Maggio 14, 2021
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Quando anni fa mio nonno che non c’è più mi raccontava del lontano tempo della guerra, faticavo ad immaginarmelo. Le strade deserte per il coprifuoco. Il silenzio che veniva dalle case pur affollate di famiglie numerose. Il misero e poco nutriente cibo che scarseggiava. Le giornate interminabili animate solo dalle sirene d’allarme della contraerea.

Oggi io stesso, docente di Storia, pur studiando ed insegnando la materia da tanti anni, non avevo mai realmente assaporato le sensazioni di quel periodo. Non ero mai riuscito a calarmi personalmente in quegli anni né anche solo lontanamente a “sentire” gli stati d’animo delle persone che, come mio nonno, li avevano vissuti con ansia e trepidazione. Le sue preoccupazioni di genitore, lo rammento ancora adesso, erano per i figli, per i bambini. Ognuno ne aveva tanti a quei tempi. Cinque, sei, anche più per famiglia. Ed erano famiglie allargate a nonni, zii e cugini. Le preoccupazioni erano perciò moltiplicate, ma legate sostanzialmente alla loro sopravvivenza.

La situazione surreale che sta vivendo in questi giorni l’Italia non ha niente a che vedere con quei tempi. Anche se, come si prevede, dovesse protrarsi per altre tre o quattro settimane o anche un mese e mezzo, resterebbe comunque qualcosa di molto diverso da allora.

Oggi il nostro problema principale, al di là della legittima preoccupazione del contagio, resta tra le quattro mura di casa quella di impegnare il tempo. Oggi la gran parte di noi è così abituata alla socialità, al vivere la propria vita in relazione agli altri, in contatto con l’esterno, che vivere forzatamente in questi giorni gli “interni” di casa ci risulta faticoso. Con quasi tutte le attività pubbliche e private chiuse, tutti o quasi se ne devono restare a casa. Dopo i primi entusiastici giorni senza scuola, sono i bambini quelli che sembrano al momento i più felici e spensierati. Giocattoli, TV, Videogame, Computer, Tablet, Libri, Social media. Tutti preziosi alleati per resistere in casa. In più i “compiti”, le attività didattiche assegnate quotidianamente dagli insegnanti impegnano per qualche altra ora.

Ma davvero resisteranno i nostri bambini? Da adulti riusciamo a farcene una ragione, razionalmente comprendiamo la necessità di questo “sacrificio” per il bene della collettività. Ma come farlo capire a bambini e ragazzi?

I miei tre figli, due bambini ed una preadolescente, sembrano già mostrare piccoli segni di cedimento. A turno, chiedono di uscire, anche solo a portare il cane giù per i suoi bisogni. Sono piccole richieste senza troppa insistenza. Ma siamo appena al quarto giorno di “coprifuoco”. Cosa succederà tra qualche settimana? Io e mia moglie – anche lei un’insegnante – viviamo il nostro doppio ruolo di genitori e di insegnanti e, proprio per questo secondo siamo quotidianamente impegnati nello svolgere la didattica a distanza per i nostri studenti. Diventa anche per noi un modo per occupare le nostre ore, per rendere meno alienante questa permanenza forzata a casa, per svolgere un servizio che non può e non deve interrompersi. Ma questo restare a casa è anche è soprattutto un modo per riscoprire la famiglia.

Mariti e mogli. Padri e figli. Madri e figlie. Nonni e nipoti. Al di là delle immagini ironiche e canzonatorie che circolano sui social sul numero di divorzi o gravidanze che si registreranno entro la fine dell’anno, una cosa è certa: le famiglie si stanno ritrovando! Nei giorni del Coronavirus i membri della famiglia riescono a stare insieme, a vedersi e parlarsi. Finalmente! Come quando si restava una volta a casa perché c’era la guerra!

Quanto durerà tutto ciò nessuno può saperlo. Di certo c’è solo che oggi le famiglie si stanno ritrovando tra le mura di casa. I bambini, i figli stanno riscoprendo il piacere di stare coi propri genitori. E se un aspetto positivo si può rintracciare tra i tanti negativi dovuti a questo nemico invisibile, questo è sicuramente quello più importante di tutti! Il virus passerà e noi, genitori e figli, mariti e mogli, ci ritroveremo sicuramente più uniti!

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