Aprile 16, 2024
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Nella bozza in 91 articoli presenti macro capitoli pensioni, sanità, famiglia spending review. Presenti macro capitoli pensioni, sanità, famiglia spending review. Da quello che si evince sarà più difficile andare in pensione.

Sale a 91 articoli, rispetto alle prime anticipazioni dell’indice circolate, la legge di Bilancio

Nella prima bozza dell’articolato c’è la conferma del taglio del cuneo con una proroga della misura attuale per tutto il 2024. Nel testo compaiono i macro capitoli sanità, pensioni, Pubblica Amministrazione, famiglia e la revisione della spesa. 

Adeguamento pieno all’inflazione per le pensioni fino a 4 volte il minimo, sotto cioè 2.000 euro circa, al 90% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, e al 22% (con un taglio rispetto al 32% delle norme in vigore quest’anno) per quelle più alte, ovvero sopra 10 volte il minimo, pari a circa 5.000 euro al mese.  La nuova indicizzazione sale quindi dall’85% (previsto nella precedente legge di bilancio) al 90% per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (tra 2.000-2.500 euro circa); viene confermata al 53% per gli assegni pari a 5-6 volte il minimo; al 47% per quelli tra 6 e 8 volte; al 37% per quelli tra 8 e 10 volte. Viene infine ridotta dal 32% al 22% per i trattamenti superiori a 10 volte il minimo.

Uno sgravio contributivo al 100% fino comunque a un massimo di 3000 euro annui, senza limiti di reddito, quindi per tutte le lavoratrici madri a esclusione del “lavoro domestico”: è quello previsto nella bozza della manovra tra le misure per favorire la natalità. Lo sconto sui contributi per la quota a carico del lavoratore dipendente è legato al numero di figli: per le mamme con due figli dura fino ai 10 anni del bimbo più piccolo, per chi ne ha tre lo sconto sui contributi dura più a lungo, fino ai 18 anni del figlio più piccolo.

Prodotti per l’infanzia e tampon tax al 10%

Niente più Iva al 5% per i prodotti per l’infanzia e per la cosiddetta tampon tax: la bozza della manovra prevede infatti che latte in polvere e preparazioni per l’alimentazione dei bimbi, così come assorbenti, tamponi e coppette mestruali, passino tra i prodotti soggetti all’Iva al 10%. Confermato il congelamento per altri sei mesi, fino a fine giugno, di plastic e sugar tax. Le due imposte, introdotte con la manovra per il 2020 e mai entrate in vigore, dovrebbero quindi scattare dal 1 luglio 2024, salvo ulteriori interventi.

Arriva l’incremento del bonus per pagare le rette agli asili nido pubblici e privati. Ma è destinato solo ai secondi figli nati dal primo gennaio 2024 in nuclei con già un minore under 10 e un tetto Isee di massimo 40.000 euro. Lo prevede una bozza della manovra. E’ “elevato a 2.100 euro” l’incremento introdotto nel 2020 che ha innalzato da 1.500 euro a un massimo di 3.000 euro l’attuale beneficio.

Assicurazione anticalamità, per le imprese obbligo dal 2024. Multe fino a 1 milione

Obbligo per le imprese di assicurare, entro il 31 dicembre del 2024 le ‘immobilizzazioni materiali’ ovvero terreni, fabbricati, attrezzature, impianti e macchinari contro i danni dovuti a calamità naturali come terremoti, alluvioni o frane. Lo prevede la bozza della legge di bilancio. Multe pesanti se non si adempie alla previsione normativa. Si va – infatti – da 200mila a 1 milione di euro di sanzione pecuniaria amministrativa oltre che la possibile perdita di contributi o agevolazioni statali anche per calamità. La misura – secondo quanto si legge nella bozza – sarebbe al vaglio del Mimit.

