È Alessandra Durante, l’assessora alla Famiglia e all’educazione digitale del Comune di Lecco, impegnata contro il cyberbullismo, ad essersi rivelata un hater. Nascosta dietro lo pseudonimo “anonimo 582”, l’assessora ha commentato con tono offensivo il post di un utente sul gruppo Facebook “Lecco. Società e Politica”. Il post in questione, criticava la manutenzione urbana, segnalando la presenza di alcune piastrelle malmesse nella zona di largo Montenero. A scoprire chi si celasse dietro un commento anonimo, intriso di odio e violenza verbale, sono stati gli amministratori del gruppo.
Le scuse e le dimissioni dell’assessora
Dopo essere stata smascherata, Alessandra Durante ha pubblicato un video di scuse, dichiarando:
“È doveroso che io faccia queste scuse pubbliche nei confronti di un cittadino, a cui ho risposto in maniera molto prepotente e maleducata, scendendo nel personale e facendolo in anonimato all’interno di un gruppo Facebook sotto un post dove veniva chiesto un intervento di manutenzione. Chiedo scusa anche a tutti i cittadini che da anni lavorano con me o seguono il lavoro che stiamo facendo sul digitale. Sono caduta esattamente in quei comportamenti che da tempo analizziamo come atteggiamenti da limitare o eliminare dall’arena social”.
Il punto è che non si tratta di cadere in una trappola, ma di costruirla volontariamente e di credere che se ne possa uscire indenni. Quanto poco credibili possono essere le scuse e le parole di una figura che attenta al suo ruolo politico, sociale ed istituzionale? Quale motivo avrebbero i cittadini di credere in un’assessora che pur avendo la delega alla lotta contro il cyberbullismo, si lascia andare a commenti aggressivi e derisori nei riguardi di un cittadino?
Si fa già una gran fatica a contrastare le difficoltà che derivano dall’utilizzo improprio e nocivo dei social. Secondo un’indagine Istat del 2023, sette ragazzi su dieci, tra gli 11 e i 19 anni, sono stati vittime di cyberbullismo. Questo fenomeno può provocare ansia e depressione in chi lo subisce, e il fatto che sia sempre più diffuso fa capire che vi è la necessità di maggiori interventi per contrastare il bullismo digitale e per impedire che la salute mentale dei giovani venga compromessa.
E proprio chi dovrebbe garantire strategie di prevenzione, dimostra di essere una persona inaffidabile, incapace di “promettere” un cambiamento. Non a caso, “promettere” deriva dal latino “promittere”, cioè mandare avanti. Ecco, di certo Alessandra Durante non potrà andare avanti nel perimetro dell’educazione digitale, poiché ha dato evidenza di non essere educata al corretto comportamento online.
Accolte le dimissioni dell’assessora
Infatti, l’assessora ha presentato le dimissioni, che il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, inizialmente non aveva accettato. Poi però, sono state accolte.
Ha prevalso senz’altro la responsabilità politica, ma non basterà a restituire alla politica il suo significato, ovvero quello di bene comune, di un vivere sociale in cui gli interessi dei singoli coincidono con gli interessi della comunità. Le disillusioni dei giovani italiani rispetto alla politica dovrebbero smuovere le coscienze di chi ricopre ruoli istituzionali.
A muoversi però, è solo l’ego del singolo, che si lascia governare dal prestigio narcisistico invece di contribuire a rendere rendere la società in cui vive, un posto edificante ed educante.
Se ti è piaciuto, leggi anche:
- Il potere della biblioterapia
- Martina Carbonaro, uccisa a 14 anni. Considerate se questa è vita
- Il fenomeno dell’autolesionismo giovanile

