Se pensi che il rap italiano parli ancora di strada, preparati a rivedere le certezze: diversi studio sui testi a confronto tra le parole usate nel periodo 1990-2012 e 2016-2025, mostrando un vocabolario più povero, leggibilità in calo, anglicismi e arabismi in crescita. Inoltre è cambiato il baricentro tematico, dal racconto di vita, strada e hip hop a soldi, status e relazioni; aumentano code mixing e slang, si restringono frase e varietà sintattica; non è solo estetica, è un cambio di funzione spinto da piattaforme e ascolti rapidi. Leggi l’articolo su rap italiano e trap e decidi se è evoluzione o resa al dilagante analfabetismo funzionale che attanaglia il nostro paese.
Rap italiano, dalgli anni ’90 alla trap di oggi: lessico più povero, leggibilità in calo e anglicismi-arabismi in crescita e tematiche più banali. Ecco un confronto su lessico, leggibilità e prestiti
Abbiamo analizzato grazie alle iA un data set di circa 500.000 parole, costruito su oltre 200 brani e suddiviso in due finestre temporali: 1990–2012 e 2016–2025. Sul campione abbiamo applicato due indicatori standard in linguistica computazionale per l’italiano: densità del vocabolario e indice di leggibilità. Abbiao poi stimato la frequenza dei prestiti, isolato le parole caratteristiche e confrontato i temi portanti dei testi. Dopodiché abbiamo confrontato i risultati con uno speciale che la Treccani dedica alla lingua del rap e studi studi specifici mostrano l’uso sistematico di italiano/arabo/francese e tematiche moderne rispetto agli anni ’90.
Cosa dicono i numeri del dataset
Nel primo periodo emergono una densità lessicale più alta e una leggibilità maggiore. Nei valori medi, la densità passa da 0,172 a 0,154; il readability index da 10,1 a 8,2. È un segnale evidente: nel rap degli anni ’90 e dei primi Duemila la frase è più articolata, la narrazione più distesa, le parole diverse più numerose. Dal 2016 in poi il registro si fa più diretto, spesso spezzato, con un uso più ampio di slang e ripetizioni. In parallelo cambiano le priorità semantiche: nella prima epoca compaiono con frequenza “vita”, “gente”, “rap”, insieme a “strada” e al richiamo esplicito alla cultura hip hop; nella seconda finestra prevalgono “soldi”, “baby”, “gang” e un vocabolario emotivo legato a fama, relazioni e status.
Anglicismi in crescita, arabismi in emersione
Gli studi fotografano una salita netta degli anglicismi e, in misura minore, dei vocaboli di matrice araba o arabo-francese. La lessicografia e gli studi recenti osservano sulla scena italiana: la trap ha accelerato l’ingresso di termini inglesi legati a moda, streetwear, social, industria discografica. Nello stesso periodo, con l’affermazione di artisti italiani di prima e seconda generazione, si sono stabilizzati arabismi d’uso come wallah, yallah, habibi, mashallah. L’inglese sfiora, ormai, il dieci per cento dei token significativi, mentre le voci arabo-marocchine si aggirano su pochi punti percentuali, ma con trend in crescita a partire dal 2018. Il risultato è un code-mixing più frequente, percepibile anche a orecchio.
Temi e prospettive: dal racconto sociale all’estetica dell’ostentazione
Il primo blocco temporale porta ancora l’impronta del racconto sociale. La strada è spazio narrativo e sfondo etico. Le parole rimandano a comunità, appartenenza, conflitto generazionale. Nel secondo blocco lo scenario si sposta: contano l’autorappresentazione, la performing identity, l’ostensione di ricchezza, ma anche vulnerabilità sentimentale, notti insonni, dipendenze affettive. È la stessa oscillazione che si avverte nella metrica e nel flow. L’inglese, più onnipresente, funziona da marcatore di stile; gli arabismi agiscono come segnale identitario, spesso affettivo o interiettivo, e riempiono slot ritmici con forte riconoscibilità.
rap italiano e trap tra anni ’90 e il presente: cosa significa per chi scrive e per chi ascolta
Nel passaggio dalla scrittura più densa degli anni ’90-’00 alla concisione ipercontemporanea non c’è un giudizio di valore, c’è un cambio di funzione. Il brano rap classico allarga la frase per costruire quadro e personaggi. La traccia trap riduce e ripete per fissare slogan e immagini rapide, adatte a piattaforme, clip brevi e scroll continuo. Il risultato, confermato dai tuoi indicatori, è un abbassamento della leggibilità media e della varietà lessicale, bilanciato da un aumento del colore linguistico e dei codici espressivi. È una mutazione che riflette la trasformazione dei pubblici e dei luoghi di ascolto, non solo delle poetiche.
Cristina Ferrari
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