Restituiti 449 bambini ucraini portati via dai russi

Nel 2024 sono stati restituiti 449 bambini ucraini portati via dai russi grazie alla mediazione vaticana, guidata dal cardinale Matteo Zuppi

Grazie alla mediazione vaticana, guidata dal cardinale Matteo Zuppi, il 2024 segna un momento di svolta nel drammatico conflitto tra Russia e Ucraina. L’anno si chiude con una notizia di portata umanitaria straordinaria: la restituzione di 449 bambini ucraini, sottratti alle loro famiglie e trasferiti in Russia o nei territori occupati. Tuttavia, la notizia è stata poco trattata in Italia, se non dal quotidiano Avvenire, che ha seguito da vicino il delicato lavoro diplomatico condotto dal Vaticano. Secondo le autorità ucraine, ad oggi sono quasi 20mila i bambini ritenuti dispersi o trasferiti con la forza.

Restituiti 449 bambini ucraini portati via dai russi

La vicenda simbolo di questo doloroso capitolo è quella di Alisa, una bambina di 8 anni, che ha trascorso tre anni separata dalla madre, Tamila, una soldatessa di Kiev. Alisa era stata lasciata ai nonni nel villaggio di famiglia e poi sottratta loro una volta che il villaggio è stato occupato dalle forze russe. Per tre anni Mosca non ha mai permesso alla bambina di poter lasciare la regione occupata e ritrovare la madre. Fino a Natale, quando una difficile operazione di esfiltrazione è andata a buon fine. La notizia arriva quando per la prima volta Mosca e Kiev sono vicine a un accordo stabile per lo scambio di prigionieri.

Per la prima volta dall’inizio del conflitto, Ucraina e Russia sono vicine a un accordo stabile per lo scambio di prigionieri e detenuti. Un segnale incoraggiante per una diplomazia internazionale che, fino ad ora, ha faticato a ottenere risultati concreti. I colloqui, supportati dalla mediazione del Vaticano, vedono al centro la creazione di liste di prigionieri basate sulla gravità delle condizioni di salute, aprendo uno spiraglio per negoziati più ampi.

Dmytro Lubinets, difensore civico ucraino, ha confermato i progressi, pur mantenendo prudenza sulla reale applicazione dell’accordo da parte russa. Questo primo passo, sebbene ancora fragile, dimostra che il dialogo è possibile anche in un contesto di guerra feroce.

Nel 2024, 449 bambini trasferiti forzatamente in Russia, o nei territori occupati dalle forze di Mosca, hanno potuto lasciare gli istituti nei quali i soldati di Mosca li avevano condotti a partire dal marzo 2022, quando l’invasione russa sembrava inarrestabile. Dal 2022 i minorenni rientrati sono stati 559. Nella sola regione di Kherson i minorenni tornati alle proprie famiglie sono stati 246 lo scorso anno.

Secondo le autorità ucraine, ad oggi sono quasi 20mila i bambini ritenuti dispersi o trasferiti con la forza

Tuttavia non è possibile indicare con certezza quanti siano quelli che anche la Corte penale internazionale indica come “deportati”, e quanti per scelta o per necessità delle famiglie siano arrivati volontariamente in Russia o nei territori ucraini occupati.

Le indagini della Corte penale internazionale e quelle della procura generale ucraina non si sono fermate e nelle prossime settimane potrebbero esserci ulteriori sviluppi. Per lo specifico reato di trasferimento illegale di minori sono indagati e ricercati in campo internazionale il presidente russo Vladimir Putin e la sua commissaria ai diritti per l’Infanzia, Maria Llova Belova. Una serie di inchieste indipendenti di giornalisti e attivisti ha però permesso di ricostruire la filiera della deportazione in regioni come quella di Kherson, identificando alcuni funzionari di nazionalità ucraina passati subito dalla parte di Mosca.

La restituzione dei 449 bambini è solo un passo in una guerra che continua a segnare profondamente le vite dei civili. Grazie all’impegno della diplomazia vaticana e alla determinazione delle autorità ucraine, si aprono spiragli di speranza. Tuttavia, la strada verso una soluzione definitiva è ancora lunga, e la tragedia delle deportazioni resta una ferita aperta nel cuore del conflitto.

Con l’attenzione internazionale focalizzata su questo delicato equilibrio, il 2024 potrebbe rappresentare l’inizio di un cambiamento. Ma il tempo è un fattore cruciale, e ogni giorno di guerra segna nuove vite spezzate e famiglie distrutte.

Ginevra Leone

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