Chi è Francis Kaufmann, il regista accusato del delitto di Villa Pamphili e di un film mai girato

Screenshot

Un regista senza film, un duplice omicidio in una villa romana e 863 mila euro andati perduti: questa è la storia di Francis Kaufmann. L’uomo di origine americana è ora accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili. Ora si trova in un vortice mediatico che ha come soggetto un film fantasma. L’uomo aveva precedentemente ricevuto 863 mila euro per la realizzazione di un film ambientato a Roma e poi perduto o mai davvero girato. A parlarne è stata la premier Giorgia Meloni che ha fatto polemica su questa misura concessa all’americano per la realizzazione del film.

Kaufmann accusato del caso Villa Pamphili e di un film mai girato 

Dopo il terremoto del caso Villa Pamphili delle ultime settimane, al Ministero della Cultura si stanno ancora aspettando risposte alle domande fatte alla Coevolution, produttore esecutivo di “Stelle della notte”. Quest’ultimo è un film del quarantaseienne Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, sospettato di essere l’assassino di Villa Pamphili. Kaufmann è stato fermato il 13 giugno a Skiathos, isola greca dell’arcipelago delle Sporadi. L’arresto è avvenuto in seguito a dei sospetti per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda. Diceva di essere regista e produttore cinematografico. Il 7 maggio si era infatti presentato in uno studio romano di produzione per un progetto con un budget da tre milioni di euro. Si hanno però molti dubbi sulla veridicità della sua carriera e delle sue opere. 

Kaufmann era stato pagato per girare un film fantasma

Il presunto duplice omicida del caso di Villa Pamphili e regista, Francis Kaufmann, è coinvolto nella storia di un film mai girato, ad oggi definibile fantasma. A parlarne è stata la premier Giorgia Meloni che ha fatto polemica sulla misura concessa all’americano. Secondo la Meloni quello di Kaufmann è l’epilogo più drammatico e scandaloso di un sistema legato al tax credit. La premier ha sottolineato le storture di un meccanismo che ha sostenuto molte volte pellicole che poi hanno guadagnato pochissimo al botteghino e sono gravate sui conti dello Stato. Un procedimento che ha portato a quelle che lei stessa ha definito vere e proprie truffe. Il tax credit viene allora citato come un esempio di spreco e opacità e viene sottolineato come il governo intenda mettere fine a sprechi, anomalie e irregolarità in questo campo. 

Come spiegato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i soldi finivano sempre agli stessi, ovvero quelli con il portafoglio pieno e la sala vuota. Oggi questa cosa va cambiata. Dunque l’obiettivo finale è quello di rispettare chi lavora seriamente e migliorare il panorama del cinema italiano, che merita trasparenza, qualità e responsabilità.

Si tratta allora di amichettismo?

Il significato della parola amichettismo è la negazione di ogni autentico scambio di opinioni, idee e riflessioni, concentrata su ragioni superiori indiscutibili. Il termine è stato usato dal ministro Sangiuliano e dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per descrivere una tendenza diffusa a sinistra. Il termine viene evidenziato in questo contesto in quanto Francis Kaufmann, presunto autore del duplice omicidio, viene effettivamente pagato dal ministero per realizzare un film fantasma. Ci si chiede allora se ci siano stati contatti precedenti tra il ministero della Cultura e Kaufmann. L’ipotesi è che si sia creata una lobby di sinistra che per anni ha gestito i fondi pubblici come un bancomat personale, favorendo amici e clienti senza alcun controllo.

Effettivamente si è scoperto che un contatto c’è stato ma, secondo il ministro Giuli, solamente con il produttore Co Evolution. Il  finanziamento era infatti previsto nell’ambito del piano di attrazione degli investimenti stranieri in Italia e quindi non si ha mai avuto un contatto diretto con il killer.

Se vuoi saperne di più sull’amichettismo politico:

La preoccupante Lobby di sinistra

Questa presunta lobby radicata nei governi di sinistra ha prosperato sotto ministri che hanno firmato decreti senza vigilare sull’uso dei fondi. Il risultato sono stati soldi pubblici finiti nelle tasche del presunto regista criminale di Villa Pamphili, Francis Kaufmann. Il sistema è quindi risultato essere opaco e ereditato dai governi progressisti, permettendo allora abusi e speculazioni. Oggi il ministro della Cultura Giuli esprime sgomento e rabbia per queste distrazioni. Ma il danno, nel caso di Kaufmann e della sua pellicola “Stelle di una notte”, è ormai fatto. Questo caso è infatti la punta dell’iceberg di un sistema clientelare che ha favorito gente di sinistra. Quindi anche se non si parla di nepotismo, in parte forse tale termine risulta essere corretto. Proprio perché è strano che, solamente grazie ad un presunto killer e alla sua falsa carriera passata, certe verità ed ovvietà siano rimasta celate e inascoltate per così tanto tempo. 

La sinistra sembra allora essersi svegliata solo adesso, promettendo riforme per chiudere “falle normative” in tale ambito. Favorendo allora la creazione di contenuti cinematografici che valgano i fondi e che vadano a buon fine.

Risultati di un doppio inganno di Francis Kaufmann: il film mai girato e Villa Pamphili

Francis Kaufmann non è solo il volto dietro ad una truffa che ha umiliato le istituzioni attraverso un film fantasma ma l’ombra sfuggente di una mente che ha trasformato Villa Pamphili in una scena del crimine. Un uomo che per anni è stato considerato un cittadino modello mentre scriveva il suo nome nella storia del crimine italiano, togliendo la vita a due persone, di cui una neonata.

Leggi anche:

Micol Landi

Related Post