Ottobre 25, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Accade ogni 23 maggio di commemorare Falcone ignorando i suoi insegnamenti. Uccindendolo nuovamente banalizzando il suo pensiero. Perché scrivo questo? Perché sono letteralmente stufo di leggere ogni anno in occasione dell’anniversario della sua morte sempre le stesse frasi, sempre le stesse sue citazioni. Ma attenzione. Non vengono mai ricordare le sue frasi scomode, quelle taglienti.

Rapporto Stato – Malavita organizzata

Dichiarazioni che hanno tracciato il suo drammatico destino, perché il magistrato siciliano non colpiva solo la mafia. NO. Ancora oggi, infastidisce e turba il redditizio equilibrio tra Stato – malavita organizzata. Così come vengono ignorate frasi dure, vere, illuminanti di altri grandi magistrati che hanno combattuto al suo fianco o sulle sue orme.

Questo è il paese felice in cui se ti si pone una bomba sotto casa, e la bomba non esplode, la colpa è tua che non l’hai fatta esplodere. (In risposta alla domanda di una spettatrice, durante un’intervista con Corrado Augias, 1992)

È difficilmente contestabile che le organizzazioni mafiose (Cosa Nostra siciliana e ‘ndrangheta calabrese) probabilmente sono molto più collegate tra di loro di quanto si affermi ufficialmente e che le stesse non soltanto ben conoscono il funzionamento della macchina statale, ma non hanno esitazioni a colpire chicchessia, ove ne ritengano l’opportunità

Nessuno (quasi nessuno) cita le sue frasi ironiche e dirette contro uomini che sono divenuti paladini della lotta alla miafia e sui quali Giovanni Falcone si era espresso.

Il 23 maggio commemorare Falcone ignorando i suoi insegnamenti. Equivale a ucciderlo ancora tante volte banalizzando il suo pensiero.
Il 23 maggio commemorare Falcone ignorando i suoi insegnamenti è ucciderlo più volte

Orlando ormai ha bisogno della “temperatura” sempre più alta. Sarà costretto a spararla ogni giorno più grossa. Per ottenere questo risultato, lui e i suoi amici, sono pronti a tutto, anche a passare sui cadaveri dei loro genitori.

Commemorare Falcone e Borsellino non dovrebbe essere un mero esercizio in cui postiamo una foto e una sua citazione per metterci la coscienza a posto. Falcone lo si commemora soprattutto nelle urne. Ricordandoci che il suo tragiotto doveva essere segreto e non tappandoci naso e occhi quando nel segreto delle urne votiamo per parlamentari condannati in via definitiva per mafia o votando per partiti politici cha annoverano tra i propri candidati o persone di fiducia personaggi con condanne per mafia.

Sono cento parlamentari condannati, imputati, indagati o prescritti.

E non dimentichiamo Vittorio Mangano, un mafioso pluriomicida legato a Cosa Nostra che svolgeva il lavoro di stalliere presso Arcore, la famigerata villa di Silvio Berlusconi. Paolo Borsellino ha definito Mangano una delle «teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia».

“Berlusconi paga i boss di Cosa nostra”. Ecco l’appunto di Falcone ritrovato nel suo ufficio
“Berlusconi paga i boss di Cosa nostra”. Ecco l’appunto di Falcone ritrovato nel suo ufficio

L’importanza del 41 bis e del carcere duro!

Così come non possiamo accettare che boss della malavita organizzata siano stati scarcerati dal 41 bis e ora godano degli arresti domiciliari.

Commemoriamo Giovanni Falcone agendo. Esercitando il nostro diritto di voto, chiedendo spiegazione ai partiti per i quali abbiamo vototo, ai sindaci, agli assessori, a chi sparge odio e attiva le macchine del fango. Vi lascio con le parole dell’atro grande magistrato: Giuseppe Ayala su cui è stato gettato parecchio fango per screditarne le testimonianze.

Sul cadavere di Falcone si sono avventati sciacalli e iene che Giovanni conosceva e che anche io conosco.

Giovanni Scafoglio

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