Ottobre 25, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Di solito amo la sintesi e i miei articoli sono abbastanza corti, ma in questo caso ho pensato che questo “mappazzone” potrebbe aiutare molte persone a dare chiarezza su tutto quello che sta accadendo in Italia e nel mondo in questi giorni.

Nei miei viaggi in angoli “complessi” del mondo e in certe situazioni difficili in cui mi sono cacciato nella mia vita ho imparato una cosa essenziale: “non bisogna aver paura di provare paura”. Perché la paura è un astuto alleato, ti affina i sensi e tutto il tuo corpo si riempie di adrenalina rendendo quel che accade intorno a te più lento… …apparentemente più lento e…  …più chiaro. Solo i coraggiosi hanno paura e l’affrontano. Gli altri sono incoscienti. Discorso diverso riguarda il terrore. Ecco, il terrore ti blocca, ti impedisce di fare qualsiasi cosa immobilizzandoti. Il terrore è l’inizio della fine per chi non ha il coraggio di affrontare la paura.

Detto questo ti spiego perché andrà tutto bene e perché non dobbiamo diventare ostaggio della paura, del terrore, delle fake news degli allarmismi, di quelli che ci guadagnano sulle nostre paure e di quelli che godono, credimi godono davvero, nel seminare il terrore.

Non è la prima pandemia che affrontiamo in questi anni, solo che l’abbiamo dimenticato.

I virologi hanno più volte spiegato che il virus è poco aggressivo. Il tasso di mortalità è basso, inferiore ad altre pandemie che abbiamo affrontato (eh si, questa non è la prima pandemia e non sarà l’ultima):

  1. L’influenza di Hong Kong, 19681969. Il ceppo H3N2, emerso a Hong Kong nel 1968, raggiunse nello stesso anno gli Stati Uniti e fece 34000 vittime. Un virus H3N2 è ancora oggi in circolazione.
  2. L’epidemia di HIV/AIDS, dal 1981. Si propagò in maniera esponenziale in tutti i paesi del mondo, uccidendo circa tre milioni di persone (stime UNAIDS). Dal 1996 una terapia farmacologica blocca il decorso della sindrome immunodepressiva (per lo meno in quei paesi in cui i malati possono accedere ai farmaci), ma non elimina il virus dai corpi degli individui; sebbene la malattia sia oggi cronicizzabile e raramente letale (nel mondo sviluppato), ne continua il contagio, legato a fattori comportamentali.
  3. La SARS, epidemia tra il 2002 e il 2004. Non una vera e propria pandemia anche se il virus, proveniente dalla Cina, si diffuse a Hong Kong e di lì fino a Taipei, Singapore, Toronto e molte altre nazioni.
  4. L’influenza A H1N1, pandemia tra il 2009 e agosto 2010, denominata originariamente “influenza suina” perché trasmessa da questo animale all’uomo. Il suo focolaio iniziale ha avuto origine in Messico, estendendosi poi in soli 2 mesi a quasi 80 paesi. In Europa e paesi limitrofi, al 31-08-2009 i casi accertati erano 46.016 e le morti accertate 104. Nel resto del mondo i casi di morte accertati furono 2.910[13]. Nel mese di agosto 2010 l’OMS ha dichiarato chiusa la fase pandemica. Attualmente il virus H1N1 si comporta similmente ad altri virus stagionali

Chiariamo ancora alcuni punti con l’aiuto dei dati ufficiali: le presunte vittime del COVID 19 in Italia al momento sono 1.016, le persone guarite 1.258,  le persone risultate positive al tampone sono 15.113, con un tasso di mortalità pari al 6,6% e di queste il 78% presentavano patologie pregresse. Ho usato volutamente, ripetendomi, il termine persone poiché questi numeri si riferiscono a esseri umani. Ora facciamo . Perché ho usato certi termini e non altri come stanno facendo alcuni miei colleghi creando allarmismo? Vi spiego: i media continuano a usare il temine vittime del corona virsus ma non è così. I dottori e i virologi parlano di morti “con il corona virus” che apparentemente vuol dire la stessa cosa ma in pratica c’è una bella differenza ossia non è detto che tutti i morti siano deceduti a causa del corona virus, anzi è improbabile e questo fa diventare il dato del 6,6% di mortalità errato per eccesso.

