L’elenco di tutte le vittime di femminicidio nel 2025 in Italia, aggiornato mensilmente dalla redazione di Ecorandagio. Tutti i nomi e le storie di chi è vittima del patriarcato. L’elenco completo in questo articolo
Le vittime di femminicidio in Italia nel 2025
GENNAIO: 4 vittime di femminicidio
- Domenica 5 gennaio ELIZA STEFANIA FERU 30 anni PERUGIA
- Eliza dorme sul divano nel salotto di casa. La raggiunge un colpo di pistola, esploso con una Glock 17 calibro 9. A sparare il marito, Daniele Bordicchia, guardia giurata di 38 anni. La coppia si è sposata appena 7 mesi prima ma, evidentemente, qualcosa non funziona nel rapporto. Eliza vuole andare via, ma il marito non lo permette. Dopo averla uccisa, l’uomo ha puntato l’arma verso di se, togliendosi la vita. I motivi del gesto sono ancora al vaglio degli investigatori.
- Martedì 14 gennaio MARIA PORUMBESCU 57 anni RIVOLI (Torino)
- Maria, Liliana per gli amici, muore per un colpo di fucile sparato in pieno volto. A toglierle la vita l’ex compagno, l’85enne Emilio Martini. L’uomo, ex macellaio, ha la passione per la caccia e nella sua abitazione possiede tre fucili, tutti detenuti regolarmente. Maria torna nella casa dell’ex per recuperare la sua antenna parabolica: l’unico oggetto rimasto lì dopo che era andata via e che l’85enne non le vuole restituire. A sentire i vicini che hanno dato l’allarme, sarebbe scoppiata una lite tra la coppia prima dello sparo. All’arrivo dei soccorsi, Maria era irriconoscibile.
- Giovedì 16 gennaio CATERINA PAPPALARDO 62 anni MESSINA
- Caterina viene trucidata da più di 30 coltellate per mano del figlio, Giosuè Fogliani di 26 anni. Un gesto apparentemente senza motivo, che in realtà nasconde una lunga serie di soprusi e violenze a cui il giovane sottoponeva la madre per avere soldi. Caterina ha più volte chiesto aiuto per gestire il figlio, rivolgendosi all’Asp, alle associazioni, a chiunque l’avesse potuta supportare. A febbraio ha anche presentato una lunga querela in cui denuncia il figlio per le violenze subite. Non ha ricevuto sostegno, da nessuno. Un rapporto madre-figlio poco sereno, costellato da liti e momenti di instabilità psicologica del giovane. Da quanto emerso a seguito delle prime indagini, la vittima avrebbe provato a difendersi dalla furia omicida del figlio, ma non è stato possibile, in quanto stordita con uno spray urticante. Dopo un breve inseguimento tra le mura dell’appartamento Caterina non ha avuto più scampo.
- Sabato 25 gennaio JHOANNA NATALY QUINTANILLA VALLE 40 anni MILANO
- Jhoanna è morta, il suo corpo scomparso. Poi alcuni pescatori, un giorno, vedono una valigia semi-sommersa nelle acque dell’Adda. Qualcosa sporge, è un piede umano. Allertano subito i soccorsi. Il fiume ha restituito dopo un mese il corpo di Jhoanna, uccisa dal compagno 48enne Pablo Gonzalez Rivas, già in carcere con l’accusa di omicidio. A denunciarne la scomparsa, un mese prima, le amiche. Il compagno di Jhoanna ha aspettato una settimana prima di andare alle forze dell’ordine, e anche allora ha parlato di un allontanamento volontario della donna. Grazie alle indagini e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza si è capito che Jhoanna non ha mai lasciato da sola la casa in cui vivevano, anzi è stata portata via. Il suo corpo, nascosto in una valigia, è stato abbandonata 30 km più lontano, nelle campagne al confine con la provincia di Bergamo. Sul corpo della donna viene effettuato l’esame decisivo per capire se il compagno abbia mentito sulla causa del decesso. Nella confessione ha detto di averla stretta troppo forte e di averle spezzato il collo durante un gioco erotico. Ma per la procura il 48enne ha ucciso la compagna perché aveva una relazione con un’altra donna e voleva chiudere con Jhoanna.
FEBBRAIO: 4 vittime di femminicido
- Sabato 8 febbraio ELEONORA GUIDI 34 anni RUFINA (Firenze)
- Eleonora muore con più di 20 coltellate per mano del compagno 37enne Lorenzo Innocenti. Ad essere insospettiti dai rumori, provenienti dall’appartamento, sono i genitori dell’uomo che abitano nello stesso palazzo della coppia. Il primo ad andare a controllare è proprio il padre: aperta la porta si trova davanti il figlio, ricoperto di sangue e con un coltello in mano. L’uomo tenda di disarmarlo e inizia una colluttazione. Ma il figlio riesce a sfuggirgli, si dirige verso una finestra e si lancia nel vuoto dal secondo piano dell’edificio. Il 37enne si procura delle gravi ferite, mentre per Eleonora è già troppo tardi, il suo corpo giace senza vita nell’appartamento. Al momento della tragedia, addormentato in una stanza c’è il figlio della coppia, un bimbo di soli un anno e mezzo.
- Domenica 9 febbraio CINZIA D’ARIES 51 anni VENARIA REALE (Torino)
- Cinzia viene accoltellata nel bagno di casa. Due fendenti, uno alla schiena e uno al petto. A toglierle la vita il marito, Pietro Quartuccio di 56 anni. I vicini parlano di episodi in cui l’uomo ha già manifestato l’intenzione di uccidere la donna e poi farla finita. Frasi a cui nessuno ha dato importanza. Dopo l’efferato gesto, l’uomo ha ingerito dei farmaci tentando di suicidarsi, senza risultati. All’arrivo dei soccorsi il suo corpo era steso sul pavimento, agonizzante ma vivo. Secondo la testimonianza della nipote di Cinzia, non sarebbe la prima volta che il 56enne tenta di ucciderla. La nipote precisa che la zia: “non ha mai denunciato suo marito, in qualche modo riusciva a tenere tutto dentro”.
- Lunedì 17 febbraio TILDE BUFFONI 80 anni MASSA CARRARA
- Tilde muore con un colpo di pistola in testa sparato dal marito, Alberto Maghelli di 85 anni. L’uomo rivolge poi l’arma verso se stesso e si toglie la vita. I coniugi avevano da tempo problemi di salute e probabilmente questo ha scatenato il gesto dell’uomo. Nessuno ha mai sospettato nulla e le indagini proseguono.
- Venerdì 21 febbraio RAMONA RINALDI 39 anni VENIANO (Como)
- Ramona si impicca nella doccia, almeno così sembra al ritrovamento del corpo. Il primo a dare l’allarme è il marito, Daniele Re di 33 anni. L’uomo racconta di essersi svegliato e non avendo trovato la moglie accanto nel letto si è alzato per cercarla. Ma di lei non c’era traccia in casa, mentre la porta del bagno era chiusa e non riusciva ad aprirla. È a questo punto cheil33enne decide di allertare i soccorsi che, una volta arrivati sul posto, sfondano la porta del bagno e trovano Ramona già senza vita, con la cintura dell’accappatoio al collo. Eppure la donna era legatissima alla figli di 6 anni, e dalle testimonianze della famiglia e degli amici, non l’avrebbe mai lasciata sola. Sorgono i primi sospetti, assieme a delle evidenze poco chiare sulla scena del crimine: la porta non era chiusa a chiave dall’interno e non sono stati ritrovati oggetti in grado di bloccarla. L’uomo viene iscritto al registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia. Le indagini proseguono.
