Le notizie sull’iA di cui i media non si sono occupati (ma che dovresti conoscere) Mentre guardiamo la gigantesca tv dei social, succedono cose che nessuno racconta davvero quando si parla di intelligenza artificiale.
Nel nuovo numero della mia newsletter metto in fila:
• Un Gesù digitale che ti ascolta in confessionale in una chiesa di Lucerna
• Grok, il “ChatGPT” di Elon Musk, che spiega perché il suo creatore sarebbe meglio di Gesù
• Un sito che usa l’iA per generare nudi fake di politiche, celebrity e donne comuni, senza consenso
• X che smaschera i finti profili MAGA e gli account “israeliani” o “palestinesi” che postano da altri continenti
• L’agnotologia, la scienza che studia come si fabbrica l’ignoranza
• Il 20% dei testi accademici scritto con l’iA e chatbot medici che sbagliano il 70% delle diagnosi
• Meta che incassa miliardi dagli annunci legati a truffe, mentre pedofilia e manipolazioni continuano a circolare
• Tim Berners-Lee che guarda il Web che ha inventato e dice: non è più libero
Se ti interessa capire come l’iA generativa stia cambiando religione, politica, pornografia, università, sanità e piattaforme digitali molto più di quanto passi in tv e sui giornali sei nel posto giusto.
Il futuro, spesso, non è altro che un passato che abbiamo già visto, solo con uno schermo diverso e un formato più stretto
Quello che un tempo era televisione generalista adesso si reincarna nei social: il feed prende il posto del palinsesto, lo scroll sostituisce il telecomando, il salotto si restringe in un telefono tenuto troppo vicino al viso. I social media erano nati come piazze dove parlare, riconoscersi e trovare comunità simili alle proprie anche a migliaia di chilometri di distanza, oggi funzionano come una televisione infinita che non ha orari di messa in onda, sputa volti di sconosciuti, storie lampo, clip fabbricate dall’algoritmo per non lasciare spazio al silenzio. Persino le iA producono flussi di video, musica e mini film. Una gigantesca tv i cui palinsesti sono generati gratis da utenti che lavorano gratis nella vana speranza di ottenere fama e soldi. I social media sono morti, trasformati in televisione, e in questo passaggio abbiamo perso la promessa di comunità, lo spazio del silenzio condiviso e la possibilità che una conversazione valesse più di uno spettacolo. Leggi l’articolo
In Svizzera vai in chiesa, parli e ti confessi con Gesù grazie all’intelligenza artificiale
In Svizzera entri in una Chiesa e parli con un Gesù creato dall’ intelligenza artificiale. Accade a Lucerna, nella Peterskapelle, i fedeli entrano nel confessionale e trovano uno schermo. Al posto del sacerdote compare il volto di un Gesù digitale, creato con l’intelligenza artificiale. L’avatar ascolta, risponde alle domande, dialoga in decine di lingue e si basa su testi biblici e teologici. Non si tratta di una confessione sacramentale e non sostituisce il prete, ma è un esperimento che porta l’iA dentro la chiesa. Il progetto apre interrogativi su fede, uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di culto e limiti etici di questi strumenti. Leggi l’articolo
X smaschera i finti profili MAGA: molti account pro Trump twittano da India e Pakistan
A novembre 2024 X ha introdotto la funzione “About this account”, che mostra il paese da cui un profilo risulta collegarsi di solito. Grazie a questo dato sono emerse numerose discrepanze: diversi account pro Trump che si presentano come profili MAGA americani risultano collegati da India e Pakistan, mentre altri account che si dichiarano israeliani, palestinesi o gazawi pubblicano da paesi terzi. Leggi l’articolo
Per Grok, il “ChatGPT” di Elon Musk: “Musk è meglio di Gesù”
Grok doveva essere l’anti ChatGPT, il genio ribelle partorito da xAI, invece sembra il vangelo secondo Elon Musk recitato da un assistente digitale molto servile. Se chiedi a Grok di scegliere tra il padre padrone di X e Gesù Cristo, lui ti spiega che il suo creatore è più utile del Messia: Musk salva la specie con i razzi, guida il progresso tecnologico, potrebbe “resuscitare” più in fretta del figlio di Dio. Tutto documentato, nero su bianco, sulle testate americane e inglesi. In questo teatrino, per Grok il problema non è la fede ma l’efficienza: tra il miracolo dei pani e dei pesci e una colonia su Marte, l’algoritmo sceglie la seconda opzione senza battere bit. Gesù predicava sul lago di Tiberiade, Elon Musk tweeta tra un lancio di SpaceX e un licenziamento di massa, e il chatbot lo proclama modello migliore per l’umanità. Leggi l’articolo
Un nuovo sito con nudi, video porno fake e autoerotismo politiche e celebrity italiane generati da iA
Da Giorgia Meloni a Chiara Ferragni, passando per Elly Schlein, Laura Boldrini, Maria Elena Boschi, Aurora Ramazzotti: l’elenco delle vittime del nuovo sito contenente nudi, video porno fake e autoerotismo politiche e celebrity italiane generati da iA è lungo, una deriva infinita. Dentro quella galleria ci sono volti che rappresentano il governo, l’opposizione, lo spettacolo, l’influencer economy, accanto a decine di donne sconosciute. Il minimo comune denominatore è uno solo: corpi finti costruiti con l’iA, diffusi senza consenso e consumati da milioni di utenti. Leggi l’articolo
Esiste una scienza che spiega perché stiamo diventando sempre più ignoranti e manipolabili: l’agnotologia
«L’ignoranza è forza», è il motto che compare scritto in giganteschi caratteri bianchi sulle facciate dei ministeri del Partito, in particolare sulla piramide del Ministero della Verità. Viene ripetuto ovunque nella propaganda: manifesti, teleschermi, slogan ufficiali del Socing in “1984” il capolavoro di George Orwell. Bene. Esiste una scienza che studia perché stiamo diventando sempre più ignoranti e facili da manovrare. Si chiama agnotologia, l’ha definita uno storico della scienza di Stanford, Robert Proctor, e si occupa di come la conoscenza venga cancellata, distorta, avvelenata. È la lente giusta per leggere un presente in cui la scuola arretra, le fake news avanzano e la sfiducia nella scienza viene coltivata con cura. Se oggi ci ritroviamo più confusi e dipendenti dagli slogan che dai fatti, è anche perché qualcuno ha imparato a trasformare l’ignoranza in uno strumento di potere. O forse è sempre stato così, fin dalla notte dei tempi. In Italia il temine agnotologia è, praticamente, sconosciuto. Perché?
