Cecilia Sala, giornalista italiana di 29 anni, è stata arrestata a Teheran il 19 dicembre 2024 mentre svolgeva il suo lavoro con un regolare visto giornalistico. Attualmente detenuta nella prigione di Evin, nota per ospitare dissidenti politici, le accuse a suo carico non sono ancora state formalizzate. La Farnesina, attraverso l’ambasciatrice Paola Amadei, ha effettuato una visita consolare per verificare le sue condizioni, informando la famiglia sugli esiti. Ma chi è Cecilia Sala?
Cecilia Sala, nata a Roma il 26 luglio 1995, è una giornalista italiana conosciuta per i suoi reportage di politica estera e il racconto di storie dalle aree di crisi. Dopo aver interrotto gli studi in Economia all’Università Bocconi di Milano, ha deciso di dedicarsi completamente al giornalismo, affermandosi rapidamente nel panorama nazionale.
Collabora con importanti testate italiane, tra cui Il Foglio, L’Espresso, Vanity Fair e Wired, realizzando articoli e reportage da contesti complessi come l’Ucraina, l’Afghanistan e l’Iran. La sua capacità di narrare con precisione e profondità i conflitti e le dinamiche internazionali l’ha resa una voce autorevole e riconoscibile.
Dal 2021 è autrice e voce del podcast Stories per Chora Media
un progetto quotidiano che racconta eventi e vicende dal mondo con uno stile unico, combinando analisi dettagliate e sensibilità narrativa. Il podcast ha riscosso un notevole successo, consolidando la sua reputazione nel giornalismo italiano.
Oltre al suo lavoro su Stories, Cecilia Sala ha co-ideato e realizzato il podcast Polvere insieme a Chiara Lalli, un progetto investigativo che ha approfondito il caso Marta Russo e successivamente è stato trasformato in un libro edito da Mondadori.
Cecilia Sala ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro giornalistico
Tra i premi più rilevanti figurano il “Li omini boni” per la comunicazione (2021), il premio “Nilde Iotti” (2022) e il “Penna d’Oro Giovani Talenti” (2022), che ne ha evidenziato il talento emergente. Nel 2024 è stata insignita del “Giglio per la pace e la libertà di stampa” per il suo podcast Stories.
Ha ricevuto, inoltre, il Premio Giornalistico “Nilde Iotti” nel 2022 per il suo articolo intitolato “Il grande Satana per noi. Intervista alla vicepresidente della Repubblica Islamica d’Iran”, pubblicato su Vanity Fair. In questo pezzo, Sala ha intervistato Masoumeh Ebtekar, vicepresidente iraniana, offrendo un ritratto approfondito di una donna al potere in un contesto islamico. La giuria ha riconosciuto il valore dell’intervista nel presentare una figura femminile di rilievo all’interno della politica iraniana, evidenziando le sfide e le dinamiche di genere in un ambiente tradizionalmente dominato dagli uomini.
Sala è anche autrice di due libri: Polvere, scritto con Chiara Lalli e incentrato sul caso Marta Russo, e L’incendio, un reportage dedicato alle giovani generazioni in Iran, Ucraina e Afghanistan.
Giovanni Scafoglio
Leggi anche
- La giornalista Cecilia Sala arrestata a Teheran
- 14enne muore dopo arresto in Iran perché non portava il velo
- Iran: castità e velo islamico oppure il carcere
- La Nobel Mohammaddi: ‘Sollevatevi contro la guerra totale alle donne’ dell’ Iran
- Iran: impiccata la sposa bambina Samira Sabzian
- L’Iran prima e dopo la rivoluzione khomeinista
- Iran 200 bambine avvelenate a scuola dal regime