MARZO: 6 vittime di femminicidio
- Venerdì 14 marzo SABRINA BALDINI PALENI 56 anni CHIGNOLO PO (Pavia)
- Sabrina muore strangolata dal compagno, il 52enne Franco Pattineo. L’uomo confessa – l’ho uccisa – probabilmente a seguito di un litigio dovuto al disaccordo sul trasferirsi in un’altra città. Lui voleva andare via, mentre Sagrino era decisa a restare accanto ai figli. Ad allertare le forze dell’ordine è proprio la figlia, preoccupata perché non riesce a rintracciare la madre. La ragazza attende fuori di casa l’arrivo sei soccorsi, ha paura del 52enne dato che è considerato da tutti un uomo violento. Entrati in casa, trovano il corpo della donna esanime, accasciato nel corridoio.
- Domenica 16 marzo DANIELA GUERRINI 68 anni CINISELLA BALSAMO (Milano)
- Daniela muore a seguito di una caduta in casa. Almeno così appare in un primo momento. A trovare il corpo agonizzante è il figlio 37enne, Gianrico Dario Ricci che vive con lei e il marito. Daniela viene trasportata d’urgenza in ospedale, presenta lividi su tutto il corpo, sul volto e una costola fratturata. Le lesioni appaiono subito non compatibili con una «caduta» in casa. Inoltre emergono dubbi sulla tempestività della chiamata al 118, in quanto a seguito dell’ispezione dei traumi sul corpo, è evidente che Daniela sia stata pestata a lungo e che sia rimasta agonizzante per giorni, prima di essere soccorsa. Scattano le indagini ed emerge una precedente denuncia del 2020 per lesioni contro la madre a carico del figlio. Sembra che negli ultimi tempi i maltrattamenti avvenissero con frequenza e nel corso degli ultimi giorni si erano intensificati. Il figlio di Daniela viene accusato della morte della madre.
- Venerdì 21 marzo RUSLANA CHORNENKA 46 anni NAPOLI
- Ruslana viene brutalmente uccisa dal marito Ivan Chornenhyy di 52 anni. Dopo averla colpita più volte in testa con un arnese da lavoro, l’uomo si toglie la vita impiccandosi in bagno. A trovare i due corpi, rientrata in casa, è la figlia 17enne della coppia.
- Lunedì 25 marzo ILARIA SULA 22 anni ROMA
- Ilaria viene uccisa, chiusa in una valigia e gettata in un burrone. Il suo corpo verrà ritrovato giorni dopo la sua scomparsa. Il suo ex ragazzo, il 23enne Mark Antony Samson, l’ha uccisa con tre coltellate alla gola. Accade la sera in cui la invita a dormire da lui, nell’appartamento dove vive con i genitori, presenti al momento dell’omicidio e sospettati di averlo aiutato ad occultare tutto. Nasconde il corpo in casa per circa 20 ore, getta il coltello in un cassonetto ma tiene il cellulare di Ilaria. Invia messaggi a parenti e amici della ragazza, cercando di mascherare la sua assenza con un viaggio improvviso e continuando a postare sui social. Chiuso il corpo in una valigia, lo carica in auto e il pomeriggio seguente percorre 400 chilometri, fermandosi solo per comprare sigarette e accendino. Arriva sulla strada provinciale 45B e butta i resti in un dirupo. Il 27enne, inchiodato da una foto-trappola che ha ripreso l’auto, è stato arrestato con le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.
- Martedì 26 marzo LAURA PAPADIA 36 anni SPOLETO (Perugia)
- Laura viene strangolata dal 47enne Gianluca Romita. La coppia viveva una relazione diiffcile, a quanto pare perché la donna desiderava avere un figlio da compagno che invece si opponeva, in quanto già padre di due con l’ex moglie. L’uomo, dopo aver ucciso Laura, sale sul ponte delle torri di spolettò minaccia di buttarsi nel vuoto. È fuori di testa, parla della morte della compagna, confessando dove si trova il corpo.
- Lunedì 31 marzo SARA CAMPANELLA 22 anni MESSINA
- Sara muore accoltellata per strada davanti a decine di persone, per mano del 27enne Stefano Argentino. Il ragazzo, studente della stessa università di Sara, la perseguita da tempo e nonostante i suoi “no” decisi non la lascia stare. Messaggi, chiamate, pedinamenti, una strategia di stalking ben precisa, testimoniano le amiche di Sara. Anche quel giorno, dai video di sorveglianza, si vede il 27enne appostarsi davanti al padiglione dove Sara seguiva le lezioni, attendere la sua uscita per poi seguirla. Sara cerca di allontanarlo, nel mentre invia un messaggio alle amiche per chiedere aiuto: “Dove siete? Il “malato” mi sta seguendo. Poi una discussione, lei cerca di allontanarsi ma lui la raggiunge, l’afferra da dietro e la colpisce con un fendente alla gola. Il ragazzo scappa, aiutato dalla madre si nasconde nella casa estiva, dove verrà rintracciato dalle forze dell’ordine e arrestato.
APRILE: 9 vittime di femminicidio
- Martedì 8 aprile CLARANGELA CRIVELLIN 66 anni CONFIENZA (Pavia)
- Chiara viene trovata morta, uccisa a coltellate nella cucina di casa. Poco distante, nel capanno, anche il corpo del marito, Anselmo Zanellato di 68 anni, giace senza vita con un corpo di arma d fuoco. A trovare la coppia, è la Nuora, dopo giorni in cui i due non si erano fatti vedere, né rispondevano al telefono. La dinamica è subito chiara agli inquirenti: a seguito di una lite, il 68enne uccide Chiara con diverse ferite d’arma da taglio, poi si allontana con il fucile da caccia calibro 12 e si toglie la vita.
- Martedì 8 aprile TANIA BELLINETTI 47 anni BOLOGNA
- Tania muore precipitando dal 3 piano della palazzina in cui abita. Si pensa al suicidio ma, forse, non ha fatto tutto da sola. Negli ultimi anni condivideva l’appartamento con l’ex compagno, il 38enne Faiez Selmi. Negli ultimi giorni di vita di Tania, l’uomo era tornato. Non la lasciava stare e forse lei aveva deciso di dargli una nuova possibilità. Alcuni vicini hanno riferito di aver visto l’uomo nel palazzo, con Tania, probabilmente era presente al momento della tragedia. Le indagini ruotano attorno alla serie di maltrattamenti che ha fatto subire alla ex negli anni, culminati con una denuncia nel 2018 da parte di lei e un arresto per lui, che ha scontato due anni di carcere, seguiti da una nuova denuncia nel novembre 2024, finita con una misura cautelare in carcere, mai eseguita perchè l’uomo è scappato. la procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio per il 38enne ricercato da dicembre.
