A novembre 2024 X ha introdotto la funzione “About this account”, che mostra il paese da cui un profilo risulta collegarsi di solito. Grazie a questo dato sono emerse numerose discrepanze: diversi account pro Trump che si presentano come profili MAGA americani risultano collegati da India e Pakistan, mentre altri account che si dichiarano israeliani, palestinesi o gazawi pubblicano da paesi terzi.
X smaschera i finti profili MAGA
Nel profilo di X, accanto alla data di iscrizione, compare la voce About this account. Cliccando si apre un riquadro che indica il paese da cui l’account si collega più spesso. Il dato viene calcolato combinando indirizzi IP ricorrenti, impostazioni dell’app, store di download e informazioni sul dispositivo. I primi a usare in modo sistematico questo strumento sono stati ricercatori e redazioni che monitorano la comunicazione politica statunitense. Analizzando centinaia di profili MAGA dichiaratamente pro Trump, hanno individuato molte incongruenze. Molti account che nella biografia si presentano come cittadini americani risultano collegati con continuità da India, Pakistan, Bangladesh, Nigeria o Russia. Per diversi di questi profili esiste già una storia di campagne coordinate, con pubblicazione seriale degli stessi contenuti su immigrazione, sicurezza e presunti brogli elettorali. Altri sfruttano in modo intenso i programmi di monetizzazione di X e puntano a trasformare ogni picco di engagement in entrate pubblicitarie. Per ottenere questo risultato usano contenuti politici estremamente polarizzanti.
Falsi profili che si fingono israeliani o gazawi per diffondere propaganda e spacciarsi testimoni diretti del conflitto
Usando About this account per analizzare i profili più attivi sul conflitto Israele Gaza, ricercatori e redazioni hanno individuato reti di account che nella biografia dichiarano di vivere a Tel Aviv, Gerusalemme o Gaza, mentre la localizzazione mostrata da X li colloca in altri paesi. Presentarsi come israeliani, palestinesi o abitanti di Gaza serve a ottenere più credibilità, perché gli utenti li percepiscono come testimoni diretti di bombardamenti e assedi. Questo ruolo fittizio permette di diffondere propaganda di parte sfruttando X come cassa di risonanza, spingendo narrazioni costruite per alimentare rabbia e schieramenti rigidi. I gestori di questi profili puntano anche all’engagement: immagini scioccanti e frasi estreme generano click, condivisioni e in alcuni casi monetizzazione.
Fingere di scrivere dal centro del conflitto consente inoltre di nascondere l’origine reale delle campagne, che spesso nascono in paesi lontani dall’area di guerra e usano X per influenzare la percezione degli eventi a livello globale.
Per X, About this account è uno strumento pensato per aumentare trasparenza e autenticità, dando agli utenti un dato in più per valutare bot, troll e agitatori
Questa informazione geografica entra subito nel lavoro di ricercatori, giornalisti e istituzioni, che la usano per mappare campagne coordinate, reti di influencer politici e tentativi di interferenza sulle elezioni. Allo stesso tempo, la funzione apre un fronte delicato sul piano della privacy e della sicurezza: mostrare il paese da cui si collega un profilo può mettere a rischio giornalisti, attivisti e oppositori che operano in contesti autoritari o in aree ad alta tensione. Sono già emersi casi di localizzazione imprecisa, legati a VPN, viaggi o dispositivi diversi, tanto che X ha dovuto inserire avvisi sull’accuratezza e promettere correzioni, senza però chiudere il dibattito.
In molti paesi About this account è già diventata parte della discussione pubblica su interferenze straniere, credibilità degli influencer politici e qualità dell’informazione sulla piattaforma. È uno strumento potente, che può aiutare a smascherare operazioni opache, ma che richiede competenze, cautela e verifica costante per non trasformarsi in un’arma aggiuntiva nelle guerre di informazione.
Molti di questi temi erano stati anticipati dalla nostra redazione come ad esempio l’articolo: Le fabbriche dei like: cosa sono le click farm che truccano il web
Inoltre sono al centro del saggio Intelligenza Criminale di Giovanni Scafoglio, tra i primi ad affrontare, in Italia questi temi.
Ginevra Leone
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