Gli USA, i grandi Stati Uniti d’America, temibili come nemici ma letali come alleati. Una superpotenza che ha costruito il proprio dominio globale sull’arte suprema di stringere mani e poi pugnalarle quando necessario. Da sempre, Washington si presenta come il baluardo della democrazia e della libertà. Eppure la storia racconta un’altra verità: dietro ogni trattato, dietro ogni promessa di protezione, c’è una lunga scia di cadaveri politici e alleati scaricati come zavorra. Ecco in questo articolo: tutte le volte che gli USA hanno tradito gli alleati.
Dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’America Latina, gli Stati Uniti hanno sempre trattato i loro partner come pedine di un Risiko
Un alleato oggi, un problema domani, tutto dipende dalla direzione del vento a Washington. Leader amici trasformati in bersagli, governi finanziati e poi rovesciati, promesse di sicurezza dissolte senza preavviso. Il tradimento? Più che un’eccezione, spesso, è la regola. Una premessa: chi vi scrive non è uno storico, ma nemmeno un idiota che si beve la propaganda, qualunque essa sia. Le fonti? Scelte con attenzione, controllate più volte, smontate e rimontate per evitare fregature. Qui non troverete favole sulla libertà esportata a suon di bombe, né revisionismi da manuale CIA. Solo fatti, crudi e sporchi, come la storia vera.
Tutte le guerre a cui hanno partecipato gli Stati Uniti d’America
Tutte le volte che gli USA hanno tradito gli alleati: XVIII – XIX SECOLO
- Rivoluzione americana (1775-1783) → Contro la Gran Bretagna per l’indipendenza.
- Guerra del Nord-Ovest (1785-1795) → Contro le tribù native americane.
- Quasi-guerra (1798-1800) → Conflitto navale non dichiarato contro la Francia.
- Guerra di Tripoli (1801-1805) → Contro i pirati barbareschi in Nord Africa.
- Guerra del 1812 (1812-1815) → Contro la Gran Bretagna e i suoi alleati.
- Seconda guerra barbaresca (1815) → Contro i pirati barbareschi.
- Prima guerra Seminole (1817-1818) → Contro i nativi Seminole in Florida.
- Guerra d’indipendenza del Texas (1835-1836) → Sostegno ai texani contro il Messico.
- Seconda guerra Seminole (1835-1842) → In Florida contro i Seminole.
- Guerra Messicano-Americana (1846-1848) → Contro il Messico per l’annessione del Texas e di altri territori.
- Terza guerra Seminole (1855-1858) → Ultima resistenza Seminole in Florida.
- Guerra dello Utah (1857-1858) → Conflitto contro i mormoni nello Utah.
- Guerra civile americana (1861-1865) → Tra Nord (Unione) e Sud (Confederati).
- Guerre indiane (1865-1890 circa) → Contro le tribù native americane.
- Guerra ispano-americana (1898) → Contro la Spagna per Cuba, Porto Rico, Filippine e Guam.
- Guerra filippino-americana (1899-1902) → Per il controllo delle Filippine.
Dalla fondazione degli Stati Uniti nel 1776 fino alla fine del XIX secolo, la politica espansionista americana è stata segnata da una serie di tradimenti e violazioni di trattati che hanno avuto conseguenze devastanti per le popolazioni coinvolte
Il primo grande tradimento si consuma con le tribù native americane durante la Guerra del Nord-Ovest (1785-1795), quando gli Stati Uniti, dopo aver firmato trattati di pace, proseguirono la loro avanzata nei territori indigeni, violando sistematicamente ogni accordo e spingendo i nativi verso l’inevitabile sottomissione o sterminio. La stessa brutalità si ripeté con le Guerre Seminole in Florida (1817-1858), in cui Washington promise ai capi indiani la conservazione delle loro terre, solo per poi deportarli forzatamente nel Territorio Indiano (attuale Oklahoma) con la famigerata politica della “Rimozione Indiana” di Andrew Jackson, culminata nel tragico “Sentiero delle Lacrime”.