Per il turismo torna il bonus per il lavoro notturno e il festivo

I lavoratori del turismo riceveranno per il primo semestre del 2024 un bonus per il lavoro notturno e nei giorni festivi. Lo prevede la bozza della manovra. Per il periodo dal primo gennaio 2024 al 30 giugno 2024 ai lavoratori del turismo, compresi gli stabilimenti termali, viene riconosciuto un “trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15% delle retribuzioni lorde” corrisposte per il lavoro notturno e prestazioni di lavoro straordinario effettuato nei giorni festivi. La misura si applica ai lavoratori titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore, nel periodo d’imposta 2023, a 40mila euro. L’obiettivo della la misura di “detassazione del lavoro notturno e festivo per i dipendenti di strutture turistico-alberghiere” è di “garantire la stabilità occupazionale e di sopperire all’eccezionale mancanza di offerta di lavoro del settore turistico, ricettivo e termale”. Un analogo bonus era stato già introdotto dal decreto lavoro per il periodo giugno-settembre di quest’anno.

Per i contratti della Pa 3 miliardi nel 2024, poi 5 nel 2025

Nuove risorse pari a 8 miliardi in due anni per la nuova tornata 2022-24 di rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione. Lo prevede la bozza della manovra, che prevede che gli oneri a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva vengano incrementati di 3 miliardi per il 2024 e 5 miliardi per il 2025. Inoltre dal primo gennaio 2024 l’anticipo da erogare è incrementato di 6,7 volte l’indennità di vacanza contrattuale. Tale importo incrementale, per l’anno 2024, è scomputato per il personale a tempo indeterminato che lo ha già percepito nel 2023.

La Zecca potrà coniare per i collezionisti monete fino 1.000 euro

L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato potrà coniare per i collezionisti monete di taglio superiore a quelle finora previste, fino a 1.000 euro, ed estendere la realizzazione delle carte valori anche al formato digitale. Lo prevedono le misure per l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato contenute nella bozza della manovra. Nello specifico, è autorizzata la coniazione e l’emissione di monete per collezionisti aventi corso legale solo in Italia nei tagli da “0,25, 0,75, 1,5, 3, 4, 5, 6, 10, 20, 25, 50, 100, 200, 500 e 1.000 euro”. Una gamma di tagli molto più ampia dell’attuale, che è di “5, 10, 20 e 50 euro”. Si prevede inoltre che l’istituto, che ha già tra i suoi compiti la produzione e fornitura delle carte valori, diventi il “soggetto designato alla realizzazione, personalizzazione e gestione anche del formato digitale dei prodotti considerati carte valore e dei documenti fisici la cui produzione è affidata allo stesso”. L’Istituto produce, tra le altre cose, passaporto elettronico, carta d’identità elettronica, marche da bollo, patente di guida europea. Per l’attuazione di questi e per “sostenere e promuovere lo sviluppo e la realizzazione di sistemi di tracciabilità di carte valori” è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. Infine, per l’attuazione delle attività e delle misure della Strategia nazionale di cybersicurezza, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale potrà “avvalersi del supporto dell’Istituto”.

Sarà più difficile andare in pensione: sale l’importo minimo per l’anticipo della pensione

Per i lavoratori che hanno cominciato a versare contributi dal 1996 sale l’importo minimo maturato necessario per poter accedere alla pensione tre anni prima dell’età di vecchiaia. La soglia – secondo quanto prevede la bozza della manovra – a fronte di almeno 20 anni di contributi versati sale da 2,8 a 3,3 volte l’assegno sociale. In pratica, secondo i valori riferiti al 2023 da 1.409 euro a 1.660. Salta invece il limite di 1,5 volte l’assegno sociale per l’accesso alla pensione a 67 anni una volta raggiunti i 20 anni di contributi. Basterà avere raggiunto l’importo dell’assegno sociale (503,27 euro nel 2023).

