Cosa c’è scritto nel rapporto Onu che accusa Israele di aver ucciso “deliberatamente” oltre 20mila bambini nella Striscia di Gaza

Gaza è pulizia etnica?

L’accusa è pesantissima e riapre il dibattito internazionale sul crimine di genocidio: secondo l’ultima commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, le forze armate israeliane avrebbero colpito “deliberatamente” i minori palestinesi. Con oltre 20mila giovanissime vittime stimate e un’intera generazione segnata da amputazioni e traumi, il rapporto sostiene che a essere minacciata sia “la capacità stessa del popolo palestinese di esistere”. Cosa c’è scritto nel rapporto Onu che accusa Israele di aver ucciso “deliberatamente” oltre 20mila bambini nella Striscia di Gaza

Ecco i punti salienti del rapporto della commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite che accusa Israele di aver ucciso deliberatamente 20mila bambini nella striscia di Gaza. Di seguito le posizioni ONU e del governo israeliano in merito

  1. Accusa di intenti genocidari: La commissione sostiene che le forze armate israeliane abbiano preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi. Tali uccisioni vengono interpretate come parte di un intento più ampio volto a distruggere, in tutto o in parte, la popolazione di Gaza, minacciando la capacità del popolo palestinese di esistere e determinare il proprio futuro.
  2. Dati sulle vittime: Il rapporto si riferisce a oltre 20.000 bambini uccisi, dato proveniente dal ministero della Salute di Gaza e relativo al periodo fino al 7 ottobre 2025. Gli investigatori sottolineano che, oltre alle morti, vi è un numero elevatissimo di minori che hanno subito amputazioni, traumi cerebrali o gravi lesioni permanenti, in un contesto di totale assenza di strutture riabilitative.
  3. Metodi di attacco: La conclusione che i bambini siano stati bersagli deliberati deriva dalla combinazione di vari fattori: l’uso sistematico di armi ad alto potenziale in zone densamente popolate, l’esame di specifici episodi in cui è stato usato fuoco letale contro minori chiaramente riconoscibili e la visione collettiva dei civili, inclusi i bambini, come parte integrante del nemico.
  4. Impatto generazionale: Il rapporto evidenzia la distruzione sistematica di elementi essenziali per la sopravvivenza e lo sviluppo, tra cui reparti neonatali, scuole, strutture sanitarie e il tessuto familiare. Tale distruzione viene presentata come un ostacolo insormontabile alla crescita dei minori sopravvissuti.
  5. Estensione geografica e altre violazioni: Il documento estende l’analisi alla Cisgiordania e a Gerusalemme Est, denunciando un incremento delle violenze da parte dei coloni e trattamenti sistematici di maltrattamento sui minori durante arresti e detenzioni, qualificandoli come crimini contro l’umanità.

La posizione di Israele:

La missione israeliana a Ginevra ha respinto il rapporto come una “montatura diffamatoria”, negando che l’esercito colpisca deliberatamente i bambini e accusando gli investigatori di avere ignorato le tattiche di Hamas nelle aree civili. Israele cita le campagne di vaccinazione, l’ingresso di personale sanitario e gli ospedali da campo tra le misure adottate per ridurre i danni; accusa (respinta) Hamas di sottrarre aiuti e carburante agli ospedali. Gli oltre 20mila bambini non sono frutto di un conteggio diretto della Commissione, ma una cifra proveniente dal ministero della Salute di Gaza.

Le implicazioni legali e politiche del rapporto Onu

1. Il rapporto della Commissione Onu rappresenta una condanna legale definitiva per Israele? No, non è una sentenza. La Commissione è un organismo investigativo indipendente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Il suo compito è raccogliere prove, attribuire responsabilità e formulare conclusioni giuridiche, ma non ha il potere giurisdizionale per condannare formalmente uno Stato o una singola persona.

2. L’indagine riguarda esclusivamente le vittime nella Striscia di Gaza? No, il documento copre anche i territori della Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est. In queste aree, gli investigatori denunciano un aumento della violenza da parte dei coloni e abusi sistematici sui minori durante gli arresti, tra cui percosse, privazione di cibo, denudamenti forzati e violenze sessuali.

3. Come vengono classificate queste violenze in Cisgiordania e come si difende Israele? La Commissione definisce questi maltrattamenti sistematici come veri e propri “crimini contro l’umanità”. Israele respinge questa narrazione, sostenendo che il rapporto sia parziale poiché omette completamente il contesto della grave minaccia terroristica che le forze armate israeliane (IDF) devono affrontare quotidianamente.

4. Questo rapporto stabilisce ufficialmente che è in corso un genocidio? Il documento non chiude la questione giuridica sul genocidio, che è attualmente al vaglio della Corte internazionale di giustizia (L’Aia) in seguito a un’iniziativa del Sudafrica avviata nel dicembre 2023. Fino ad ora, la Corte ha imposto misure provvisorie per proteggere la popolazione, ma non ha ancora emesso un giudizio sul merito delle accuse di genocidio.

Qual è, in sintesi, la tesi finale della Commissione sull’uccisione dei minori?

Secondo il documento, la morte dei bambini palestinesi non può essere considerata un danno collaterale accidentale, ma un elemento inseparabile dall’attuale strategia militare di Israele. Un’operazione che ha portato Tel Aviv a controllare attualmente oltre il 60% della Striscia di Gaza, con l’obiettivo dichiarato dal premier Netanyahu di arrivare al 70%.

Ginevra Leone

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