- Mercoledì 9 aprile IMMACOLATA D’ANNA 48 anni ACERRA (Napoli)
- Immacolata viene bruciata. Muore per le ustioni quattro giorni dopo. La donna è rimasta coinvolta in un rogo il sei aprile, nella sua casa, nel quale è deceduto anche il compagno Miloud Bougatef, di 49 anni. Portata d’urgenza in ospedale, è la stessa Immacolata ad accusare il compagno di averle dato fuoco a seguito di un litigio. Lei voleva lasciarlo e a quanto pare lui non l’accetta, l’aggredisce e poi brucia tutto.
- Mercoledì 16 aprile TERESA STABILE 55 anni SAMARATE (Varese)
- Teresa muore mentre torna a casa per mano del marito, Vincenzo Gerardi di 57 anni. L’uomo l’aspetta nel cortile e senza neanche darle il tempo di scendere dalla macchina, le salta addosso colpendola con un coltello, per poi scappare. Una relazione al termine, a Novembre Teresa aveva chiesto la separazione ma il 57enne non ne voleva sapere. Aveva minacciato di togliersi la vita se non fosse rimasta con lui. Un comportamento che aveva spinto il figlio 28enne della coppia a denunciare il padre per violenza privata. Ma non è il primo episodio di maltrattamento di cui era vittima la moglie. ‘Un marito-controllore’, non le permetteva di uscire con gli amici, le nascondeva le chiavi dell’auto, le lasciava i soldi necessari solo per la spesa. “Ho fatto ciò che dovevo fare, buona Pasqua” è il messaggio che il reo confesso ha inviato alla suocera, primo indizio che ha aperto la pista sulla premeditazione. Anche lettere-testamento lasciate ai figli, nelle quali parlerebbe di femminicidio-suicidio indicando proprio il 16 aprile.
- Giovedì 17 aprile SAMIA BENT REJAB KEDIM 46 anni UDINE
- Samia muore per le coltellate inflitte con rabbia al volto dall’ex marito, Mohamed Naceur Saadi di 58 anni. I due erano separati, lei viveva in casa con il figlio minorenne. Lui agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, condannato il 18 marzo dello stesso anni a 5 anni e 4 mesi con il rito abbreviato. Maltrattamenti, lesioni aggravate e violenza sessuale, sempre ai danni della ex moglie. L’uomo ha ucciso Samia nelle due ore di permesso concesse dalla legge per ‘esigenze personali’ in cui il braccialetto si spegne. A dare l’allarme i vicini e lo stesso figlio minorenne che, tornando a casa, incrocia il padre correre via con gli abiti insanguinati. Scappa in auto ma perde la vita poco dopo, in uno scontro frontale con un tir. Alcuni testimoni dicono di aver visto l’auto accelerare prima dell’impatto.
- Venerdì 18 aprile LUCIA CHIAPPERINI 74 anni MAROITTO (Bari)
- Laura viene uccisa da più di 20 colpi di forbici, inferte dal marito suo coetaneo Vincenzo Visaggi. Sarà stesso l’uomo a chiamare i soccorsi, confessando. Le telecamere installate in casa hanno registrato ogni istante, dal litigio, all’aggressione, alla richiesta di aiuto di Laura mentre il marito la guardava agonizzare senza soccorrerla. All’arrivo delle forze dell’ordine il corpo senza vita della donna era riverso in bagno, mentre l’uomo in camera, seduto sul letto, con indosso gli abiti ancora sporchi di sangue.
- Venerdì 20 aprile CARMELA QUARANTA 56 anni MERCATO SAN SEVERINO (Salerno)
- Carmela viene ritrovata in casa senza vita. A dare l’allarme alcuni conoscenti che non riescono a contattarla. I vigili del fuoco irrompono in casa e trovano già senza vita, con segno sul collo e il colorito che fanno pensare allo strangolamento. Sottoposto a fermo Gerardo Sellitto, ex compagno di Carmela. L’uomo si dichiara fin da subito innocente, ma a seguito delle indagini è stato trasferito al carcere di Salerno.
- Martedì 24 aprile CLAUDIA SANTUNIONE 79 anni MARZAGLIA NUOVA (Modena)
- Claudia muore, con lei anche suo figlio. Soffocati entrambi, ritrovati stesi sul letto. All’arrivo dei soccorsi la dinamica è chiara: l’83enne Giancarlo Salsi, ha ucciso la moglie e il figlio, per poi togliersi la vita impiccandosi sulle scale. La causa del gesto sembrerebbe dovuta alle malattie che affliggevano Claudia e suo figlio.
- Giovedì 24 aprile CHIARA SPATOLA 28 anni VOLVERA (Torino)
- Chiara muore insieme al suo compagno, il 23enne Simone Sorrentino, nel loro appartamento. A ucciderli il vicino Andrea Longo, di 34 anni. Il giovane era un vicino problematico, fina da quando si era trasferito lo scorso febbraio non dava pace alla coppia. Si lamentava continuamente dei rumori, delle auto che entravano e uscivano dal cortile ma, secondo le testimonianze di amici e conoscenti delle vittime, il 34enne in realtà si era invaghito di Sara. In più occasioni l’avrebbe infastidita, seguita, l’aspettava davanti casa, insisteva per farla separare dal suo compagno, sostenendo che in lui avrebbe trovato un ‘vero uomo’. La sera del duplice omicidio li aspetta armato di coltello. Inizia a pugnalarli dopo una lite sul pianerottolo e finita nel cortile interno, durante la fuga della coppia. Vedendo i due corpi senza vita, si taglia la gola con la stessa arma.
MAGGIO: 7 vittime di femminicidio
- Domenica 4 maggio AMINA SAILOUHI 43 anni SETTALA (Milano)
- Amina muore con più di 15 coltellate. La mano è del marito 50enne Khalid Achak, trovato poco dopo ancora ubriaco. Sarà lui stesso ad ammettere di aver colpito la moglie con il coltello in uno stato d’ira. I vicini ricordano Amina come una donna silenziosa, con il capo sempre velato, viveva in uno stato di sottomissione. Due anni fa aveva trovato il coraggio di denunciare il marito. Non è mai stata disposta alcuna misura cautelare.
- Venerdì 9 maggio CHAMILA ARACHCHILAGE DONA WIJESURIYA 43 anni CINISELLO BALSAMO (Milano)
- Chamila viene trovata senza vita tra alcuni cespugli del Parco Nord di Milano. Due tagli sui polsi e due alla gola. A sferrare i colpi il 35enne Emanuele de Maria, con cui la donna aveva una relazione segreta che voleva troncare. L’uomo detenuto in carcere con una condanna per omicidio, era fuori su permesso lavorativo ed aveva trovato impiego nello stesso Hotel dove lavora Chamila. L’ultima volta che la donna è stata vista prima di sparire è stato il giorno precedente all’accoltellamento, proprio in compagnia dell’uomo. Dopo averla uccisa, nasconde il corpo e sparisce, fino alle 14:00 dello stesso giorno, quando si getta dal Duomo di Milano togliendosi la vita.
