Viktoriia Roshchyna, una giornalista freelance ucraina di 26 anni, è morta durante la detenzione in Russia dove era stata catturata e imprigionata. Il suo corpo è stato restituito durante uno scambio del 14 febbraio 2025: era etichettato con il numero 757, con la dicitura “maschio non identificato”. Durante l’esame condotto in Ucraina, è stata riscontrata l’assenza di diversi organi interni, tra cui il cervello, i bulbi oculari e parte della trachea. Un medico legale internazionale consultato dal giornale ucraino ritiene che l’assenza di questi organi possa aver nascosto prove che la morte sia stata causata da strangolamento o soffocamento.
Chi era la giornalista ucraina Viktoriia Roshchyna
Viktoriia Roshchyna era una giornalista freelance ucraina di 26 anni, conosciuta per il suo lavoro coraggioso nelle zone di conflitto. Collaborava con testate indipendenti, tra cui Ukrainska Pravda, ed era specializzata in reportage dai territori occupati. Aveva lavorato anche per Hromadske, pubblicando inchieste su diritti umani, detenzioni illegali e abusi militari. La sua determinazione nel raccontare la guerra dall’interno l’ha portata, nel 2023, nei territori controllati dalla Russia, dove è stata catturata e imprigionata.
Nel luglio 2023 Roshchyna ha raggiunto i territori occupati per realizzare reportage. La giovane è scomparsa il 3 agosto di quell’anno, e solo nel maggio 2024 la Russia ha ammesso per la prima volta di averla arrestata. Il 10 ottobre successivo, le autorità ucraine hanno confermato che la donna era morta mentre era in custodia russa.
Il suo corpo è stato restituito durante uno scambio del 14 febbraio 2025
Il cadavere, probabilmente mummificato, era etichettato con il numero 757, con la dicitura “maschio non identificato”. Tuttavia, durante l’esame iniziale, i medici legali hanno stabilito che il corpo apparteneva a una donna. E un’indagine condotta dalla procura generale ha rivelato una corrispondenza del Dna del 99% con la giornalista.
Secondo Yurii Bielousov, capo del Dipartimento della Guerra presso la Procura Generale ucraina, il corpo di Viktoriia mostrava numerosi segni di tortura: abrasioni, contusioni, una costola rotta e indizi compatibili con scosse elettriche. “Le lesioni sono state inflitte mentre era ancora in vita. Vi è un’alta probabilità che sia stata sottoposta a torture”, ha dichiarato Bielousov.
Durante l’esame condotto in Ucraina, è stata riscontrata l’assenza di diversi organi interni, tra cui il cervello, i bulbi oculari e parte della trachea. Un medico legale internazionale consultato dal giornale ucraino ritiene che l’assenza di questi organi possa aver nascosto prove che la morte sia stata causata da strangolamento o soffocamento.
Il Progetto Viktoriia e il giornalismo sotto attacco
Alla sua memoria è stato dedicato il “Progetto Viktoriia”, un’iniziativa coordinata da Forbidden Stories e supportata da testate come The Guardian, Washington Post, Le Monde e Der Spiegel. Il progetto indaga le condizioni di detenzione di altri giornalisti e civili ucraini arrestati e detenuti in Russia.
Ginevra Leone
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