Il tradimento non risparmiò neanche gli alleati stranieri, come accadde durante la Quasi-Guerra con la Francia (1798-1800), un conflitto non dichiarato che violò gli accordi franco-americani stabiliti durante la Rivoluzione americana, spingendo gli Stati Uniti a combattere la loro stessa ex alleata per favorire i commerci con l’Impero Britannico.
La Guerra Messicano-Americana (1846-1848) è un altro esempio di spregiudicata violazione del diritto internazionale: con il pretesto di una disputa di confine, Washington lanciò una guerra di aggressione per annettere Texas, California e gran parte del Sud-Ovest, in aperta contraddizione con i trattati precedenti e con le stesse dichiarazioni diplomatiche statunitensi che promettevano di rispettare l’integrità territoriale messicana. Anche dopo aver ottenuto il controllo del Texas, gli Stati Uniti tradirono i texani di origine ispanica e le popolazioni indigene locali, relegandoli a cittadini di seconda classe o forzandoli a lasciare le loro terre.
Sul fronte coloniale, la Guerra Ispano-Americana (1898) rappresenta forse il tradimento più eclatante della dottrina americana dell’autodeterminazione
Gli Stati Uniti si presentarono come liberatori di Cuba, Porto Rico e Filippine dalla Spagna, salvo poi instaurare un dominio militare che annullò ogni promessa di indipendenza, portando alla brutale Guerra Filippino-Americana (1899-1902), durante la quale le truppe statunitensi massacrarono decine di migliaia di filippini che si opponevano all’occupazione. In ogni caso, il tratto comune di questi conflitti fu la disinvoltura con cui gli Stati Uniti stracciarono accordi, tradirono alleanze e annientarono popoli che avevano creduto alle loro promesse, lasciando una scia di devastazione che segnerà il futuro dell’imperialismo americano.
Tutte le volte che gli USA hanno tradito gli alleati: XX SECOLO
- Rivolta dei Boxer (1900-1901) → In Cina, per proteggere gli interessi occidentali.
- Guerra di confine con il Messico (1910-1919) → Interventi contro Pancho Villa.
- Prima guerra mondiale (1917-1918) → Contro gli Imperi Centrali.
- Intervento in Russia (1918-1920) → Durante la guerra civile russa.
- Intervento in Nicaragua (1927-1933) → Contro i ribelli di Augusto Sandino.
- Seconda guerra mondiale (1941-1945) → Contro Germania, Italia e Giappone.
- Guerra di Corea (1950-1953) → Contro la Corea del Nord e la Cina.
- Crisi del Libano (1958) → Intervento per stabilizzare il governo filo-occidentale.
- Guerra del Vietnam (1955-1975) → Contro il Vietnam del Nord e il Viet Cong.
- Intervento nella Repubblica Dominicana (1965-1966) → Contro i ribelli anti-governativi.
- Guerra del Laos (1959-1975) → Operazione segreta contro il Pathet Lao.
- Guerra del Golfo di Tonchino (1964) → Episodio che portò all’escalation in Vietnam.
- Operazione Eagle Claw (1980) → Tentativo fallito di liberare gli ostaggi in Iran.
- Intervento in Libano (1982-1984) → Durante la guerra civile libanese.
- Invasione di Grenada (1983) → Contro il governo comunista filo-sovietico.
- Invasione di Panama (1989-1990) → Per rimuovere il dittatore Manuel Noriega.
Nel corso del XX secolo, gli Stati Uniti hanno perfezionato la loro capacità di tradire alleati, violare trattati e manipolare guerre con una disinvoltura che ha plasmato il panorama geopolitico mondiale
Già nella Rivolta dei Boxer (1900-1901), si schierarono con le potenze coloniali per reprimere brutalmente i cinesi che tentavano di liberarsi dall’influenza straniera, nonostante le dichiarazioni di sostegno all’indipendenza dei popoli. La Guerra di confine con il Messico (1910-1919) fu un lungo tradimento nei confronti dei messicani, con gli Stati Uniti che prima favorirono e poi abbandonarono i vari gruppi rivoluzionari a seconda della convenienza, fino a invadere il paese con il pretesto di catturare Pancho Villa, senza mai riuscirci.