Dal 2025 potrebbero non bastare più 42 anni e 10 mesi di contributi oltre ai tre mesi di finestra mobile per l’accesso alla pensione anticipata indipendentemente dall’età (41 e 10 mesi per le donne): secondo la bozza della manovra viene anticipato dalla fine del 2026 alla fine del 2024 il periodo nel quale non sono previsti adeguamenti alla speranza di vita. Quindi nel 2025 anche questo canale di pensionamento sarà legato all’aspettativa di vita.

Un ‘mini-tesoretto’ per le esigenze indifferibili

Duecento milioni in due anni, nel 2024 e nel 2025, per finanziare il Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili. Lo prevede un articolo della bozza della manovra. Si tratta di un Fondo che tradizionalmente viene utilizzato per finanziare le modifiche approvate nel corso dell’esame parlamentare della legge di bilancio, il cosiddetto tesoretto. 

Cambia la tax credit per il cinema, è al 40% ma può scendere

Cambia la tax credit per il cinema: la percentuale di spesa su cui applicare l’agevolazione per le opere cinematografiche è al 40% ma l’aliquota può scendere. Lo prevede la bozza della legge di bilancio al capitolo relativo al tax credit. L’articolo prevede infatti che possa essere rimodulata “per esigenze di bilancio o “in relazione alle dimensioni di impresa o gruppi di imprese nonchè “in relazione a determinati costi eleggibili o soglie di costo eleggibile, ferma rimanendo la misura massima del 40 per cento”.

Multa da 10 a 50mila euro per le dichiarazioni infedeli per i soggetti che certificano i costi sui quali viene applicata la tax credit del 40% per il cinema. Lo prevede un articolo della bozza della legge di bilancio riguardante l’agevolazione fiscale per il settore cinematografico.

Nel 2024 600 milioni per la carta Dedicata a te

 Nuove risorse per la carta ‘Dedicata a te’. Il fondo nato con la scorsa legge di bilancio destinato all’acquisito di beni alimentari di prima necessità per chi ha un Isee pari o inferiore a 15.000 euro, viene rifinanziato nel 2024 con 600 milioni di euro. Lo prevede la bozza della manovra in cui, “in considerazione del permanere di condizioni di disagio sociale ed economico”, viene inoltre incrementato di 15 milioni di euro il Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti. 

Fondo per i migranti, 200 milioni nel 2024 e 300 nel 2025

 In arrivo 200 milioni di euro nel 2024 per finanziare il fondo per l’accoglienza dei migranti che va a sostegno anche dei comuni coinvolti e a favore dei minori non accompagnati. E’ quanto previsto in una bozza della legge di bilancio, che integra le risorse previste dal dl anticipi per il capitolo migranti, pari nel 2023 a 46,859 milioni.
Lo stanziamento nel 2025 sale a 300 milioni mentre per l’anno successivo le risorse sono pari nuovamente a 200 milioni.
Si tratta di un fondo che è nello stato di previsione del ministero dell’Interno. 

Per Comuni e Regioni una spending review da 600 milioni l’anno

Sforbiciata ai conti degli enti locali per contribuire alla spending review: secondo quanto si legge nella bozza della manovra le Regioni sono chiamate a un taglio da 350 milioni l’anno (escluse le voci diritti sociali e salute), i sindaci dovranno ridurre le spese dei comuni di 200 milioni l’anno mentre le province di 50 milioni. Tra le voci del capitolo revisione della spesa anche “misure per il turnover” che non sono però ancora declinate.

L’Ape sociale resta per il 2024

Sarà possibile accedere all’Ape sociale per tutto il 2024. Emerge dalla bozza della manovra che sottolinea che le disposizioni della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (che istituiva l’Ape), “si applicano fino al 31 dicembre 2024”. Per i disoccupati, le persone con invalidità almeno del 74%, i lavoratori impegnati in attività gravose e i lavoratori che assistono persone con handicap in situazione di gravità si potrà accedere allo strumento con almeno 63 anni e cinque mesi. L’autorizzazione di spesa aumenta di 85 milioni per il 2024, di 168 milioni per il 2025, di 127 milioni per il 2026. Se la bozza venisse confermata nella versione definitiva del ddl non aumenteranno quindi gli anni necessari per accedere allo strumento.

