Giugno 30, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Quando si avvicina la fine dell’anno, scatta nella nostra mente un turbinio di pensieri. Siamo quasi chiamati a tirare le somme di quello che abbiamo e non abbiamo fatto. E non sempre, il resoconto ci gratifica. Questo accade perché spesso ci si prefigge obiettivi che poi si trascurano. Vuoi perché non si verificano le condizioni, vuoi perchè non si ha il coraggio di rischiare. Fatto sta che, pensare alle buone intenzioni per il nuovo anno diventa spesso una consuetudine fine a se stessa. Perché è così difficile dare seguito ai buoni propositi ?

In latino, “proposito” vuol dire “ciò che è posto in avanti”. Dunque, ciò a cui bisognerebbe dare priorità. Il proposito è uno scopo da raggiungere, è un’intenzione e “le intenzioni nascono ogni volta che una persona si accorge di desiderare o di voler fare qualcosa”. Queste le parole dello psicologo Mihály Csíkszentmihályi, noto per il concetto di “flow”. Secondo l’autore, il singolo non conosce bene le motivazioni delle sue intenzioni. Semplicemente è mosso dal desiderio di voler realizzare un’idea.

In effetti, tante sono i progetti che possono frullare nella nostra mente. Magari non ci chiediamo neanche il perché di alcune intenzioni, ma il pensiero di poterle avverare ci fa stare bene. Eppure, spesso manca la forza di mettersi in gioco. Le insicurezze e la fragilità dell’Io prendono il sopravvento. Di conseguenza, il disegno dei propri desideri tende a crollare per inerzia. Gli scopi prefissati con tanto entusiasmo restano un’astrazione. Un’idea nata e “ammazzata”. E così, passano i giorni senza coltivare i buoni propositi, rinviando a domani quello che si dovrebbe iniziare oggi. 

Perché si è colpiti da questa pigrizia mentale? Perché le buone intenzioni non sempre hanno un seguito? Probabilmente perché non ci si impegna abbastanza e non si riesce a mettere ordine nella propria coscienza. A tutti succede di essere confusi e di avere paura di iniziare qualcosa di nuovo. Ma la verità è che non iniziare vuol dire non crederci veramente. Vuol dire non focalizzare abbastanza attenzione su uno scopo. Mihály Csíkszentmihályi afferma infatti che l’attenzione è uno strumento potente per migliorare la qualità della propria vita.

Il problema però, è che nella nostra società siamo troppo distratti da momenti futili. Questo accade perché abbiamo a disposizione così tanti svaghi che si fa fatica a focalizzare l’attenzione su una precisa attività. Consumismo, divertimento, tecnologie, sono solo alcuni elementi che distolgono l’impegno dai nostri reali interessi. Certo, ognuno fa del proprio tempo libero ciò che gli pare. D’altronde rispetto alle generazioni del passato, siamo una società privilegiata. Abbiamo tutto, eppure questo tutto non è sempre sfruttato con consapevolezza.

Dare seguito ai buoni propositi è complicato a causa di un disordine psichico

Quante ore trascorriamo sui social network, magari a scorrere le home page, senza aver concluso nulla a fine giornata? Poi ci rimproveriamo di aver cincischiato, promettendoci di non ripetere lo stesso errore. Ma, puntualmente, prevale la svogliatezza, frutto di un disordine psichico. Infatti, secondo la psicologia positiva, non riuscire ad iniziare e/o a portare a termine un’attività, significa non avere abbastanza energia mentale. Nel senso che manca la capacità di far fronte alla complessità del Sé, e così ci si accontenta senza rischiare.

Eppure, quando la nostra mente è concentrata in un’attività, stiamo meglio. Avviene il cosiddetto “flow”, un flusso che annulla tutto quello che c’è intorno. Per cui, quando la pigrizia prevale sull’energia, dovremmo ricordarci che stiamo bloccando la nostra crescita psicologica. Perché è solo quando ci impegniamo in uno scopo che miglioriamo la nostra vita. Non a caso, chiunque abbia conseguito un risultato con le proprie forze si è sentito felice e soddisfatto.

Allontanando le intenzioni dal campo di azione, si allontana il proprio benessere. Magari non ce ne rendiamo conto, perché ignoriamo la voce della nostra coscienza. Crediamo che tutto sia procrastinabile, dimenticando che il tempo è effimero e non ci aspetta. Sì è vero, non è mai troppo tardi. Però, questa massima non deve diventare uno scudo. Non possiamo dormire sugli allori, aspettando che qualcosa cambi. Poiché siamo noi a dover cambiare il modo di osservare il mondo. Siamo noi a dover rispettare i nostri buoni propositi.

L’anno 2021 sta per volgere al termine. É stato un altro anno che ha messo a dura prova le nostre abitudini. A maggior ragione, bisogna apprezzare il valore del tempo e non dare niente per scontato. Se a valle di questo 2021 non si è soddisfatti delle proprie esperienze, serve promettere a sé stessi di iniziare nuove sfide. Ma iniziare per davvero. Iniziare per rinascere, per crescere, per sentirsi più capaci. Senza quegli scopi che richiedono dispendio psichico non può esserci benessere interiore.

“Ogni giorno la fragilità del nostro Sé ci viene ricordata centinaia di volte. E tutte le volte che succede sprechiamo energia psichica cercando di riportare ordine nella nostra coscienza”(Mihály Csíkszentmihályi).

Quindi, piuttosto che augurarci buon anno, imponiamoci di dare seguito alle nostre intenzioni. Non lasciamo interferire gli scopi con le insicurezze, perché oltre a sprecare energia, sprechiamo amor proprio. 

A tutti, buoni propositi da tradurre in realtà. 

Emanuela Mostrato

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