All’asta la Tavola dei Dieci Comandamenti: un reperto di 1.500 anni stimato due milioni di dollari

All’asta la Tavola dei Dieci Comandamenti: un reperto di 1.500 anni stimato due milioni di dollari è la più antica esistente

Il 18 dicembre 2024 passerà alla storia come una data di grande rilevanza per archeologi, collezionisti e appassionati di antichità. La prestigiosa casa d’aste Sotheby’s metterà in vendita un reperto unico: una Tavola dei Dieci Comandamenti risalente a circa 1.500 anni fa, la più antica finora conosciuta. Secondo le prime stime, questa antichità potrebbe raggiungere un valore di circa due milioni di dollari. Peccato che i comandamenti scolpiti siano… …nove.

All’asta la Tavola dei Dieci Comandamenti

La Tavola, alta circa 60 centimetri e pesante 52 chilogrammi, è scolpita in lingua ebraica antica con caratteri paleoebraici. Questo manufatto non è solo un reperto religioso, ma un ponte concreto tra il passato e il presente. Scoperta nel 1913 durante degli scavi ferroviari lungo la costa meridionale di Israele, vicino a siti storici di antiche sinagoghe, moschee e chiese, la Tavola rappresenta uno dei pochi esemplari sopravvissuti dell’antico Decalogo.

Nel 1943, la Tavola fu riconosciuta come un importante Decalogo samaritano. Tuttavia, presenta una particolarità: vi sono incisi solo nove comandamenti tratti dal Libro dell’Esodo. Curiosamente, manca il comandamento “Non pronuncerai il nome di Dio invano”.

Prima di finire nelle mani del miglior offerente, la Tavola dei Dieci Comandamenti sarà esposta al pubblico presso la sede di Sotheby’s a New York

Questa esposizione rappresenta un’opportunità unica per ammirare un oggetto che ha attraversato i millenni, portando con sé il peso della storia e della fede.

Richard Austin, capo globale di libri e manoscritti di Sotheby’s, ha sottolineato l’importanza culturale della Tavola: “Questa straordinaria tavoletta non è solo un manufatto storico di enorme importanza, ma anche un legame tangibile con le credenze che hanno contribuito a plasmare la civiltà occidentale. Incontrare questo pezzo condiviso di patrimonio culturale significa viaggiare attraverso millenni e connettersi con culture e fedi raccontate attraverso uno dei primi e più duraturi codici morali dell’umanità”.

La storia travagliata di un reperto unico

Il viaggio della Tavola dei Dieci Comandamenti è un riflesso della storia complessa del Medio Oriente. Ritrovata in un’area ricca di stratificazioni culturali e religiose, questa pietra testimonia la coesistenza e il conflitto delle fedi monoteiste. Il Decalogo samaritano, di cui la Tavola è un esempio straordinario, rappresenta una versione dei Dieci Comandamenti leggermente diversa da quella giudaica e cristiana, a testimonianza delle diverse interpretazioni delle stesse radici religiose.

La mancanza del comandamento “Non pronuncerai il nome di Dio invano” solleva interrogativi e affascina gli studiosi

Forse una scelta teologica dei Samaritani o un semplice caso di incompletezza? Quel che è certo è che ogni dettaglio di questa Tavola offre spunti per comprendere meglio l’evoluzione del pensiero religioso.

L’asta di oggi non sarà solo una competizione tra facoltosi collezionisti. Il valore della Tavola va ben oltre il suo prezzo stimato. È un simbolo di moralità antica, un documento scolpito che ha contribuito a definire le fondamenta etiche della civiltà occidentale. La possibilità che un pezzo di questa portata finisca in mani private solleva inevitabili domande sulla conservazione del patrimonio culturale mondiale.

Chiunque sarà il futuro proprietario, la speranza è che questa Tavola continui a essere accessibile al pubblico e agli studiosi. Non si tratta solo di una pietra antica, ma di un pezzo di memoria collettiva che merita di essere condivisa.

Oggi, la sala d’aste di Sotheby’s a New York sarà teatro di un momento storico. La vendita di questa Tavola dei Dieci Comandamenti rappresenta un’occasione per riflettere su come il passato continui a dialogare con il presente. Un dialogo inciso nella pietra, capace di resistere al tempo e alle mutevoli vicende umane.

Cristina Ferrari

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