- Mercoledì 14 maggio TEODORA KAMENOVA 47 anni CIVITAVECCHIA (Roma)
- Teodora muore accoltellata con almeno sette fendenti tra petto, addome e braccio sinistro. A sferrare i colpi l’ex compagno Josè German Valera Luna di 54 anni. L’assassino si consegna alle forze dell’ordine di sua spontanea volontà: “ho ammazzato la mia ex”. Dice di aver lasciato il corpo nell’androne del palazzo in cui abitava la donna. L’uomo era già destinatario di un divieto di avvicinamento all’ex compagna, a seguito di più segnalazioni di violenze subite da Teodora
- Mercoledì 14 maggio DANIELA LUMINITA COMAN 47 anni CORREGGIO (Reggio Emilia)
- Daniela muore sul letto, il corpo coperto da un piumone. L’appartamento in cui vive è del compagno che ha da poco lasciato. Il 45enne Peter Pancaldi è accusato di omicidio premeditato in seguito alla confessione: “per le ho lasciato la ex che mi manteneva”. La coppia convive da poco, ma decidono quasi subito di lasciarsi. Eppure l’uomo inizia a perseguitare Daniela, ma lei non denuncia. Il giorno dell’omicidio l’attira con la scusa di dover recuperare degli oggetti lasciati in casa. A dare l’allarme la sorella e le amiche della vittima.
- Domenica 25 Maggio VASILICA POTINCU 35 anni LEGNANO
- Vasilica viene ritrovata nel suo appartamento, a terra, nuda e con un coltello conficcato nella schiena. La donna lavora come escort e riceve i cliente proprio in quell’appartamento. Gli inquirenti esaminano il suo telefono per cercare tra i nomi dei clienti i probabili sospettati. Tra questi, Andrea Mostoni di 28 anni, è solito frequentare quella casa. Dalle indagini si scopre che l’uomo ha sviluppato un’ossessione per Vasilica, al punto da inviarle continui bonifici, fino a superare la quota di 50 mila euro. Poi decide che rivuole indietro il denaro, diventa aggressivo, sempre più insistente e la donna lo diffida privatamente tramite il suo avvocato. La notte dell’omicidio il 28enne è stato ripreso dalle telecamere arrivare a casa della donna su una Skoda intorno alle 22.20 ed uscire a mezzanotte e mezza.
- Lunedì 26 maggio MARTINA CARBONARO 14 anni AFRAGOLA (Napoli)
- Martina muore uccisa a colpi di pietra. Il suo corpo lasciato agonizzante in una casa abbandonata. “L’ho uccisa perché mi ha lasciato”, queste le parole confessate dall’ex ragazzo Alessio Tucci di 18 anni. I due giovani stavano insieme già da tempo, ma lei non prova più lo stesso sentimento, ha deciso di lasciarlo e lui non vuole. Martina quel giorno esce a prendere un gelato con un’amica e, da alcune telecamere di sorveglianza, si vede il 18enne con loro. Ad un certo punto l’amica li saluta e i due si appartano in una casa diroccata che frequentano spesso, per parlare. Il ragazzo prova ad abbracciarla, ma viene rifiutato. Allora prende una pietra e colpisce Martina alle spalle, un colpo in testa e lei cade a terra in ginocchio. Li continua in preda alla furia omicida, fino ad ucciderla. Poi torna a casa, si fa una doccia e finge di cercarla insieme ai genitori di Martina, disperati dalla sua scomparsa e già sospettosi del ragazzo. L’accusa è di omicidio pluriaggravato, di crudeltà e occultamento di cadavere.
- Mercoledì 28 maggio FERNANDA DI NUZZO 61 anni GRUGLIASCO (Torino)
- Fernanda viene accoltellata da diversi fendenti all’addome, per mano del marito, Pasquale Piersanti. La donna riesce a scappare all’aggressione, esce dall’appartamento in cui vive e corre per le scale del palazzo cercando aiuto. Grida, suona tutti i campanelli, fino ad accasciarsi a terra. A dare l’allarme Rosa, la vicina di casa, che allertata dalle urla della donna è uscita sulle scale e l’ha soccorsa, rischiando anche lei di essere colpita dall’uomo che si è trovata davanti con il coltello insanguinato in mano: “Ho provato a fare qualunque cosa per tenerla in vita – dice Rosa – è stato devastante”. Ad assiste alla tragedia, anche la figlia disabile della coppia, presente in casa. Fernanda viene trasportata d’urgenza in ospedale per arresto cardiaco e shock emorragico. Morirà a seguito di una lunga notte di agonia.
GIUGNO: 8 vittime di femminicidio
- Mercoledì 4 giugno MARIA DENISA PAUN 30 anni PRATO
- Maria scompare nella notte tra il 15 e il 16 maggio. Il suo corpo verrà ritrovato solo il 4 giugno, nelle campagne di Montecatini Terme. La donna lavora come escort e la notte della scomparsa si trova in Toscana per incontrare dei clienti. A denunciare la scomparsa la madre, che aveva scambiato con lei l’ultimo messaggio intorno alle 23.30, poi più niente. Le indagini partono subito, alcuni testimoni riferiscono di averla vista agitata, parlare al telefono in un bar e dire in romeno, la sua lingua madre, “Se vado da lui, o mi vede, mi ammazza”. Gli inquirenti stringono il cerchio e si concentrano su Vasile Frumuzache, guardia giurata di 32 anni. Grazie ai tabulati telefonici e le immagini delle telecamere di sorveglianza, sono risaliti a lui. Il 32enne confessa: Maria lo ricattava, gli aveva chiesto 10mila euro per non rivelare alla moglie le loro frequentazioni. Così, nella stanza 101 dell’hotel Ferrucci, dopo aver consumato un rapporto, l’uomo la strangola e poi la decapita. Mette la testa insieme al corpo in una valigia e occulta tutto nelle campagne . A seguito delle indagini, a casa dell’uomo viene trovata un auto appartenente ad una donna scomparsa nel 2024. Il 32enne confesserà di aver ucciso anche lei.
- Giovedì 5 giugno SUELI LEAL BARBOSA 48 anni MILANO
- Sueli si lancia dalla finestra del suo appartamento al quarto piano, mentre la casa avvolta dalle fiamme brucia. Arrivano i soccorsi e la donna viene trasportata d’urgenza in ospedale, dove morirà poche ore dopo. Madre di un figlio di 10 anni, affidato all’ex marito, Sueli vive ora con il compagno, Michael Sinval Pereira, di 45 anni. Inizialmente l’uomo è irreperibile, poi viene rintracciato dalle forze dell’ordine non molto lontano dal luogo dell’incendio, in un bar. Il 45enne dice di essere estraneo ai fatti, uscito di casa qualche ora prima non si è accorto di nulla. Ma le telecamere di sorveglianza smentiscono la sua versione. Inoltre dalle testimonianza dei vicini, la coppia avrebbe litigato furiosamente la sera prima. Così, messo alle strette l’uomo confessa di aver lanciato una sigaretta a terra prima di uscire di casa. Un gesto di ripicca verso la compagna maniaca dell’ordine, che si sarebbe sicuramente innervosita. Ma anche questa versione convnce poco: la porta di casa era chiusa dall’esterno, per questo Sueli non è riuscita scappare dalla casa in fiamme. L’unico a possedere la chiave di casa è proprio il compagno. Anche la sorella della vittima parla di un rapporto burrascoso e, così nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il gip ha precisato che “l’uomo ha agito in modo lucido e crudele, appiccando deliberatamente il rogo, consapevole del fatto che la compagna sarebbe rimasta intrappolata all’interno dell’appartamento e che la sua morte sarebbe stata dolorosa e straziante.
