L’immagine più onesta di ieri è questa: famiglie con passeggini, studenti, lavoratori, pensionati. Persone di età e provenienze diverse che hanno riempito le piazze con un messaggio semplice e civile. Chiedere al governo una svolta sulla guerra a Gaza, più iniziativa diplomatica, corridoi umanitari, una revisione dei rapporti economico militari con Israele. Questa è stata la sostanza della giornata. Il resto è rumore di fondo o, peggio, una convenienza narrativa. Il governo e gli esponenti della politica di destra fanno finta si non vedere, parlano di sinistra violenza eppure non possono non sapere che i violenti di ieri. La vertà è che definire i violenti di Milano come di sinistra è una bugia.
La mobilitazione è stata capillare si parla di almeno 70 piazze in Italia
Dalla mattina si sono susseguiti presìdi e cortei in decine di città, con adesioni legate anche allo sciopero generale proclamato da sigle di base. La partecipazione è stata larga e trasversale. Nei cortei si sono viste famiglie intere, molti giovani, associazioni, delegazioni del mondo del lavoro, realtà della scuola e dell’università. A Roma in prima fila c’erano i vigili del fuoco. L’andamento è stato per ore ordinato e pacifico. In molti centri, nonostante la pioggia, le manifestazioni si sono svolte senza incidenti rilevanti e si sono sciolte regolarmente. È la fotografia del Paese reale, lo capirebbe anche un bambino.
Il perimetro dell’ordine pubblico ha mostrato differenze città per città. Nei porti di Genova e Livorno i lavoratori hanno rallentato le attività con iniziative simboliche e sit in, a testimonianza di un coinvolgimento che è andato oltre i cortei tradizionali. Nei trasporti e nella scuola si sono registrati disservizi a macchia di leopardo, con metropolitane e linee ferroviarie in gran parte operative e alcune tratte rallentate. Anche qui, il tratto dominante è stato quello di una protesta diffusa, leggibile e non violenta.
Milano fa storia a sé e non può diventare la lente con cui deformare tutto
In zona Stazione Centrale, nel primo pomeriggio, una frangia ha cercato il contatto con la polizia. Tentativi di forzare gli accessi verso la Galleria delle Carrozze, vetrate danneggiate, lanci di oggetti. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche e lacrimogeni, gli scontri si sono spostati all’esterno e la situazione è rientrata in serata. Il bilancio racconta di 60 agenti feriti e contusi e di arresti, inizialmente tre, poi saliti a cinque negli aggiornamenti di oggi, con provvedimenti anche per due minorenni. Questo è il dato. Ma ridurre l’intera giornata nazionale alla coda violenta di Milano non è cronaca, è strumentalizzazione.
Definire i violenti di Milano come di sinistra è una bugia. Ecco chi sono davvero
La frangia che ha incendiato Milano Centrale è composita e senza una guida riconoscibile: “maranza” affiancati da anarchici e antagonisti, con molti giovanissimi, anche di seconda generazione, che si muovono in gruppi fluidi e non compatti. L’innesco avviene dopo ore di corteo pacifico, quando una quota dei manifestanti prova prima a forzare l’accesso dalla metropolitana e poi sfonda i cancelli della Galleria delle Carrozze, puntando all’atrio e ai varchi verso i binari; seguono lanci di oggetti, vetrate infrante e avanzate a ondate, con rapide rotazioni tra chi attacca e chi defluisce. La polizia risponde con cariche e lacrimogeni, il fronte arretra su piazza Duca d’Aosta e si sposta lungo via Vittor Pisani, dove prosegue per ore un muro contro muro.
Il profilo emerso non coincide con i promotori della mobilitazione né con la piazza larga e pacifica, ma con un nucleo minoritario che cerca lo scontro spettacolare in luoghi simbolici per massimizzare l’impatto mediatico.
Ginevra Leone
Leggi anche
- I maranza: chi sono
- Il 62% degli italiani diffonde inconsapevolmente fake news
- Italia allarme analfabeti, la metà degli italiani non comprende ciò che legge
- Rap italiano, dai ’90 alla trap: lessico più povero, leggibilità in calo e anglicismi-arabismi in crescita e tematiche più banali
- Italia patria dell’analfabetismo funzionale, una persona su tre capisce solo testi brevi
- Oltre il 40% del traffico web è generato da bot: social compresi!