In Nicaragua (1927-1933), gli Stati Uniti promisero stabilità, ma si limitarono a sostenere dittatori corrotti e reprimere con violenza il movimento sandinista.
Durante Seconda guerra mondiale (1941-1945) , mentre Roosevelt e Churchill parlavano di libertà e autodeterminazione, gli Stati Uniti e il Regno Unito fecero concessioni segrete a Stalin, permettendogli di controllare l’Europa orientale. Subito dopo la vittoria, tuttavia, Washington cambiò rotta e avviò la Guerra Fredda, lasciando i paesi dell’Est in balia dell’Unione Sovietica, in contrasto con le promesse fatte durante il conflitto. Quindi, il tradimento più evidente fu quello nei confronti dei paesi dell’Europa orientale, come la Polonia, la Cecoslovacchia e gli Stati baltici, che speravano in una vera liberazione e invece si ritrovarono sotto il controllo sovietico con il tacito consenso delle potenze occidentali.
La Guerra di Corea (1950-1953) fu un altro caso di tradimento ideologico: gli Stati Uniti si schierarono a difesa della Corea del Sud, ma solo per difendere i loro interessi nel Pacifico, senza mai impegnarsi in un trattato di pace, lasciando il conflitto congelato fino ad oggi. In Libano (1958 e poi 1982-1984), gli USA promisero stabilità, ma il loro intervento fu dettato solo dal desiderio di mantenere al potere leader filo-occidentali, senza alcuna vera soluzione per la guerra civile. Il Vietnam (1955-1975) rappresentò uno dei tradimenti più devastanti: Washington sostenne inizialmente il movimento di Ho Chi Minh contro i francesi, salvo poi scatenare un conflitto brutale contro lo stesso Vietnam del Nord, con il pretesto di un falso incidente nel Golfo di Tonchino. La loro fuga disordinata da Saigon nel 1975 lasciò il Vietnam in macerie, dopo decenni di promesse e ingerenze.
In Repubblica Dominicana (1965-1966), gli Stati Uniti rovesciarono un governo democratico per impedire un presunto avvicinamento al comunismo, un copione che si ripeté in Grenada (1983) e Panama (1989), dove Manuel Noriega, per anni amico e collaboratore della CIA, fu improvvisamente trasformato in un nemico da abbattere quando non serviva più.
L’Operazione Eagle Claw (1980) in Iran fu un fallimento militare che evidenziò l’ipocrisia americana: dopo aver sostenuto per decenni lo Shah con un regime brutale, abbandonarono il paese al caos e poi cercarono maldestramente di intervenire per recuperare gli ostaggi dell’ambasciata.
Nel corso del secolo, il leitmotiv della politica estera statunitense fu il tradimento calcolato: alleati sostenuti fino a quando erano utili, popoli manipolati con la promessa della libertà e guerre iniziate con pretesti ingannevoli per consolidare il potere globale di Washington.
Tutte le volte che gli USA hanno tradito gli alleati: XXI SECOLO
- Guerra del Golfo (1991) → Contro l’Iraq per liberare il Kuwait.
- Guerra in Somalia (1992-1994) → Contro i signori della guerra locali.
- Intervento in Bosnia (1994-1995) → Durante le guerre jugoslave.
- Guerra del Kosovo (1999) → Contro la Serbia per proteggere i kosovari.
- Guerra in Afghanistan (2001-2021) → Contro i talebani e al-Qaeda.
- Guerra in Iraq (2003-2011) → Per rovesciare Saddam Hussein.
- Guerra al terrorismo globale (2001-presente) → Interventi in Medio Oriente e Africa.