- Giovedì 5 giugno ELENA BELOLLI 52 anni CENE (Bergamo)
- Elena muore per mano del marito, il 54enne Rubens Bertocchi. A dare l’allarme una vicina di casa, allertata dal rumore di un esplosione e quelli che sembrano colpi di pistola. I soccorsi arrivano e, dopo aver sfondato la porta di casa, chiusa dall’interno, trovano la donna terra, con sette colpi di pistola al cuore. Anche il marito viene trovato senza vita, ucciso dalla stessa semiautomatica calibro 22, che si era puntato alla testa. Sul cellulare dell’uomo sono stati ritrovato messaggi che fanno presumere la gelosia come possibile movente. Elena lascia un figlio appena maggiorenne e il più piccolo di soli 11 anni.
- Venerdì 6 giugno MARIA RITA BONANNO 50 anni CASTELVETRANO (Trapani)
- Maria, conosciuta da tutti come Mary, viene rinvenuta in casa senza vita. Il corpo sulle scale interne del palazzo, con accanto una chiave inglese e un coltello da cucina, probabili armi con cui è stata colpita alla testa. A ucciderla, il marito Francesco Campagna di 55anni, trovato anche lui senza vita nel cortile di casa, dopo essersi lanciato dalla finestra del quarto piano. A dare l’allarme una delle tre figlie, l’unica che in quel momento era presente in casa con la coppia. Da alcune testimonianze emerge che Mary e il marito attraversavano una momento di crisi e riferiscono di continui litigi tra la coppia.
- Sabato 7 giugno ANASTASIA TROFIMOVA 28 anni ROMA
- Anastasia e la figlia Andromeda, di solo 1 anno, vengono trovate senza vita nel parco di Villa Pamphili, a Roma. In principio non si conosceva la loro identità e, per lo stato di decomposizione dei corpi, risulta difficile constatare le cause del decesso. L’unico indizio sono un teschio su una tavola da surf, due uccelli e dei fiori, i tatuaggi della donna. Passeranno giorni prima che qualcuno si faccia avanti: il suo nome è Tatiana, madre di Anastasia. La donna si trova in Russia e non riesce più a contattare la figlia che da tempo vive in Europa con il compagno, il 46enne Charles Francis Kaufmann, precisamente a Roma. Ma Tatiana non lo sa, non sa molto della vita di sua figlia da quando è andata via.Un giorno trova sul web un articolo che parla di una donna trovata morta, che dei tatuaggi e Tatiana li riconosce, è sua figlia. La donna racconta che Anastasia “lavorava come manager in un’azienda di Mosca, ci sentivamo tutti i giorni. Aveva studiato, era laureata. Lavorava nel settore dell’edilizia. A Malta durante un viaggio, incontra Charles il compagno che la convince a trasferirsi li con lui. Da quel momento ho perso i contatti con mia figlia – continua Tatiana – lui la controllava, la picchiava, l’ha costretta a lasciare il lavoro e chiudere i rapporti con tutti. Vivevano per stradava anche dopo la nascita della bambina”.
L’autopsia dichiara che Anastasia riporta segni di strangolamento, mentre Andromeda la bambina, sarebbe stata strangolata dal padre la sera del 6 giugno e lasciata vicino a una siepe. L’uomo viene fermato e arrestato il 13 giugno sull’isola di Skiathos, in Grecia. Durante l’interrogatorio con i magistrati italiani si è avvalso della facoltà di non rispondere.
- Anastasia e la figlia Andromeda, di solo 1 anno, vengono trovate senza vita nel parco di Villa Pamphili, a Roma. In principio non si conosceva la loro identità e, per lo stato di decomposizione dei corpi, risulta difficile constatare le cause del decesso. L’unico indizio sono un teschio su una tavola da surf, due uccelli e dei fiori, i tatuaggi della donna. Passeranno giorni prima che qualcuno si faccia avanti: il suo nome è Tatiana, madre di Anastasia. La donna si trova in Russia e non riesce più a contattare la figlia che da tempo vive in Europa con il compagno, il 46enne Charles Francis Kaufmann, precisamente a Roma. Ma Tatiana non lo sa, non sa molto della vita di sua figlia da quando è andata via.Un giorno trova sul web un articolo che parla di una donna trovata morta, che dei tatuaggi e Tatiana li riconosce, è sua figlia. La donna racconta che Anastasia “lavorava come manager in un’azienda di Mosca, ci sentivamo tutti i giorni. Aveva studiato, era laureata. Lavorava nel settore dell’edilizia. A Malta durante un viaggio, incontra Charles il compagno che la convince a trasferirsi li con lui. Da quel momento ho perso i contatti con mia figlia – continua Tatiana – lui la controllava, la picchiava, l’ha costretta a lasciare il lavoro e chiudere i rapporti con tutti. Vivevano per stradava anche dopo la nascita della bambina”.
- Sabato 14 giugno GENTIANA KOPILI 45 anni TOLENTINO (Macerata)
- Gentiana viene uccisa, accoltellata in strada dall’ex marito Nikollaq Hudhra, di 55 anni. La donna si trova accanto ad un parco, nei pressi dell’abitazione in cui lavora come badante. L’uomo la raggiunge in monopattino e inizia a colpirla alle spalle con un coltello, sotto gli occhi inorriditi dei passanti. Gentiana prova a difendersi, poi cade a terra, esanime. Dopo aver inflitto 17 fendenti nella schiena dell’ex moglie, il 55enne continua ad infierire sul suo corpo senza vita, prendendolo a calci. L’uomo, alla fine, si siede su una panchina e aspetta l’arrivo delle forze dell’ordine. Nel mentre, dd alcuni passanti sembra aver detto: “Ho fatto quello che dovevo”. La vittima ha già denunciato due volte il marito in passato, per maltrattamento e tentato omicidio, accuse che l’uomo confermerà una volta interrogato.
- Lunedì 16 giugno ANNA ADELE CASTOLDI 86 anni ANGERA (Varese)
- Anna Adele muore nell’ospedale dove è da poco ricoverata. Ad ucciderla, il marito Giuseppe Rizzotti di 91 anni. L’uomo si è introduce nella sua camera della moglie, nascondendo una pistola di piccolo calibro, per poi spararle alla testa. L’uomo poi rivolge l’arma verso se stesso e si toglie la vita. Nessun testimone al momento dell’accaduto e ancora nessun movente che spieghi il perché del gesto.
