Il Ministero dell’Istruzione ha inserito la canzone La cura di Franco Battiato nella prova di discipline audiovisive e multimediali del liceo artistico per l’esame di maturità 2025. Il brano, scritto con il filosofo Manlio Sgalambro e pubblicato nell’album L’imboscata del 1996, è diventato uno dei testi più potenti della musica italiana. Ma, a differenza di quanto possa sembrare a un primo ascolto, non è una canzone d’amore. È una dichiarazione radicale, assoluta. Un atto di dedizione che sfida ogni definizione sentimentale. Ecco il significato profondo de La cura di Franco Battiato.
Esame di maturità 2025, Liceo Artistico: il significato profondo de La cura di Franco Battiato: la promessa di protezione totale come nucleo del testo
Il testo si apre con una serie di promesse. “Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via”. Chi parla si assume un compito pieno, quasi sovrumano. Proteggere da tutto. Non solo dal dolore fisico, ma dal malessere mentale, dal disincanto, persino dalle leggi del mondo. È una voce che non chiede nulla. Si rivolge a un destinatario fragile, smarrito, e non vuole salvarlo ma accompagnarlo.
Il lessico di Battiato è colto, ma non elitario. Parla di “correnti gravitazionali”, “spazio e luce”. Allude a qualcosa di più alto, ma lo tiene radicato nel corpo e nella quotidianità. Il testo è scritto da un uomo che ha attraversato la malattia della madre, ma anche da un artista che ha studiato Gurdjieff, i mistici orientali, il sufismo. La cura non è un gesto. È una postura esistenziale. È presenza attiva, silenziosa, resistente.
Una relazione senza reciprocità apparente
Nel testo non c’è un tu che risponde. Solo un io che promette. L’asimmetria è totale. E proprio per questo, la canzone ha colpito così tanti ascoltatori nel tempo. Non descrive un amore che pretende, ma una dedizione che resta anche quando l’altro non può ricambiare. Alcuni hanno visto nel testo la voce di un genitore verso un figlio, altri di un uomo verso una donna malata. Ma il punto non è il chi. È il come. Come si resta. Come si decide di esserci.
Significato profondo e letture alternative del brano
Per alcuni critici, La cura è una preghiera laica. Non è Dio che parla all’uomo, ma l’uomo che promette a un altro uomo ciò che il divino dovrebbe garantire. Per altri, è un dialogo interiore. Una voce che parla alla parte più vulnerabile di sé. In entrambi i casi, il cuore del testo resta identico: la possibilità di offrire cura anche dove non ci sarà guarigione. È questa la differenza tra protezione e salvezza. Battiato sceglie la prima.
Perché la canzone è stata scelta per la prova d’arte
Nel liceo artistico, la canzone è diventata base per una riflessione visiva e simbolica sul concetto di cura. Agli studenti è stato chiesto di interpretare il testo attraverso un progetto multimediale. Ciò significa tradurre in immagini, suoni o forme ciò che Battiato ha espresso con parole. Come si rappresenta una presenza invisibile? Come si dà forma a una promessa?
Una canzone che parla anche oggi, senza invecchiare
Nonostante siano passati quasi trent’anni dalla pubblicazione, La cura non è invecchiata. Non solo perché il suo messaggio è universale, ma perché rifiuta le logiche del tempo. Non si adatta alle mode, non cerca il consenso. È un testo che funziona perché non cerca di piacere. Vuole solo esserci. E in questo, resta uno dei testi più profondi mai scritti nella musica italiana.
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