Arriva Quota 104 ‘penalizzata’ per la pensione anticipata con almeno 63 anni di età (erano 62 nel 2023) e 41 anni di contributi: secondo la bozza della manovra chi deciderà di accedere alla pensione con questo strumento avrà una riduzione dell’importo relativo alla quota retributiva legato all’età di uscita. La manovra inoltre allunga la durata delle finestre, ovvero il tempo da attendere per avere la pensione una volta raggiunti i requisiti, da tre a sei mesi per il settore privato e da sei a nove mesi per il settore pubblico.

Il canone Rai scende a 70 euro nel 2024

Il canone Rai scende a 70 euro per il 2024. La novità, già annunciata dal governo è prevista in un articolo della bozza della legge di bilancio. “Per il miglioramento della qualità del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale su tutto il territorio nazionale – si legge inoltre nella bozza – nell’ambito delle iniziative previste dal Contratto di servizio nazionale tra la RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A. e il Ministero delle imprese e del made in Italy di ammodernamento, sviluppo e gestione infrastrutturale delle reti e delle piattaforme distributive, nonché di realizzazione delle produzione interne, radiotelevisive e multimediali, è riconosciuto alla società un contributo pari a 430 milioni di euro per l’anno 2024”.

Cambiano i fringe benefit, 2.000 euro con figli, 1.000 per tutti

Per il 2024 la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit (pari a 258 euro) viene portata a 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti e a 2.000 euro per quelli con figli fiscalmente a carico, “compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati”. Lo si legge nella bozza della manovra. Da una parte vengono favoriti indistintamente tutti i lavoratori, dall’altra viene ridimensionato l’incremento deciso con il decreto del primo maggio che, per i lavoratori con figli, ha portato il tetto esentasse a 3.000 euro. La legge di bilancio conferma inoltre, anche per il 2024, la detassazione dei premi di risultato: l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività, entro il limite di 3mila euro, è ridotta al 5%.

Per la sanità confermati 3 miliardi nel 2024

Il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale è incrementato di 3 miliardi per il 2024, 4 miliardi per il 2025 e 4,2 miliardi a decorrere dal 2026. Lo prevede un articolo della bozza della manovra. Lo scorso 17 ottobre in Commissione Affari sociali del Senato, il ministro Orazio Schillaci aveva parlato di “3,3 miliardi per un totale incremento nell’anno di 5,6 miliardi”. In tale cifra sono però compresi 300 mln destinati alla Sicilia per il 2023,con il dl che precede la manovra, a titolo di “concorso all’onere derivante dall’innalzamento della quota di compartecipazione regionale alla spesa sanitaria”.

250 milioni in due anni per aggiornare i Lea Per consentire l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), è confermata una quota pari a 50 milioni di euro per l’anno 2024 e una quota pari a 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2025, a valere sul livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard. Lo prevede una articolo della bozza della manovra. Inoltre, è confermato l’incremento di spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2025 e di 350 milioni di euro a decorrere dall’anno 2026, a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, “al fine di supportare ulteriormente l’implementazione degli standard organizzativi, quantitativi, qualitativi e tecnologici ulteriori rispetto a quelli previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per il potenziamento dell’assistenza territoriale, con riferimento ai maggiori oneri per la spesa di personale dipendente e per quello convenzionato”.

Aggiornato il tetto di spesa per gli acquisti di prestazioni sanitarie dai privati al fine di garantire le prestazioni dei Livelli essenziali di assistenza (Lea): previsto un incremento di spesa dell’1% per il 2024, del 3% per il 2025 e del 4% per il 2026. Lo prevede la bozza della manovra. “Al fine di concorrere all’ordinata erogazione dei Lea – si legge – il limite di spesa è rideterminato nel valore della spesa consuntivata nell’anno 2011 incrementata di 1 punto percentuale per il 2024, 3 punti per il 2025 e 4 punti dal 2026, fermo restando il rispetto dell’equilibrio economico e finanziario del servizio sanitario regionale”.

