Novembre 29, 2022
A ECORANDAGIO ospitiamo e formiamo i giornalisti di domani

Ammettiamolo. Certi politici da strapazzo che, letteralmente, “godono” per un diritto negato, qualsiasi esso sia, sono campioni di meschinità. E non è un caso che laddove piangano i propri risultati elettorali questi “politici professionisti dell’essere trombati alle urne” possano trovare una misera rivincita gioendo per una decisione dell Corte Suprema degli USA che di fatto ha sancito la libertà per i singoli stati di decidere autonomamente in merito.

Uomini che possono decidere cosa una donna sia autorizzata o meno a fare del proprio corpo

“L’aborto volontario non è un diritto.

“Ora portiamo anche in Europa e in Italia la brezza leggera del diritto alla vita di ogni bambino, che deve poter vedere questo bel cielo azzurro” dichiarano, twittano, scrivono, con gioia. Utilizzando in malafede il termine “bambino” pur sapendo che esiste una enorma differenza tra embrione, feto e bambino.

Eppure stiamo parlando di un diritto negato che aumenterà anche il divario tra chi potrà permettersi di andare ad abortire in un altro stato e chi non avendo disponibilità econimiche dovrà “affidarsi” al macellaio clandestino di turno per sottoporsi a una interruzione di gravidanza con tutti i rischi che ne derivano.

Usa diritto all’aborto revocato: 13 Stati tra cui il Texas scatta immediatamente il divieto

La decisione è stata presa da una Corte divisa, con 6 voti a favore e 3 contrari. Ora quindi i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia. Già Texas e Missouri rendono l’aborto illegale. Lo Stato di New York assicura: “Qui resta possibile”. Interviene anche l’Onu: abolire il diritto ad abortire è “un colpo terribile ai diritti umani delle donne”. 

Lo stesso presidente Biden si è dichiarato avvilito per questa dichiarazione

“Oggi è un giorno triste per la Corte suprema e il Paese. La Corte suprema Usa ha portato via un diritto costituzionale, un tragico errore, frutto di una ideologia estrema”. E qui il riferimento ai tre gudici nominati dal suo predecessore è evidente. Un concetto ribadito poi con estrema chiarezza: “Sono stati tre giudici nominati da un presidente, Donald Trump, ad eliminare un diritto fondamentale per le donne in questo Paese. Non commettete errori, questa decisione è il culmine di uno sforzo per sconvolgere l’equilibrio della nostra legge”.

Politici in papilon, politici dilettanti, e politici che non ce l’hanno fatta con in comune godere per un diritto negato, l’amore per Donald Tramp e le tracce di bava per armi

Perchè se devi impedire a una donna di esercitare il proprio diritto di interrompere una gravidanza e salvare il “bambino” ciò poi non ti impedisce per tifare l’uomo che ha ispirato l’assalto a Capitol Hill, o di rilasciare interviste a riviste dedicate alle armi sproloquiado sul diritto alla difesa. Questa è la squallida linea di pensiero di “individui” che utilizzano e utilizzeranno questa sentenza per strumentalizzazioni politiche e per qualche misero sporco, voto in più.

Aborto: il pensiero della Fallaci

Da uomo posso esprimere una critica sugli uomini che gioiscono per quanto accaduto in USA, ma sulla questione aborto preferisco affidarmi a una delle più grandi penne che ha avuto l’Italia: Oriana Fallaci:

“Mi dispiace essere la prima donna a intervenire, ma la quarta a intervenire. qui si sta parlando un problema che riguarda principalmente le donne e, come al solito, il dibattito prende avvio da due uomini… Io mi auguro che stasera ognuno di noi dimentichi che l’aborto non è un gioco politico. Che a restare incinte siamo noi donne, che a partorire siamo noi donne, che a morire partorendo o abortendo siamo noi. E che la scelta tocca dunque a noi. A noi donne. E dobbiamo essere noi donne a prenderla, di volta in volta, di caso in caso, che a voi piaccia o meno. Tanto se non vi piace, siamo lo stesso noi a decidere. Lo abbiamo fatto per millenni. Abbiamo sfidato per millenni le vostre prediche, il vostro inferno, le vostre galere. Le sfideremo ancora.”

All’interno del programma “A Z, un fatto come e perché”, del 1976

RIcordiamoci di questi individui quando sarà il momento di votare.Perchè il loro credo è uno: la democrazia è valida solo se sentenzia a mio favore, soprattutto se bianca, cis gender, etero e, possibilmente, omofobica e misogina.

Giovanni Scafoglio

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