- Giovedì 26 giugno ASSUNTA CARBONE 54 anni RIVALTA DI TORINO
- Assunta è senza vita nella sua casa e il suo corpo presenta evidenti segni di violenza. Ad aggredirla, il compagno 55enne Alessandro Ranieri, trovato anche lui senza vita alcune ore prima a diversi chilometri dal paese in cui vive con la donna. A detta di alcuni testimoni si è gettato nel lago senza vestiti, e non è più riemerso. A detta dei vicini di casa, ci sarebbe stato un furioso litigio tra la coppia. L’uomo ha colpito la vittima prima con un coltello alle spalle, sulla nuca e di seguito ha continuato con coltellate al torace e all’addome.
LUGLIO: 3 vittime di femminicidio
- Giovedì 12 giugno RAISA KISELEVA 75 anni BARCELLONA POZZO DI GOTTO (Messina)
- Raisa viene ritrovata morta sul greto di un torrente. I primi sospetti ricadono sul vicino, il 60enne Michelangelo Corica. L’uomo avrebbe invitato la vittima a seguirlo in casa sue e la donna, in quel momento seduta sul muretto di cinta dell’argine del torrente, si sarebbe rifiutata. La polizia sostiene che “l’uomo avrebbe avuto un contatto con lei e che, in relazione alla condizione di precario equilibrio, avrebbe determinato la sua caduta nell’alveo del torrente, e di conseguenza la morte. Poi il 60enne l’avrebbe l’ha lasciata li, consapevole delle ferite, provocandone la morte”.
- Giovedì 17 luglio GERALDINE YADANA SANCHEZ 34 anni MACHERIO (Provincia di Monza e della Brianza)
- Geraldine muore strangolata. Il suo corpo riverso in strada, poco distante dalla sua abitazione. Sono i figli della donna dare l’allarme, non vedendola rientrare in casa. I sospetti ricadono subito sull’ex compagno, Alexander Villcherrez Quilla, denunciato già più volte per stalking e violenze. Geraldine era scappata dal Perù con i suoi figli per liberarsi dell’uomo che, però, l’aveva seguita fino in Italia. Per giorni ha vissuto come un senzatetto, rifugiandosi in un fienile. Arrestato dalle forze dell’ordine, con l’accusa di omicidio, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
- Martedì 22 luglio SAMANTHA DEL GRATTA 44 anni PISA
- Samantha viene sparata al culmine di una lite, per mano del compagno Alessandro Gazzoli, guardia giurata di 50 anni. Tre colpi l’hanno raggiunta alla testa, mentre cercava di fuggire dal suo carnefice. Poi la chiamata alla polizia, l’uomo confessa: “Venite, ho ucciso la mia compagna”. All’arrivo delle forze dell’ordine però, l’uomo si è già tolto la vita, sparandosi a sua volta. Il padre di Samantha dichiarerà che la figlia voleva troncare da tempo la relazione, in quanto oppressa dalla gelosia del 50enne che non le permetteva neppure di lavorare.
AGOSTO: 5 vittime di femminicidio
- Venerdì 1 agosto EMILIA NOBILI 75anni POGGIRIDENTI (Sondrio)
- Emilia muore accoltellata dal marito, nella sua casa. L’assassino è Mohamet Rebami, di 65 anni, già arrestato per maltrattamenti in famiglia. L’uomo confessa l’omicidio a seguito di un fermo per un controllo di routine, da parte delle forze dell’ordine. All’arrivo nell’abitazione, il corpo della ex maestra è riverso a terra, senza vita. Ancora da accertare il movente su cui indagano gli uomini dell’Arma.
- Giovedì 7 agosto FATIMI HAYAT 46anni FOGGIA
- Fatimi viene accoltellata di notte, sotto casa sua, mentre rientra dal ristorante in cui lavora come cuoca. A toglierle la vita il suo ex compagno, da cui si separa, dopo una breve relazione, a causa dei suoi atteggiamenti violenti. Tariq El Mefedel ha il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Misura difficile da applicare, in quanto l’uomo non ha fissa dimora. Fatimi si fa spesso accompagnare a casa per paura di incontrarlo, dopo continui pedinamenti e minacce. L’uomo, dopo aver tolto la vita all’ex compagna, si da alla fuga, ma viene presto catturato nei pressi della stazione Termini a Roma.
- Mercoledì 13 agosto TIZIANA VINCI 53anni LA SPEZIA (Spezia)
- Tiziana muore con tre coltellate al fianco. A ucciderla l’ex marito Umberto Efeso, di 57 anni. L’uomo ha un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, a seguito di numerose denunce da parte della donna. L’apparecchio però, mostrava segnali di malfunzionamento e nonostante la segnalazione ai carabinieri, l’uomo ha approfittato del momento per raggiungere l’ex moglie nella villa in cui lavorava. A seguito di un litigio, estrae il coltello e la pugnala. Dopo una breve fuga, si costituisce alle forze dell’ordine. Per lui scatta il fermo per omicidio volontario.
- Sabato 16 agosto ZINOVIYA KNIHNITSKA 63anni FORIO D’ISCHIA (Napoli)
- Zinoviya muore per mano dell’ex marito della figlia, Antonio Luongo, di 70 anni. L’uomo raggiunge l’ex coniuge Lyudmyla Velykgolova di 42 anni, ospite con l’attuale compagno a casa della madre a Ischia. Dopo giorni passati a seguire e intimidire la donna, l’ex marito prende l’arma che detiene illegalmente e fa fuoco davanti a turisti e bagnanti. Pochi colpi di pistola che tolgono la vita sul colpo a Zinoviya e il nuovo compagno dell’ex moglie. Tenta di uccidere anche Lyudmyla, spara 6 colpi verso l’abitazione in cui la donna si nasconde con il resto della famiglia e la ferisce gravemente. La donna portata d’urgenza in ospedale, sopravvive. Il 70enne infine cerca di togliersi la vita sparandosi. Resta in fin di vita e poco dopo muore, durante il trasporto in ospedale.
- Sabato 23 agosto TINA SGARBINI 47anni MONTERCORVINO ROVELLA (Salerno)
- Tina muore soffocata dall’ex compagno, Christian Persico di 37 anni. A trovare il corpo della donna,la madre e il padre dell’uomo, a seguito di un biglietto che lo stessa aveva lasciato ai genitori:”Ho fatto una Cavolata”. Il 37enne non accetta la fine della relazione, i testimoni parlano di continui litigi e discussioni. L’uomo sarà individuato dai carabinieri e arrestato non lontano dal luogo dell’omicidio. Il Volto e le braccia piene di graffi, segno che Tina ha cercato di difendersi in tutti i modi dal suo aggressore.
SETTEMBRE: 4 vittime di femminicidio
- Giovedì 11 Settembre CINZIA PINNA 33 anni CASTELSARDO (Sassari)
- Cinzia muore con tre colpi di pistola al viso. Ad impugnare la Glock semiautomatica è l’imprenditore agricolo 41enne, Emanuele Ragnedda. Di Cinzia si perdono le tracce nella notte tra l’11 e il 12 settembre, dopo essere vista per l’ultima volta in un locale insieme ad altre persone, tra cui il suo assassino. A dare l’allarme la famiglia della donna. Scattano le ricerche e gli inquirenti impiegano giorni prima di stringere il cerchio e attorno all’imprenditore. Grazie ai video delle telecamere di sorveglianza, scoprono che Cinzia è salita a bordo dell’auto del 41enne prima di sparire. L’uomo viene intercettato il 24 settembre, portato in caserma e interrogato. Davanti al procuratore confessa di aver ucciso Cinzia e rivela di aver nascosto il corpo nel casolare di una sua tenuta.