Confermato l’aumento della tariffa oraria fino a 60 euro lordi per gli infermieri e personale del comparto sanità e fino a 100 euro per i medici del Servizio sanitario nazionale per le prestazioni aggiuntive destinate a far fronte alla carenza di personale sanitario, a ridurre le liste d’attesa e il ricorso alle esternalizzazioni. Lo prevede un articolo della bozza della manovra. L’autorizzazione agli incrementi delle tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive, si legge, si applica fino al 31 dicembre 2026 ed “è estesa, dal 2024 al 2026, a tutte le prestazioni aggiuntive svolte dal personale medico”. E’ autorizzata, per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026, la spesa di 200 milioni di euro per il personale medico e di 80 milioni di euro per il personale sanitario del comparto.

La tassa di soggiorno può salire di 2 euro per il Giubileo

In occasione del Giubileo 2025, i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni le località turistiche e le città d’arte possono incrementare l’ammontare dell’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, fino a 2 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito rimane nella loro disponibilità per essere destinato a finanziare gli interventi connessi agli eventi del Giubileo. Lo prevede un articolo della bozza della legge di bilancio.

Opzione donna anche nel 2024 ma a 61 anni

Le donne lavoratrici che hanno raggiunto almeno 35 anni di contributi entro il 2023 potranno accedere alla pensione con Opzione donna purché abbiano compiuto 61 anni, requisito ridotto di un anno per ogni figlio fino a un massimo di due. E’ quanto emerge dalla bozza della manovra. L’importo della pensione sarà ricalcolato interamente con il metodo contributivo. Restano le restrizioni previste nel 2023 (bisogna essere disoccupate, care giver o con una invalidità almeno del 74%) così come la finestra mobile di un anno per le dipendenti e 18 mesi per le autonome una volta raggiunti i requisiti per ottenere l’assegno.

Per gli affitti brevi cedolare secca e ritenuta salgono al 26%

Cambia il regime fiscale degli affitti brevi, con l’aumento della cedolare secca e della ritenuta d’acconto per i canoni di locazione, che passano dal 21% al 26%. Lo prevede una bozza della manovra.

Aumentano le tasse sulle sigarette, +10/12 cent a pacchetto

Aumentano le tasse sulle sigarette, con ritocchi dei valori della componente specifica e dell’onere fiscale minimo, portando nel 2024 rincari compresi tra i dieci e i dodici centesimi a pacchetto. E’ quanto emerge dalla bozza della manovra che ritocca anche la tassazione sul tabacco riscaldato: gli aumenti previsti nel 2024 e nel 2025 rimangono confermati, mentre la tassazione cresce di un ulteriore punto nel 2026 rispetto a quanto già previsto. Per effetto dei rialzi sulle sigarette, per il 2024 la manovra comporterà aumenti di circa 10 centesimi per pacchetto anche sul tabacco riscaldato. Sale la tassazione sul tabacco trinciato, con impatti stimati da esperti di settore di circa 30 centesimi per busta. Sulle sigarette elettroniche c’è un piano di incrementi annuali (1% annuo, sia per i liquidi con nicotina, sia per quelli senza nicotina) nel 2025 e nel 2026.

La Redazione – Fonte Ansa

Leggi anche

Show Full Content
Previous Putin ha avuto un infarto. La notizia non confermata viaggia su Telegram e Tik Tok
Next Morti sospette in Russia. Terzo dirigente di Lukoil morto “di infarto”
Close

NEXT STORY

Close

La Russia prepara il missile Sarmat: rischio guerra nucleare?

Settembre 3, 2023
Close