Giugno 18, 2024
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Facebook e Instagram a pagamento, vero. Molto probabile, ma i giornali stanno giocando su una notizia vera ma non verissima. Chi legge i titoli dei giornali esulta per la fine dei tanto odiati social (per coloro che non sanno utilizzarli o non li comprendono) ma non si rendono conto che, come al solito, la verità non è esattamente quel che sembra.

Partiamo dalla notizia: Facebook e Instagram a pagamento

Per anni, abbiamo sentito le voci su Facebook e Instagram che diventano a pagamento. Ma diciamocelo chiaramente, questa notizia è stata trattata come una specie di favoletta per la quale non valeva nemmeno la pena di alzare un sopracciglio. Bene, cari lettori, è giunto il momento di tirar fuori quel sopracciglio, perché sembra che le cose stiano per cambiare, e questa volta potrebbe essere per davvero.

Il loro piano prevede che l’abbonamento offrirebbe la possibilità agli utenti di godere di una piattaforma priva di pubblicità e soprattutto senza il tracciamento dei dati personali. Tuttavia, questa iniziativa sembrerebbe riguardare esclusivamente il mercato europeo, in particolare i Paesi membri dell’Unione Europea.

Dunque Facebook e Instagram a pagamento, ma solo in Europa. Ma non è tutto!

La ragione principale dietro questa possibile svolta nel modello di business di Meta in Europa è l’impossibilità di continuare a raccogliere dati degli utenti in modo massiccio, come faceva in passato, a causa delle rigide normative europee sulla privacy, come il GDPR, e dei nuovi regolamenti sulla concorrenza nei mercati digitali (DMA) e nei servizi digitali (DSA).

In sintesi, se Meta non può più raccogliere dati in modo massiccio, non può più offrire servizi gratuiti finanziati dalla pubblicità altamente mirata che attira gli investitori. Di conseguenza, l’introduzione di un abbonamento mensile senza pubblicità e senza raccolta dati sembra essere la scelta logica.

I social solo per chi paga? Fine dei giochi? Ovviamente no!

Secondo le fonti citate dal New York Times, Facebook e Instagram rimarranno comunque accessibili gratuitamente agli utenti, ma la compatibilità con le sempre più rigide normative europee sulla privacy non è ancora chiara.

Ciò che rende questa notizia ancora più intrigante è il fatto che Meta non ha ancora confermato né smentito ufficialmente l’idea dell’abbonamento. Questo silenzio potrebbe suggerire che l’ipotesi di rendere a pagamento Facebook e Instagram sia effettivamente in considerazione da parte di Mark Zuckerberg e dell’azienda.

Al momento, non sono stati forniti dettagli sul costo dell’abbonamento né sulla possibilità di un abbonamento separato per Threads, il terzo social di Meta, che potrebbe essere incluso nell’offerta

Threads, non ancora disponibile in Europa, potrebbe essere un elemento chiave nell’ipotetico abbonamento, riservato solo a chi decide di pagare il canone mensile.

È importante notare che WhatsApp, un’altra grande app di Meta, non sembra essere coinvolta nel progetto di abbonamento. WhatsApp Premium, una versione a pagamento, esiste già ma è destinata principalmente a scopi commerciali.

Si tratta di un possibile cambiamento significativo nel modello di business di Meta, che ha basato il suo successo per quasi due decenni sulla fornitura di servizi gratuiti finanziati dalla pubblicità. Questo passo potrebbe essere una risposta alle preoccupazioni europee sulla privacy e l’uso dei dati e segnerebbe una svolta nel modo in cui le società si adeguano alle normative europee e alle leggi sulla privacy. Inoltre, potrebbe aiutare Meta a consolidare la sua presenza nell’Unione Europea, dove deve ancora lanciare Threads per timori regolamentari.

Nonostante l’incertezza sui tempi e sui dettagli, questa mossa rappresenta una risposta alle crescenti preoccupazioni riguardo alla privacy e ai dati personali, e potrebbe aprire la strada a ulteriori cambiamenti nel settore delle piattaforme digitali.

In conclusione è importante notare che l’attenzione si sta spostando sempre più verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei prodotti di Meta. Questa nuova frontiera sta portando amministratori delegati di aziende tecnologiche di alto profilo come Elon Musk, Satya Nadella e Sundar Pichai al Senato americano per discutere le regole sull’IA, evidenziando l’importanza crescente di quest’area nel mondo digitale.

Giovanni Scafoglio

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