- Guerra in Libia (2011) → Intervento contro Gheddafi.
- Intervento in Siria (2014-presente) → Contro ISIS e governo di Assad.
- Guerra contro ISIS (2014-presente) → In Iraq, Siria e altri paesi.
- Interventi in Yemen (2015-presente) → Contro al-Qaeda e Houthi.
- Operazioni militari in Africa (2010-presente) → Niger, Somalia, Mali, Libia, ecc.
- Guerra in Ucraina (dal 2022, solo supporto) → Fornitura di armi e intelligence all’Ucraina.
Molti degli interventi militari statunitensi dal 1991 a oggi sono stati caratterizzati da tradimenti , violazioni di accordi e stravolgimenti di alleanze precedenti
Nella Guerra del Golfo (1991), gli Stati Uniti avevano inizialmente sostenuto Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988), fornendo intelligence e supporto indiretto. Tuttavia, quando l’Iraq invase il Kuwait nel 1990, gli USA si rivoltarono contro Baghdad, tradendo implicitamente un alleato che avevano rafforzato per anni. Posso ammettere che è tirata per i capelli, va però fatta una analisi più approfondita: Poco prima dell’invasione del Kuwait, l’ambasciatrice USA in Iraq, April Glaspie, disse a Saddam che gli Stati Uniti non avevano una posizione precisa sulle dispute territoriali tra Iraq e Kuwait. Questo messaggio fu interpretato da Baghdad come un via libera implicito all’azione militare, inducendo Saddam a credere che Washington non avrebbe reagito in modo drastico. Quando invece l’Iraq invase il Kuwait, gli USA cambiarono completamente atteggiamento e formarono una coalizione per rovesciare le forze irachene.
In Somalia (1992-1994), dopo aver sostenuto per decenni il dittatore Siad Barre, Washington abbandonò il paese al caos e intervenne con un’operazione militare fallimentare che si concluse con il ritiro disastroso dopo la battaglia di Mogadiscio del 1993. Il conflitto in Bosnia (1994-1995) vide un altro tradimento: dopo aver promesso protezione alle popolazioni musulmane bosniache, gli USA e la NATO permisero il massacro di Srebrenica nel 1995 prima di intervenire tardivamente. Un caso simile si verificò in Kosovo (1999), dove gli Stati Uniti strinsero un’alleanza con l’UCK (Esercito di Liberazione del Kosovo), gruppo paramilitare coinvolto in traffici illeciti, per poi scaricarlo politicamente una volta raggiunto l’obiettivo di indebolire la Serbia.
La Guerra in Afghanistan (2001-2021) rappresenta uno dei più eclatanti tradimenti nella storia recente
Gli Stati Uniti, dopo aver finanziato i mujaheddin negli anni ’80 contro l’Unione Sovietica, abbandonarono il paese al caos dopo il ritiro sovietico, salvo poi tornare con l’invasione del 2001 per abbattere i talebani. Dopo 20 anni di guerra e la creazione di un governo fantoccio, gli USA lasciarono l’Afghanistan nelle mani dei talebani nel 2021, tradendo alleati locali e partner internazionali. La Guerra in Iraq (2003-2011) fu un altro esempio di tradimento su più livelli: gli USA attaccarono Saddam Hussein con il pretesto delle armi di distruzione di massa (mai trovate), destabilizzando l’intero Medio Oriente e abbandonando successivamente l’Iraq alla guerra settaria.
L’intervento in Libia (2011) segnò un altro tradimento: dopo anni di rapporti diplomatici con Gheddafi, gli Stati Uniti appoggiarono la sua eliminazione, trasformando la Libia in un territorio senza legge. Anche in Siria (2014-presente), Washington tradì i curdi dopo averli utilizzati contro ISIS, lasciandoli in balia della Turchia nel 2019.