- Mercoledì 17 Settembre VERONICA ABAZA 64 anni GELA (Caltanissetta)
- Veronica muore per i pugni, i calci, la testa sbattuta, il petto schiacciato. Veronica muore perché massacrata di botte dal suo compagno, Lucian Stan di 40 anni. Secondo la prima versione dell’uomo, la donna sarebbe tornata a casa ubriaca, facendo fatica anche camminare. Accidentalmente sarebbe caduta per poi andare subito a dormire. La mattina seguente, il 40enne l’avrebbe trovata senza vita nel letto. Ma il corpo di Veronica è pieno di lividi e traumi, inoltre, le testimonianze raccolte dimostrano la natura violenta dell’uomo che viene subito arrestato con l’accusa di omicidio.
- Martedì 23 settembre SIMONA BORTOLETTO 34 anni FIUMICINO (Roma)
- Simona cammina per strada, tiene la mano al figlio di otto anni, sta tornando a casa. Attraversa, ma quell’auto a tutta velocità non si ferma, la prende in pieno, trascinandola per diversi metri sull’asfalto. Muore sul colpo. Simona e l’uomo alla guida, Cristiano Maggetti di 35 anni, si conosco bene, sono amici. Poco prima avevano cenato insieme, con i figli, a casa sua. Il 35enne, subito accusato di omicidio stradale, dichiara di essere uscito di casa per comprare le sigarette e di aver visto la donna buttarsi in strada per salutarlo. Dice di non eressi accorto di nulla, ha realizzato cosa fosse accaduto solo dopo aver visto i vetri in frantumi. L’autopsia però stabilisce che la donna è stata investita alle spalle. In fase di indagini, un testimone che conosce la vittima, avanza l’ipotesi che non si tratti di una casualità. Girano voci che i due siano fidanzati e che, quella sera abbiano litigato. L’uomo indossa il braccialetto elettronico per accusa di stalking nei confronti dell’ex fidanzata. Le indagini proseguono.
- Martedì 30 settembre ELISABETTA POLCINO 49 anni PAUPISI (Benevento)
- Elisabetta, Elisa per chi la conosce, viene uccisa mentre dorme nel suo letto. A toglierle la vita, il marito 58enne, Salvatore Oncone, che le spacca la testa con una pietra. L’uomo poi, si sferra contro i suoi figli e li colpisce in testa, uccidendo Cosimo di 15 anni e ferendo gravemente la figlia Antonia di 17 anni. Tenta poi la fuga: carica i figli sull’auto e vaga senza meta. Si fermerà in un campo di ulivi vicino Campobasso, a una settantina di chilometri dalla sua abitazione. L’uomo sarà individuato e arrestato dai carabinieri.
OTTOBRE: 7 vittime di femminicidio
- Giovedì 9 ottobre CLERIA MANCINI 66 anni LETTOMANOPPELLO (Pescara)
- Cleria muore con diversi colpi di pistola, esplosi in strada per mano dell’ex marito Antonio Mancini di 69 anni. La donna camminava con il nipotino quando, a detta dell’uomo, dei colpi sono partiti per sbaglio. Il ragazzo riesce a nascondersi dietro un auto, ma per Cleria non c’è nulla da fare. Il 69enne poi, si nasconde in un bar che è solito frequentare e continua a sparare contro alcune auto parcheggiata nella piazza. Le forze dell’ordine riescono a fermarlo e l’arma in suo possesso risulta essere stata rubata ad un agente di polizia penitenziaria nel 2011. L’uomo viene accusato per il tentato omicidio del nipotino di 12 anni e per l’omicidio di Cleria.
- Lunedì 13 ottobre NADIA KHAIDAR 50 anni BOLOGNA
- Nadia muore per le botte e per le coltellate. Ad infierire su di lei, lo scorso 27 luglio, è stato il suo ex compagno Redouane Ennakhali di 44anni. L’uomo ha prima speronato l’auto della donna, poi l’ha seguita nell’appartamento dove vive con la cugina e la nipote ed ha iniziato a picchiarla. Le forze dell’ordine allarmate dai vicini che sentiva urla provenienti dall’appartamento, trovano Nadia in fin di vita, con il volto tumefatto, in un lago di sangue. In casa è presente anche l’uomo, che in stato confusionale continua a ripetere “l’ho uccisa”. Portata d’urgenza in ospedale, Nadia resta a ricoverata per 3 mesi in condizioni critiche per poi spegnersi dopo una lunga agonia.
- Martedì 14 ottobre PAMELA GENINI 29 anni MILANO
- Pamela muore con 30 coltellate, ammazzata dal compagno Gianluca Soncin, imprenditore di 52 anni, con cui si frequentava da pochi mesi. Le urla della donna allertano i vicini che la vedono chiedere disperatamente aiuto mentre viene trascinata sul balcone e accoltellata sotto gli occhi di tutti. Il 52enne è entrato in casa con una copia delle chiavi per discutere con Pamela che, terrorizzata chiama il suo ex chiedendo di aiutarla. Quest’ultimo contatta le forze dell’ordine che arrivano e citofonano. La donna risponde, cerca di nascondere l’arrivo degli agenti al suo assassino, ma lui capisce tutto e le strappa dalla mani il citofono. La polizia sfonda la porta nell’esatto momento in cui gli ultimi fendenti colpiscono la ragazza che cade a terra e muore. L’uomo rivolge contro di se la lama e si colpisce due volte alla gola, ferendosi in modo lieve.
- Giovedì 16 ottobre VANDA VENDITTI 80 anni SAN BENEDETTO DEL TRONTO
- Vanda muore sparata dal suo compagno, Mario Cutella, di 79 anni. La donna, ricoverata in una Rsa di Massignano da quasi un anno per un grave ictus, è affidata alle cure del compagno. Tutte le settimane lui va a trovarla, tranne il giorno in cui ha chiesto che fosse portata a casa a San Benedetto del Tronto. Una volta soli, spara prima alla donna e poi a se stesso. Il personale sanitario incaricato di riportare Vanda nella struttura, trova i coniugi seduti sulle poltrone di casa, uno accanto all’altra, senza vita.
- Giovedì 16 ottobre OLENA VASYL’YEVA GEORGIYIVNA 60 anni SOMMA VESUVIANA (Napoli)
- Olena muore dopo mesi di agonia, a seguito di un colpo di martello alla testa inflitto dal marito, Domenico Pirozzi di 70 anni. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo ha colpito la consorte alla testa con una mazzuola da carpentiere, al termine di una lite. Nonostante le gravi lesioni craniche, lascia la moglie li e la soccorse dopo ore. L’uomo cerca poi di depistare le indagini inventandosi una rapina. L’arma del delitto, ritrovata in un deposito degli attrezzi, e i vestiti del 70enne insanguinati non lasciano dubbi: è colpevole. L’uomo confessa e secondo il suo racconto Olena ha impugnato un coltello da cucina e lui, per difendersi, l’ha colpita con la mazzuola che era in casa.
