La polizia iraniana ha arrestato il Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi. Mohammadi partecipava alla commemorazione del settimo giorno per l’avvocato Khosro Alikordi, trovato senza vita nel suo ufficio pochi giorni fa. La Narges Foundation parla di un arresto condotto con violenza. Si tratta dell’ennesimo arresto ai danni dell’attivista iraniana. Arrestata 13 volte in Iran, i tribunali l’hanno condannata cinque volte per un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate.
Mohammadi era a Mashhad per la cerimonia del settimo giorno legata alla scomparsa di Alikordi
In Iran questo rito viene spesso chiamato haftom o hafteh. La cerimonia richiama familiari e comunità. In casi sensibili, richiama anche attivisti e colleghi. Per Alikordi, la commemorazione aveva un peso politico evidente. Alikordi seguiva casi legati a attivisti e detenuti. Più fonti descrivono un clima di pressione attorno alla sua figura.
Chi era Khosro Alikordi e cosa sappiamo sulla sua scomparsa
Khosro Alikordi lavorava a Mashhad. Diversi report lo indicano come avvocato dei diritti civili e difensore di prigionieri politici. Le autorità provinciali hanno attribuito la sua scomparsa a un attacco cardiaco. Una parte dell’avvocatura non ha accettato quella spiegazione. Un gruppo di 81 avvocati in Iran ha firmato una richiesta pubblica di trasparenza. Le stesse fonti parlano anche di una forte presenza di sicurezza attorno alla scena. La cronologia conta: alcuni report collocano il ritrovamento del corpo l’8 dicembre 2025.
Che cosa è accaduto al premio Nobel Narges Mohammadi arrestata in Iran
Secondo Narges Foundation, Mohammadi ha preso la parola durante la cerimonia. Le forze di sicurezza sono intervenute e l’hanno portata via. La fondazione descrive un arresto “violento”. Diversi media internazionali riportano la stessa dinamica. Finora non risulta una ricostruzione ufficiale dettagliata delle autorità iraniane. Questo vuoto informativo complica la verifica di alcuni dettagli operativi.
Le liste dei fermati non coincidono in modo perfetto tra le fonti. Alcuni nomi ricorrono con maggiore frequenza. Tra questi compare Sepideh Gholian, attivista già nota per precedenti detenzioni. Organizzazioni per i diritti umani parlano di un’operazione più ampia. Alcuni report descrivono strade bloccate e controlli nell’area. Un testimone citato da un’organizzazione riferisce violenza durante i fermi. Un altro passaggio torna spesso: la folla avrebbe impedito l’arresto del fratello di Alikordi.
L’episodio ha un significato preciso. Le forze di sicurezza hanno colpito un momento che, in teoria, riguarda il lutto e la comunità. Il messaggio è pratico: le autorità possono intervenire anche lì
Nel quadro iraniano, il caso Mohammadi resta un indicatore chiave. Il Comitato Nobel e varie testate hanno già ricostruito il costo personale delle sue campagne. Lei ha denunciato abusi e repressione anche dal carcere. Durante il permesso medico ha mantenuto una visibilità pubblica alta. Le immagini che circolano la mostrano anche senza velo in pubblico, gesto che in Iran assume valore politico.
A proposito del premio Nobel Narges Mohammadi arrestata in Iran avevamo scriviamo da diversi anni: La Nobel Mohammaddi: ‘Sollevatevi contro la guerra totale alle donne’ dell’ Iran e Narges Mohammadi non ha potuto ritirare il Premio Nobel per la Pace che le è stato assegnato, perché imprigionata in Iran e ancora: Nobel 2023 per la pace a iraniana Narges Mohammadi. Anche quest’anno non verrà ritirato perché in carcere.
Ginevra Leone
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