Il 20% dei testi accademici è scritto con l’IA
Quasi un documento accademico su cinque, nelle università italiane, contiene oggi blocchi interi di testo scritti da un modello generativo. Non si parla di due frasi qua e là, ma di almeno 25 frasi consecutive, un pezzo di discorso che potrebbe stare tranquillamente in un capitolo di tesi. L’immagine dell’intelligenza artificiale usata solo come correttore di bozze è ormai superata: in molti casi è un co-autore silenzioso. L’indagine di NoPlagio prende in esame 200 mila documenti provenienti da 50 atenei italiani. Leggi l’articolo
Ciò che stà accadendo nei social ha un nome brutale ma vero: enshittification, la merdificazione del web
Misoginia, complottismo, sorveglianza, manipolazione, frode e intelligenza artificiale di basso livello stanno sommergendo Internet. Cory Doctorow, scrittore, attivista e vecchio osservatore delle dinamiche di Internet, dà un nome brutale a qualcosa che molti utenti sentono da anni senza riuscire a definirlo. Lo chiama enshittification, “merdificazione” del web. È il cuore del suo libro Enshittification: Why Everything Suddenly Got Worse and What To Do About It, un saggio di oltre trecento pagine che prova a spiegare perché i servizi digitali che usiamo ogni giorno sono peggiorati così in fretta e cosa si può fare per invertire la rotta. Leggi l’articolo
Open Ai condannata in Germania per violazione del diritto d’autore
OpenAI è stata condannata in Germania per violazione del diritto d’autore. Secondo i giudici, la presenza di versi riconoscibili nelle risposte del modello dimostra che nel training sono stati inseriti brani tutelati senza alcuna licenza. La sentenza arriva da Monaco di Baviera e riporta l’attenzione sul modo in cui i modelli linguistici usano le opere creative nella fase di sviluppo. Detto in parole povere le risposte di chatgpt non hanno nulla di originale e sono uno scopiazzamento di testi. Leggi l’articolo
Chatbot medici e intelligenza artificiale: il 70% delle diagnosi è sbagliato
Il 70% delle diagnosi realizzate dai Chatbot medici è sbagliato. Questo il risultato di uno studio pubblicato sull’European Journal of Pathology. Lo studio ha ricevuto uno dei 4 premi assegnati dall’ordine dei medici di Milano dedicati a Roberto Anzalone (una figura storica della medicina milanese). Tale studio getta ombre sull’attuale, reale, affidabilità dei chatbot medici basati su intelligenza artificiale generativa. I risultati mostrano che, su duecento domande cliniche poste a ChatGPT, quasi il settanta per cento conteneva errori, e in circa un terzo dei casi le fonti citate erano imprecise o inesistenti. Quella delle fonti inventate rimane uno dei pericoli più gravi legati all’uso di iA generative. Leggi l’articolo
Meta dalle truffe guadagna 16 miliardi l’anno, il 10% dei suoi ricavi totali
Documenti interni di Meta, finiti nelle mani della Reuters dipingono un quadro preciso e numericamente dettagliato di quanto Meta ricavi dalle sponsorizzazioni di truffe. Solo nel 2024 Meta ha stimato che circa il 10,1% dei propri ricavi annuali proverrebbe da annunci che puntano a truffe e beni o servizi vietati, pari a circa 16 miliardi di dollari. La stessa documentazione indica che sulle piattaforme del gruppo gli utenti sono esposti, in media, a 15 miliardi di inserzioni a rischio frode ogni giorno. L’azienda conosce la scala del fenomeno, misura i flussi economici coinvolti e pianifica target di riduzione pluriennali. Nel frattempo lavora con soglie e meccanismi che, in diversi casi, lasciano circolare inserzionisti sospetti, applicando loro sovrapprezzi d’asta invece di bloccarli sistematicamente. Tutto ciò si aggiunge a una serie di altre macchie oscure legate a pedofilia e manipolazioni che continuano infestare Instagram, Facebook e Whatshup impunemente. La cosa più assurda è che se la certezza di frode è inferiore al 95%, l’annuncio non viene sospeso e l’account non è bannato: viene tolto penalizzato: paga di più per vincere l’asta pubblicitaria. Le segnalazioni degli utenti: respinte o ignorate nel 96% dei casi anche quando si usa l’immagine, addirittura, del Presidente del Consiglio italiano manipolate da intelligenza artificiale. Leggi l’articolo
Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, dichiara: il web non è più libero
Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, dichiara in una intervista The Guardian che il web non è più libero. “Guardo la mia invenzione e mi chiedo: il web è ancora libero oggi? No, non tutto.” Leggi l’articolo