- Mercoledì 22 ottobre LUCIANA RONCHI 62 anni MILANO
- Luciana muore accoltellata. L’arma è impugnata dal suo ex marito Luigi Morcalsi, di 64 anni. L’uomo le fa un agguato, aspettandola sotto casa. La donna non fa in tempo ad uscire che viene aggredita e pugnalata al collo, al viso e alla braccia. Luciana prova a difendersi, ma poco dopo si accascia al suolo e muore. Tra la coppia già diverse liti erano scoppiate in passato, ma lei non lo ha mai denunciato. Finalmente Luciana è andata avanti con la sua vita, vede un altro uomo ed è felice. Ma il 64enne non si rassegna, la pedina di continuo, fino al giorno in cui le toglie la vita. L’assassino fugge prima in motorino, poi abbandona il mezzo e sale sulla sua auto posteggiata poco distante. Rintracciato dopo poche ore, viene arrestato e accusato di omicidio.
- Martedì 28 ottobre JESSICA STRAPAZZOLO CUSTODIO DE LIMA 33 anni CASTEL NUOVO DEL GRADA
- Jessica viene uccisa da 27 coltellate sferrate dall’ex compagno Douglas Reis Pedroso, di 41 anni. L’uomo già sotto misura cautelare di divieto di avvicinamento impostagli per i continui abusi e maltrattamenti a discapito della donna, indossa anche il braccialetto elettronico. Dopo aver tolto la vita a Jessica, il 41enne scappa in auto. Sarà lui a contattare le forze dell’ordine, dicendo che vuole togliersi la vita. Lo trovano ricoperto di sangue, con l’arma ancora all’interno della sua vettura, scoprendo così dell’omicidio appena commesso.
NOVEMBRE: 3 vittime di femminicidio
- Martedì 14 novembre MARIELLA CHIARI 81 anni MESENZANA (Varese)
- Mariella muore accoltellata per mano del marito, il 78enne Renato Bianchi. Alcuni familiari allertano il 118 che, all’arrivo in casa, può solo costatare il decesso della donna. L’uomo viene fermato e accusato di omicidio, ma non è ancora chiaro il motivo del gesto.
- Sabato 29 novembre STEFANIA TERROSI 59 anni CITTÀ DELLA PIEVE (Terni)
- Stefania muore con due colpi di pistola al petto. La mano che esplode i colpe è dell’ex compagno Antonio Iacobellis, ex ufficiale dell’areonautica di 58 anni. La storia è sempre la stessa: lei lo lascia, lui non l’accetta, lei cerca di rifarsi una vita, lui l‘a uccide‘ammazza, poi si uccide. L’assassino ha annunciato le sue intenzioni con un messaggio farneticante, «Faccio una follia», inviato a più destinatari, tra cui anche il figlio che Stefania aveva avuto dal precedente matrimonio. Sarà quest’ultimo a scoprire i due corpi a penna nella villetta in cui la coppia abitava.
- Domenica 30 novembre GIANNA DI NARDO 68 anni FIRENZE
- Gianna muore per nove pugnalate, inferte dal marito Franco Giorgi. L’uomo si è poi ucciso, pugnalandosi alla gola. Scopre i corpi il figlio 35enne della coppia, entrambi stesi a terra di fronte alla porta di ingresso. Gianna ha provato invano a difendersi dal brutale attacco, alcune testimonianze parlano di una forte depressione nell’uomo.
DIECEMBRE : 4 vittime di femminicidio
- Martedì 3 dicembre SADJIDE MUSLIJA 49 anni MONTE ROBERTO (Ancona)
- Sadjide muore massacrata di botte, viene con il volto sfiguratoe la testa fracassata da violente percosse. L’assassino è il marito, Nazif Muslija, in fuga dopo l’atto efferato. Dall’inizio dell’anno Sadjide ha denunciato più volte le aggressioni da parte dell’uomo, rivelando agli investigatori che il marito la maltrattava da quasi due anni. L’uomo già arrestato per maltrattamenti in famiglia e porto abusivo di armi, finì prima ai domiciliari con il braccialetto elettronico e poi in carcere, per un’ordinanza del gip di Ancona. Al processo patteggiò la pena a un anno e 10 mesi, ottenendo il perdono della moglie, che ritirò anche la causa di separazione e i due tornarono a convivere lo scorso luglio. Sadjide ha creduto davvero che lui fosse cambiato, ma la sua fiducia le è costata la vita.
- Sabato 20 dicembre GRAZIELLA BOTTA 79 anni RONAGO (Como)
- Graziella Muore strangolata per mano del marito Roberto Bianchi, di 78 anni. Poco distante, senza vita, anche il corpo del loro cagnolino. L’uomo si è poi tolto la vita, probabilmente tagliandosi i polsi. A trovare i corpi, il figlio dell’uomo avuto da una precedente relazione. In casa sarebbe stato ritrovato un biglietto di scuse in cui Bianchi chiede perdono per aver ucciso la moglie.
- Domenica 21 dicembre ANNA TAGLIAFERRI 40 anni CAVA DE’ TIRRENI (Salerno)
- Anna muore pugnalata sette volte dal compagno 40enne Diego di Domenico. Nell’aggressione è rimasta ferita la mamma dell’imprenditrice, Giovanna, 75 anni, testimone oculare del delitto: ha tentato di fermare l’uomo nell’estremo tentativo di difendere la figlia. Dopo aver ucciso la compagna, l’uomo è salito sul tetto della palazzina in cui abitavano e si è lanciato nel vuoto, morendo sul colpo. Si attende la testimonianza della madre di Anna per fare chiarezza sul motivo che ha scatenato la lite, finita in un tragico epilogo.
- Giovedì 29 dicembre AURORA LIVONI 19 anni MILANO
- Aurora giace senza vita, in un angolo del cortile di un palazzo. A trovare il corpo alle 8.30 del mattino è il custode di turno. La giovane, semi svestita, indossa solo un paio di pantaloni, una felpa aperta sul petto e un paio di scarpe da tennis. A coprirlo, quasi a nasconderlo, una giacca. A terra, accanto al cadavere, gli slip, una felpa rossa, un pacchetto di sigarette e le calze. La giovane non aveva con sé un cellulare, né documenti, per questo, in un primo momento le forze dell’ordine pensano ad un senzatetto. Il riconoscimento richiede giorni ma, alla fine, si scopre che Aurora è nata e vive a Roma, ma dal precedente 4 novembre 2025 si è allontanata da casa. I genitori adottivi ne hanno denunciato la scomparsa solo il 10 dicembre, nonostante lei avesse detto di non avere intenzione di tornare a casa. A seguito dell’autopsia sul corpo, vengono rinvenuti dei segni che dimostrerebbero l’aggressione e la morte per strangolamento. Grazie alle telecamere supervisionate, gli inquirenti riconoscono un uomo: si tratta di Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, originario del Perù, irregolare sul territorio nazionale e con vari precedenti per violenza sessuale. Al momento dell’arresto l’uomo si trova già i carcere.
Joyce Donnarumma
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