Tasso di mortalità. Come detto sarebbe del 6,6% ma anche qui siamo di fronte una indicazione approssimativa per eccesso poiché è il tasso di mortalità NON degli infetti, ma dei tamponi positivi. Mi spiego. Non è calcolato in base al numero reale degli infetti (che è molto più alto) ma al numero di persone sottoposte al tampone e risultate positive. Quindi ipotizzando che il numero degli infetti sia pari a quello di una influenza (uso il termine influenza solo per dare un parametro) stiamo parlando di (forse) milioni di persone che hanno avuto il virus in maniera asintomatica e sono guarite. Il tasso di mortalità dovrebbe quindi essere pari al 2,2% ma ora si che siamo nel campo delle ipotesi.

Ma allora perché dobbiamo stare tutti a casa?Perché queste misure drastiche?
Servono per difendere i più deboli: i nostri genitori, i nonni, le persone che amiamo e che stanno combattendo con un brutto male, con il cancro o con altre terribili patologie. Servono perché le strutture sanitarie stanno collassando. E non sono in grado di sostenere un numero cosi gravi di persone in terapia intensiva. Quindi se stiamo a casa probabilmente guariamo senza accorgercene dal virus e non rischiamo di contagiare le persone più deboli ed esposte. Ecco perché bisogna agire con rispetto dei più deboli che dobbiamo proteggere con il nostro comportamento, stando a casa il più possibile ma non bisogna smettere di vivere e magari di aiutare (donare il sangue, fare volontariato). Questa è una delle differenze tra il provare paura e gestirla con intelligenza e il farsi prendere dal panico e dal terrore.

No, non stiamo rischiando l’estinzione. No, non è come nei film in cui le pandemie sterminano le popolazioni perché in quei film si cerca disperatamente una cura o un vaccino e nessuno guarisce, me nel mondo reale invece i guariti sono più dei decessi e la mortalità è in un range che va dal 2,2% al 6,6%. Si. Sopravviveremo e no, non è in atto nessun complotto o nessuna invasione straniera (sugli ufo non ho trovato dati certi quindi a priori non posso escludere si tratti di una invasione aliena).

Reputo tutto quello che sta accadendo una possibilità di crescita umana, di abbassare i toni, di provare a comprendere cosa provano le persone che scappano dalle guerre, dalle carestie, dalle pestilenze. 
È una occasione per passare più tempo con le persone che amiamo, con i nostri figli e credetemi capisco bene chi soffre perché è lontano dai propri cari e non può correre da loro ad abbracciarli.

E’ una possibilità di tirar fuori dal cassetto un vecchio progetto e realizzarlo, per fermarsi sul balcone a chiacchierare con un vicino e scoprire che poi non è tanto male, di leggere quel libro che hai sempre li sul comodino e che non hai mai avuto il tempo di leggere. Viviamo in un mondo in cui tutto avviene di corsa, in cui la frase più abusata è: non ho avuto il tempo… …ora lo abbiamo quel tempo. Usiamolo bene, magari per amare e non per odiare.
Ecco. Io non sono ostaggio della paura. Vogliatevi bene e cercate di utilizzare tutto questo tempo come un dono, per passare tempo a sognare, a far l’amore. Da trascorrere con i nostri figli e, perché no, a concepirne di figli… invece che paure.

Sono sicuro che tra qualche tempo sorrideremo della nostra stupidità. Degli Usa che ci invadono, dei complotti per sterminare la razza umana, dei giochi di potere, delle frontiere che vengono chiuse ai turisti e dei tanti bla bla bla. Certo sarà difficile sollevarsi e ve lo dice uno a cui hanno annullato tutti i lavori fino ad ottobre 2020 e che è molto preoccupato per le scadenze fiscali, per il mutuo della casa, per i soldi della quotidianità, per i miei amici e le persone che amo che rischiano di ritrovarsi senza lavoro e in un mare di debiti.

Ma voglio credere che tutto questo ci migliorerà rendendoci più forti e uniti. Del resto è tutta vita che passa, che scorre, tra giorni per ridere e giorni per dimenticare. La vita ci trasforma, diventiamo ciò che guardiamo con gli occhi del cuore, ciò che amiamo, il sorriso di chi ci ha fatto ridere.
E per tutte le coppie divise, per i fratelli separati dalle sorelle, i genitori dai figli, sarà così bello rivedersi. Esiste l’attimo dell’incanto e l’istante del disincanto e, tutti, avremo nuovamente giorni belli e giorni meno belli e non potremo farci nulla. Non preoccupatevi, non temete, se saremo forti, almeno una volta nella vita saremo la fine e il principio in un solo respiro!
Tutto andrà bene, hic et nunc, è solo vita che passa!

Giovanni Scafoglio

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