L’Ucraina è il doppio, tripolo, tradimento USA. Un vero capolavoro circense
La questione dell’Ucraina è un doppio, se non triplo, tradimento da parte degli Stati Uniti e dell’Occidente in generale. Da un lato, Washington e la NATO non hanno rispettato le rassicurazioni verbali fatte a Mosca dopo la fine della Guerra Fredda, secondo cui l’Alleanza Atlantica non si sarebbe espansa verso est. Questo è stato percepito come una minaccia dalla Russia, contribuendo alla progressiva escalation delle tensioni culminate nell’invasione del 2022.
Dall’altro lato, gli Stati Uniti e il Regno Unito avevano firmato nel 1994 il Memorandum di Budapest, in cui l’Ucraina accettava di cedere il suo arsenale nucleare (all’epoca il terzo più grande del mondo) in cambio di garanzie di sicurezza da parte di USA, Regno Unito e Russia. Tuttavia, quando la Russia ha invaso la Crimea nel 2014 e poi l’intero Donbass nel 2022, gli Stati Uniti non sono intervenuti militarmente, limitandosi a fornire aiuti e armi, ma senza garantire una vera protezione diretta come inizialmente promesso.
La recente svolta nell’amministrazione Trump, con l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti e Zelensky nello Studio Ovale, ha ulteriormente messo in discussione il sostegno americano all’Ucraina, dimostrando ancora una volta come gli Stati Uniti abbiano ripetutamente utilizzato alleanze temporanee per poi abbandonarle o ridimensionarle quando non più funzionali ai loro interessi geopolitici.
Consapevole di aver tralasciato molti altri esempi ma di aver portato comunque abbastanza prove alla mia testi è d’uopo precisare che per redigere questo articolo ho usato una LLM per controllare tutte le date delle guerre, verificare le fonti e le mie ricostruzioni.
Tutte le volte che gli USA hanno tradito gli alleati: FONTI
Per ricostruire i conflitti e gli eventi geopolitici discussi, le fonti che utilizzo sono selezionate per la loro affidabilità e autorevolezza. Ecco un elenco delle principali fonti utilizzate per informazioni storiche, politiche e militari:
- The New York Times – Una delle principali fonti di notizie di giornalismo legata alla geopolitica, nota per l’accuratezza e l’approfondimento delle sue inchieste.
- BBC News – Agenzia di notizie internazionale di grande reputazione, con ampie coperture su conflitti e crisi geopolitiche.
- The Guardian – Un altro importante quotidiano britannico, noto per il suo giornalismo investigativo e approfondito.
- Le Monde – Giornale francese di riferimento, che fornisce analisi e notizie globali, comprese quelle sui conflitti internazionali.
- The Washington Post – Conosciuto per le sue inchieste investigative e la copertura di eventi politici e conflitti internazionali.
- Reuters – Agenzia di notizie internazionale che fornisce informazioni precise e tempestive su eventi geopolitici.
- Foreign Affairs – Una delle pubblicazioni più influenti nel campo della politica internazionale e degli affari esteri.
- Council on Foreign Relations (CFR) – Think tank indipendente che offre approfondimenti sugli sviluppi geopolitici e di politica estera.
- International Crisis Group – Organizzazione che analizza e propone soluzioni per la prevenzione dei conflitti nel mondo.
- The Economist – Pubblicazione di rilevanza internazionale che fornisce analisi approfondite su economia e geopolitica.
- UN News – Fonte ufficiale delle Nazioni Unite che fornisce notizie su conflitti, risoluzioni e crisi internazionali.
- Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) – Istituto di ricerca che si occupa di conflitti, armamenti e disarmo a livello globale.
- Institute for Strategic Studies (IISS) – Think tank internazionale che si occupa di sicurezza e strategia geopolitica.
- Brookings Institution – Istituto di ricerca con focus su politica estera, conflitti, e analisi geopolitica.
- Al Jazeera – Canale di notizie internazionale con una copertura dettagliata di conflitti in Medio Oriente, Africa e Asia.
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