, La danza contemporanea, la danza urbana insieme a forme di arte performativa dialogano con il pubblico

Un MELTING POT di culture, un CROCEVIA di sguardi, un COLLETTORE di stili eterogenei. Un LUOGO di contaminazioni fra diversi linguaggi tra passato e presente con uno sguardo al futuro.

FUTURO FESTIVAL nasce nel 2021, un anno in bilico fra paure, incertezze, speranze e voglia di cambiamento, accoglie danzatori, coreografi, docenti, studenti, artisti, operatori e appassionati della danza da tutto il mondo per incontrarsi e potersi ispirare attraverso lo scambio di idee e di ricerca, trasformando l’Estate Romana in un epicentro per la danza contemporanea.

Un polo d’attrazione, un’AGORÀ, dove respirare l’arte della danza, tutti insieme: studiosi, appassionati e operatori per dialogare, apprendere e promuovere nuove iniziative.FUTURO FESTIVAL intende promuovere l’esperienza culturale sul territorio con l’organizzazione di attività che siano in grado di veicolare l’arte della danza come linguaggio universale, per l’espressione della narrazione mediante il movimento corporeo come liberazione dell’io, come immedesimazione in un viaggio tra le pieghe dell’animo umano che filtra, inevitabilmente in modo soggettivo, gli stati emozionali tradotti in movimento a ritmo di musica. Tutto comunque vissuto come passaggio di energia.
Intende inoltre essere motore per l’incontro tra generazioni di giovani danzatori, mondo della produzione e pubblico.

Leggi anche: Cultura Italia, riparte la cultura

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