Riunione per la stanza anti-aborto, solo uomini. Per Fratelli d’Italia l’opinione delle donne non conta

Riunione per la stanza anti-aborto: solo uomini. Per Fratelli d'Italia l'opinione delle donne non conta neanche quando si decide di utero

Nella Regione Piemonte l’assessore regionale Maurizio Marrone ha convocato una riunione per riattivare la stanza contro l’aborto all’ospedale Sant’Anna. Un incontro di soli uomini, un’immagine che non può che recare disagio dato che si parla di salute sessuale e riproduttiva delle donne. In pratica per Fratelli d’Italia l’opinione delle donne non conta quando si deve decidere del copro delle donne la prova è che per decidere della stanza anti-aborto alla riunione erano presenti solo uomini.

Stanza anti-aborto riunione solo di uomini. Un tavolo tutto maschile per decidere sul corpo delle donne

Nella Regione Piemonte, l’8 luglio 2025, si è svolta una riunione istituzionale che ha fatto discutere l’intero Paese. L’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) ha convocato un incontro per riattivare la cosiddetta “Stanza dell’Ascolto”, il progetto anti-aborto presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino. Al tavolo, però, c’erano solo uomini. Nessuna donna. Nessuna rappresentanza femminile in una riunione che riguardava un tema delicato come la salute sessuale e riproduttiva delle donne. In pratica, per Fratelli d’Italia l’opinione delle donne non conta quando si tratta di decidere sul loro corpo.

La “Stanza dell’Ascolto”: un progetto già bocciato dal TAR

La “Stanza dell’Ascolto” era stata attivata nel settembre 2024 con una convenzione tra Regione Piemonte e Movimento per la Vita. L’obiettivo? Offrire uno “spazio di ascolto” alle donne intenzionate ad abortire. In realtà, si trattava di un’iniziativa ideologica nata per dissuadere — con mezzi morali più che medici — le pazienti dall’interrompere la gravidanza. La reazione della società civile è stata immediata: Cgil, Se Non Ora Quando? e altre sigle hanno presentato ricorso. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha accolto la loro istanza e dichiarato illegittima la convenzione.

Nonostante il giudizio del TAR, la giunta regionale guidata da Fratelli d’Italia non ha cambiato linea. Ha solo ritirato la convenzione formale, annunciando l’intenzione di riformularla. Ed è per questo che il 8 luglio si è tornati a parlarne. Ma senza una sola voce femminile.

Per Fratelli d’Italia l’opinione delle donne non conta anche se si tratta della stanza anti-aborto. Riunione di solo uomini a decidere dell’utero delle donne

Alla riunione erano presenti:

  • Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali
  • Federico Riboldi, assessore alla Sanità
  • Antonino Sottile, direttore della Sanità regionale
  • Thomas Schael, commissario della Città della Salute
  • Umberto Fiandra, direttore sanitario del Sant’Anna
  • Claudio Larocca, presidente del Movimento per la Vita Piemonte
  • altri dirigenti tecnici, tutti uomini

Sette uomini, tutti incaricati di discutere un progetto che riguarda in modo diretto e profondo le donne. L’assenza femminile, in un simile contesto, non è solo una svista: è un messaggio chiaro. Il potere decisionale resta saldamente nelle mani degli uomini, anche quando si tratta di salute ginecologica, maternità e diritto all’interruzione volontaria di gravidanza.

Una scena che fa discutere: la politica come rappresentazione del potere

Diversi commentatori, media e movimenti hanno definito quella scena un “fotogramma di patriarcato istituzionale”. Fanpage ha titolato: “Sembra una clip di BoJack Horseman: al tavolo solo uomini”. Anche Domani, L’Espresso e La Stampa hanno dedicato ampio spazio alla questione. Non si tratta solo di un problema di genere. È una questione di democrazia rappresentativa: si può decidere sulla vita delle donne senza includerle nel processo decisionale?

Nel frattempo, il Sant’Anna resta uno dei principali ospedali pubblici italiani per l’assistenza ginecologica

Inserire al suo interno un presidio ideologico, che non fa parte del personale sanitario e che ha l’obiettivo dichiarato di “salvare ogni vita” anche contro la volontà della paziente, è stato percepito da molte professioniste della salute come una violazione dell’etica medica.

A ciò si aggiunge l’umiliazione simbolica: una struttura pensata per “ascoltare” le donne, discussa e rilanciata da uomini che non dovranno mai affrontare una decisione simile.

E ora? Una nuova convenzione senza cambiare direzione

Maurizio Marrone ha annunciato che si sta lavorando a una nuova convenzione, “più solida giuridicamente” ma fedele all’impianto originario. Anche questa volta, il Movimento per la Vita sarà parte del progetto. E anche questa volta, pare che nessuna donna sia stata chiamata a dire la sua. Se questa è la partecipazione promossa da chi governa, il messaggio è evidente: per Fratelli d’Italia, l’opinione delle donne non conta. Il corpo delle donne continua a essere terreno di battaglia politica.

Francesca Rampazzo

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