Lasciate che Napoli festeggi il suo terzo scudetto come meglio crede

Lasciate che Napoli festeggi il suo terzo scudetto come meglio crede. Ma non chiamatelo riscatto, alimentereste solo conflitti inutili

Il calcio è bellezza, è passione, è poesia. È il gioco degli dei, la battaglia degli eroi. È il canto epico di una città, la Napoli antica e moderna che sorge ai piedi del Vesuvio. Il Napoli che vince il suo terzo scudetto è un’epopea contemporanea. Questo è uno dei motivi per i quali vi esorto: lasciate che Napoli festeggi il suo terzo scudetto come meglio crede

Lasciate che Napoli festeggi il suo terzo scudetto

perché il calcio è una danza, un ritmo che si muove sulla terra, un’armonia di corpi e di anime. È il miracolo dell’incontro, il gioco che dovrebbe unire anziché separare. È la bellezza del gesto tecnico, la perfezione del tiro che buca la rete avversaria. È il Napoli che gioca con il cuore e con la testa, che lotta e che sogna.Il calcio è una festa, un rito che si celebra nell’anima della gente.

È il ritorno alla mitologia, alla leggenda di Ulisse che sbarcò qui, in questa terra di sirene e di mostri. È la magia degli dei che abitano il Vesuvio, che proteggono la città con la loro forza magnetica. Il calcio è un’antropologia, una scienza che studia l’uomo e la sua cultura. È la Napoli che si racconta attraverso il suo calcio, la Napoli dei quartieri, delle contrade, delle feste e dei riti. È la Napoli che è capace di rialzarsi dopo ogni caduta, di lottare contro ogni avversità, di vincere la partita più difficile: quella della vita.

Su questo dovremmo riflettere, su quando eravamo bambini e riempivamo il nostro presente di sogni mentre correvamo dietro a un pallone

Il calcio un volta univa, ci accumunava, invece ora sui social leggo solo beceri commenti ricchi di qualunquismo e provincialismo. Ci stiamo imbarbarendo vomitando frustrazioni. E’ tutto molto triste. Quando la gioia riempie le strade di Napoli e di mille altre città nessuno dovrebbe, neanche lontanamente pesare di impedire di festeggiare. Sarebbe, anzi è, un atto di profonda ignoranza. La stessa ignoranza che sta cercando di inquinare ciò che è appena accaduto. Ebbene, nonostante tutto, di questa squadra e di questa vittoria si continuerà a parlare per decenni. E questo è certo.

Lasciate che Napoli festeggi il suo terzo scudetto come meglio crede

Pasolini diceva che il calcio è una metafora della vita, un gioco che ci insegna a essere umili, a rispettare gli altri, a lottare con lealtà e con passione. Il Napoli stasera darà vita a questa metafora, sarà il simbolo della bellezza e della forza di una città che non si arrende mai. Punto!

Ma non chiamatela rivincita o riscatto. NO! Napoli non ha bisogno di nessun riscatto perché non esiste un debito morale che la città debba estinguere. La città di Napoli ha una lunga e importante storia, con un patrimonio culturale e artistico unico al mondo. Napoli è una città che ha saputo creare una propria identità, fatta di cultura, tradizioni, storia e gastronomia, che la rendono un luogo unico e irripetibile.

Utilizzare il calcio come strumento di riscatto sociale è sbagliato, poiché alimenta solo divisioni e conflitti inutili. Godiamoci la festa

Giovanni Scafoglio

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