Open Ai condannata in Germania per violazione del diritto d’autore

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OpenAI è stata condannata in Germania per violazione del diritto d’autore. Secondo i giudici, la presenza di versi riconoscibili nelle risposte del modello dimostra che nel training sono stati inseriti brani tutelati senza alcuna licenza. La sentenza arriva da Monaco di Baviera e riporta l’attenzione sul modo in cui i modelli linguistici usano le opere creative nella fase di sviluppo. Detto in parole povere le risposte di chatgpt non hanno nulla di originale e sono uno scopiazzamento di testi.

Partiamo dai fatti

l tribunale regionale di Monaco di Baviera, con il caso 42 O 14139/24, ha stabilito che OpenAI ha violato il diritto d’autore tedesco utilizzando testi di canzoni protette durante lo sviluppo del modello ChatGPT. La causa è stata avviata da GEMA, la società tedesca che rappresenta autori, compositori ed editori musicali. La GEMA ha presentato esempi in cui ChatGPT riproduceva versi completi di brani del suo repertorio, evidenziando la presenza delle opere nei dati di addestramento.
Secondo la corte, il modello ha incorporato nei suoi parametri porzioni riconoscibili delle opere. Questa presenza consente la generazione di testi troppo simili agli originali. La corte ha qualificato questo comportamento come riproduzione ai sensi dell’UrhG e della Direttiva InfoSoc. Ha inoltre respinto l’eccezione per text and data mining. Secondo i giudici, l’uso non aveva finalità di analisi ma produceva una disponibilità sostanziale e sfruttabile dei testi.

Le argomentazioni presenti nella sentenza

La GEMA ha sostenuto che l’addestramento dei modelli abbia incluso brani protetti senza autorizzazione. Ha dimostrato che, in diversi casi, ChatGPT forniva risposte contenenti passaggi riconoscibili. Questo ha portato la corte a ritenere che il modello non si limitasse ad apprendere schemi linguistici astratti.

OpenAI ha difeso il proprio modello sostenendo che non vi fosse memorizzazione diretta dei testi

Ha inoltre dichiarato che eventuali riproduzioni derivassero dalla combinazione dei prompt degli utenti con gli schemi appresi. La corte ha giudicato questa ricostruzione non sufficiente. Ha affermato che la comparsa di versi completi è un segnale di incorporazione effettiva.

La sentenza si fonda su un punto centrale: la distinzione tra apprendimento statistico e memorizzazione

La corte ha considerato la presenza di interi versi come un indicatore di memorizzazione parziale delle opere. Questo ha portato i giudici a qualificare il comportamento come una riproduzione.
La corte ha anche rilevato che gli utenti non hanno alcun controllo sui dati di addestramento. Questo elemento ha portato a escludere la responsabilità degli utenti e a riconoscere la responsabilità diretta dell’azienda che ha sviluppato il modello.

Questa sentenza arriva in un momento in cui l’Europa discute l’uso del materiale protetto nei dataset. Esistono differenze tra i vari Paesi

Nel Regno Unito, nel caso Getty Images contro Stability AI, la High Court ha respinto molte accuse per mancanza di prove dirette della presenza delle immagini nei risultati. La corte britannica ha richiesto un nesso più stringente. Il tribunale tedesco ha adottato un approccio più restrittivo, ritenendo sufficiente la riproduzione nei risultati come prova dell’uso non autorizzato.
La diversità tra i due approcci indica che il tema non è ancora armonizzato. La questione potrà arrivare davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea se altri tribunali seguiranno o contesteranno la linea tedesca.

La decisione, al momento, non modifica le leggi europee. È una sentenza di primo grado e ha effetto solo in Germania.
Gli effetti concreti riguardano:

  • OpenAI, che deve assumere responsabilità sui contenuti presenti nei dataset usati in quel territorio;
  • la GEMA, che ottiene un riconoscimento della violazione per le opere contestate;
  • gli sviluppatori di modelli linguistici che operano in Germania, i quali dovranno valutare i dataset usati per evitare procedure analoghe;
  • le collecting societies degli altri Paesi europei, che potrebbero prendere la sentenza come riferimento per procedimenti simili.

Il possibile impatto europeo dipende esclusivamente dal numero di casi simili che verranno avviati e da eventuali decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Al momento non esiste alcun effetto automatico. La decisione resta quindi un precedente nazionale, rilevante nel dibattito ma privo di valore vincolante fuori dalla Germania. Il suo contributo è limitato alla discussione in corso sul rapporto tra iA generativa e diritto d’autore. Di queste violazioni del diritto d’autore abbiamo parlato più volte, in particolare: OpenAi e Chatgpt vs Ghibli e il Maestro Miyazaki

Ci sono cause in atto ancora più gravi: Il New York Times fa causa a OpenAi. ChatGPT rischia di essere distrutta?

OpenAI ha annunciato l’intenzione di ricorrere

La controversia potrà durare anni. La questione centrale riguarda la definizione di memorizzazione nel contesto dei modelli linguistici. La risposta definitiva potrà arrivare solo da un eventuale giudizio europeo.
In assenza di un intervento legislativo o giudiziario comunitario, la sentenza rimane un caso rilevante per la Germania e un argomento di discussione nel resto dell’Europa, senza effetti trasformativi.

Ginevra Leone

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