La Siria è sull’orlo della guerra civile.  Siamo vicinissimi ad un punto di non ritorno

Damasco è libera: in Siria è finita la dittatura di Assad durata quasi mezzo secolo. Ora come si comporterà il capo dei ribelli al-Jolani?

Riceviamo e diffondiamo per conto di Change.org: la Siria è sull’orlo di una spaventosa guerra civile. Dopo la caduta della dittatura lo scorso dicembre, da mesi il Paese è attraversato da ondate di massacri che colpiscono sopratutto le minoranze religiose e le donne. Nel mentre, Israele non perde occasione per bombardare il Paese e acuire la crisi in Medio Oriente. E’ necessario che la comunità internazionale agisca adesso prima che sia troppo tardi e prima che si apra un nuovo fronte di guerra in Medio Oriente.

La Siria è sull’orlo della guerra civile.  Siamo vicinissimi ad un punto di non ritorno

La paura si sta diffondendo nel Paese ogni giorno di più ed è necessario agire con urgenza per salvare vite umane e costruire la pace: le Nazioni Unite e la comunità internazionale devono attivarsi subito per fermare la spirale di violenza che sta attraversando da settimane il Paese.

La regione di Suwayda, nel sud della Siria, è teatro di massacri senza fine. Tra le centinaia di vite perse, nove persone sono state uccise mentre sorseggiavano un caffè in un affittacamere, due medici sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco mentre si recavano al lavoro, anziani sono stati maltrattati e negozi sono stati bruciati. Uno dei miei amici più cari ha perso suo fratello, ucciso da un colpo di mortaio mentre era in macchina. Era un giovane padre e prigioniero politico che era stato rilasciato dalle prigioni del dittatore Assad dopo la caduta del regime a dicembre.

Sia la comunità drusa che quella beduina piangono i loro cari e più di 87.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case in cerca di sicurezza

Un cessate il fuoco provvisorio ha portato una tregua nei combattimenti, ma il crescere della propaganda dell’ odio e il vuoto di giustizia che si allarga di giorno in giorno alimentano i timori di ulteriori violenze.  In mezzo a questa tragedia, Israele settimana scorsa ha attaccato alcune città e bombardato Damasco, sostenendo di proteggere la comunità drusa, ma in realtà approfondendo le divisioni e alimentando il conflitto. 
Questa violenza non è inevitabile. È ancora possibile fermarla. Negli ultimi sei mesi c’è stata più volte l’opportunità di fermare le violenze, ma il nuovo Governo provvisorio siriano non ha intrapreso alcuna azione significativa per garantire giustizia e per proteggere la vita dei civili. I giovani della Siria meritano di meglio.


Sostenete il popolo siriano che chiede la fine dei massacri e della violenza. Firmate questa petizione per difendere i diritti umani, sostenere il diritto internazionale e chiedere all’ONU di agire subito.

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