Settembre 27, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Oggi, 17 maggio 2021, è la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. All’inizio dell’articolo ho inserito una spiegazione sulle origini di questa giornata. Nella seconda parte, invece, ho riportato i dati della situazione in Europa e nel mondo oggi per quanto riguarda i diritti della comunità LGBTI+.

Quando è stata istituita questa giornata e perché?

La giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia si celebra in ben 130 paesi ed è riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite.

È stata istituita nel 2004, 14 anni dopo la decisione di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità (17 maggio 1990).

L’unione europea ha istituito ufficialmente la giornata contro l’omofobia sul suo territorio 3 anni dopo (2007) perché delle autorità polacche avevano rilasciato dichiarazioni contro la comunità LGBTI+. Nel 2009, il nome ufficiale diventa “Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia”, mentre bifobia si aggiunge al nome nel 2015.

A ideare la giornata è stato il Comitato IDAHO, una delle associazioni fondate da Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie (il Dizionario dell’omofobia).

L’obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia, della bifobia e della transfobia.

(Fonte: Wikipedia)

Se l’obbiettivo di questa giornata è prevenire omofobia, transfobia e bifobia, com’è la situazione in Europa oggi?

Ce lo dice il Rainbow Europe, uno strumento di ILGA Europe che ogni anno fornisce una classifica dei paesi europei in base ai diritti LGBTI+ raggiunti. I parametri per l’analisi del raggiungimento dei diritti LGBTI+ sono sei: uguaglianza e non discriminazione, famiglia, eliminazione della violenza (fisica e verbale), riconoscimento legale del genere in cui ci si riconosce, libertà di espressione e di associazione, e asilo. Attraverso l’analisi di questi parametri, Rainbow Europe ci da un quadro della situazione europea e indica quali sono le misure che ogni paese dovrebbe adottare per migliorare le cose. Per un elenco di tutti i diritti presi in ballo vi lascio il pdf del 2021 e degli anni precedenti sul sito

Quindi, cosa ci dicono questi dati?

I dati riportati da questo sito sono preoccupanti, specialmente per noi italiani, dato che l’anno scorso su 49 paesi l’Italia era al ventitreesimo posto in Europa, mentre oggi è al trentacinquesimo. I diritti garantiti in Italia sono solo il 22% di tutti i diritti che garantirebbero l’uguaglianza.

Tra gli elementi più gravi, l’articolo 3 della Costituzione ci dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”, ma tra queste distinzioni non è menzionato l’orientamento sessuale.

Inoltre, l’istituto dell’unione civile è stato introdotto nel 2016 con la Legge Cirinnà (L.76/2016), dopo che l’Italia è stata più volte sanzionata da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. (Fonte: Diritto.it)

Ci terrei a dire che le unioni civili non sono la stessa cosa del matrimonio. Le differenze tra i due sono indicate qui.

Andando avanti, le coppie omosessuali in Italia non possono adottare figli.

Ancora, forse la mancanza più grave, in Italia non abbiamo (ancora) una legge che regoli i crimini d’odio e discriminazioni verso la comunità LGBTI+.

Chi ha fatto peggio di noi in Europa?

Moldavia, Bulgaria, Romania, Liechtenstein, Ucraina, Lettonia, San Marino, Polonia, Bielorussia, Monaco, Russia, Armenia, Turchia e per ultimo Azerbaijan.

Chi ha fatto meglio di noi?

Tutti gli altri.

Quelli che dovrebbero essere davvero orgogliosi di loro stessi sono gli abitanti di Malta, perché hanno un governo che è stato capace di garantire il 94% dei diritti LGBTI+ (di cui tutti i parametri sono al 100% eccetto alcuni della sezione “uguaglianza e non discriminazione”). Infatti, Malta si trova al primo posto tra i paesi Europei.

Il paese che si posiziona al secondo posto è il Belgio, con il 74% dei diritti raggiunti, ma è lontano anni luce da Malta.

E nel resto del mondo?

Nel mondo, invece, ci sono paesi che addirittura considerano l’omosessualità un reato. In particolare, in data 16 aprile 2021 l’omosessualità rimane reato ufficialmente in circa 67 paesi del mondo. De facto in altri 2 paesi (Iraq ed Egitto, che non condannano espressamente l’omosessualità).

6 dei 67 paesi in cui l’omosessualità è illegale prevedono la pena di morte in tutto il loro territorio (Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Somalia, Mauritania e Yemen). Mentre 5 stati solo in alcune regioni (nella zona sotto i talebani in Afghanistan, in alcune zone dell’Iraq, e nella zona musulmana della Nigeria e in alcune zone delle Maldive e del Pakistan). Recentemente la pena di morte per omosessualità è stata abolita in Sudan (15 luglio 2020).

Dal mese di aprile fino al mese di maggio 2019 la pena di morte è stata in vigore in Brunei; il 15 ottobre 2019 una proposta di legge per rendere l’omosessualità punibile con la pena di morte in Uganda è stata bocciata. (Fonte: wikipedia)

In conclusione…

Durante la storia abbiamo sicuramente fatto dei grandi passi avanti nella lotta per i diritti LGBTI+, istituendo questa giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia . La situazione dell’Italia ci fa capire che si può peggiorare, non solo migliorare, e che non bisogna mai e poi mai pensare di essere arrivati.

Elsa Buonocore

Leggi anche Restrizioni sui social: censura o moderazione?

Show Full Content
Previous La lingua di Dante a difesa dalla contaminazione linguistica
Next Cosa serve per viaggiare: Green pass e certificati
Close

NEXT STORY

Close

Ponte crollato in provincia di Massa Carrara. Un ferito

Aprile 8, 2020
Close