Scatterà il 19 agosto il primo vero blocco italiano contro le chiamate di telemarketing molesto che utilizzano tecniche di spoofing, ovvero la falsificazione del numero chiamante. Lo ha stabilito l’AGCOM con la delibera n. 106/24/CONS, pubblicata nel giugno 2024. Si tratta di una svolta attesa da anni dai cittadini, spesso vittime di telefonate indesiderate da numeri che appaiono italiani ma provengono in realtà dall’estero, con finalità commerciali o, peggio, truffaldine. Dal 19 agosto stop al Telemarketing molesto e ai numeri falsi.
Telemarketing molesto e numeri falsi: cos’è lo spoofing e perché è così pericoloso
Il termine spoofing indica la pratica con cui i call center, spesso operanti da altri Paesi, alterano il numero identificativo del chiamante (CLI) per farlo sembrare italiano. I prefissi comunemente utilizzati sono quelli di rete fissa (come 06 per Roma o 02 per Milano) o, più insidiosamente, di rete mobile. In questo modo, l’utente è indotto a rispondere, convinto che si tratti di una chiamata legittima, magari da un’azienda nota, da una banca o da un servizio pubblico.
Secondo le indagini condotte negli ultimi due anni da AGCOM in collaborazione con la Polizia postale e il Garante per la privacy, lo spoofing è stato usato in modo massiccio da call center illegali e reti di truffatori, capaci di moltiplicare in pochi secondi numerazioni virtuali che sembrano affidabili. Le segnalazioni dei consumatori si contano a migliaia.
Dal 19 agosto il primo blocco: ecco cosa cambia
A partire dal 19 agosto 2025, gli operatori telefonici saranno obbligati a filtrare le chiamate internazionali che utilizzano numerazioni fisse italiane come identificativo del chiamante. In pratica, se una telefonata arriva da un operatore estero ma mostra un numero italiano fisso, dovrà essere bloccata a livello di rete. Non sarà il cittadino a dover intervenire, né serviranno app o iscrizioni: il sistema agirà in automatico.
Questo primo passo mira a colpire le forme più diffuse di falsificazione, quelle che sfruttano numeri fissi per aggirare i filtri degli smartphone o delle app anti spam. AGCOM ha fornito agli operatori una lista di prefissi e un tracciamento tecnico per distinguere il traffico sospetto da quello legittimo.
Dal 19 novembre il filtro si estende anche ai numeri mobili
Il secondo passaggio, previsto per il 19 novembre 2025, riguarderà invece i numeri di cellulare falsificati. È una sfida più complessa dal punto di vista tecnico, perché i sistemi devono evitare di bloccare le chiamate legittime in roaming, come quelle di italiani all’estero. Per questo, il blocco sarà attivo solo dopo una verifica in tempo reale tramite il database ministeriale delle SIM attive e geolocalizzate.
L’obiettivo, in questo caso, è duplice: proteggere il cittadino da truffe più sofisticate e, allo stesso tempo, evitare di interferire con le comunicazioni legittime. La responsabilità sarà tutta in capo agli operatori, che dovranno adeguare le proprie infrastrutture entro le scadenze fissate dalla delibera.
Il cittadino deve fare qualcosa per difendersi?
In questa fase, no: non è richiesto alcun intervento da parte dell’utente. A differenza di altri strumenti volontari, come il Registro delle opposizioni, questo sistema agisce a monte, direttamente a livello di rete. Tuttavia, AGCOM invita gli utenti a continuare a segnalare le chiamate sospette o le anomalie attraverso i canali ufficiali, per permettere una sorveglianza costante del fenomeno.
Le app anti spam e i sistemi di blocco manuale potranno comunque essere utilizzati come strumenti aggiuntivi, ma non saranno più essenziali per contrastare lo spoofing.
Cosa ne pensano gli esperti del settore
Secondo Emmanuela Bertucci, avvocata dell’Aduc, «è un passo avanti importante, ma non una soluzione definitiva. Il rischio è che i call center illegali trovino presto altri modi per aggirare le nuove regole». Anche Assoutenti ha accolto con favore la misura, definendola “una svolta attesa”, ma ha chiesto di rafforzare le sanzioni per chi viola le regole, con controlli più serrati anche sui contratti stipulati telefonicamente.
Dalla parte delle imprese, Leonardo Papagni, presidente di AssoCall, parla invece di “una seconda chance per i call center regolari, che potranno finalmente distinguersi da quelli abusivi”. Secondo Papagni, lo spoofing danneggia anche le realtà virtuose, minando la credibilità dell’intero settore.
Il filtro sarà efficace o è solo un palliativo?
Gli analisti del settore telecomunicazioni, interpellati da testate come Il Sole 24 Ore e Repubblica, ritengono che il blocco sarà efficace nel breve periodo, soprattutto per quanto riguarda le chiamate da numeri fissi falsificati. Tuttavia, avvertono che gli operatori illegali potrebbero già lavorare a nuove tecniche di elusione, magari basate su sistemi VoIP più sofisticati o sull’uso di numeri reali ottenuti fraudolentemente.
Per questo motivo, AGCOM ha dichiarato che la misura sarà monitorata trimestralmente, con l’eventuale introduzione di aggiornamenti tecnici e normativi, anche in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Telemarketing molesto e numeri falsi: le richieste delle associazioni dei consumatori
Le principali associazioni – Aduc, Federconsumatori, Altroconsumo – chiedono da tempo una legge più severa sul telemarketing, con pene reali per chi viola le regole e tracciabilità dei contratti telefonici. Inoltre, propongono l’introduzione di un sistema pubblico e aggiornato dei numeri realmente utilizzati per il telemarketing legittimo, in modo da semplificare l’identificazione delle chiamate.
Cristina Ferrari
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