ChatGPT consiglia bromuro di sodio al posto del sale: uomo 60enne sviluppa bromismo

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Un uomo di sessant’anni, residente negli Stati Uniti, è finito in ospedale con sintomi neurologici gravi dopo aver sostituito per tre mesi il sale da cucina con bromuro di sodio. La scelta non è stata frutto di un errore casuale, ma del consiglio ottenuto da ChatGPT, a cui aveva chiesto un’alternativa “più sana” al cloruro di sodio. I medici che lo hanno seguito hanno diagnosticato un caso di bromismo, un’intossicazione cronica da bromuro ormai quasi scomparsa nei paesi occidentali. Il caso è stato analizzato in uno studio dell’Università di Washington pubblicato sugli Annals of Internal Medicine.

ChatGPT consiglia bromuro: un uso improprio nato da una risposta superficiale

Secondo la ricostruzione dei ricercatori, l’uomo aveva espresso a ChatGPT il timore per gli effetti del consumo di sale. La risposta del chatbot, priva di avvertimenti, è stata il bromuro di sodio, un sale inorganico simile nella forma al comune sale da cucina, ma destinato a tutt’altro uso. Non è un additivo alimentare e, dal 1975, è stato eliminato dall’uso medico negli Stati Uniti per la sua tossicità cumulativa.

L’uomo ha seguito il consiglio alla lettera, introducendo il bromuro di sodio nella dieta quotidiana. Nel giro di settimane sono comparsi sintomi progressivi: difficoltà di concentrazione, lentezza mentale, disturbi della parola e perdita di equilibrio.

La tossicità del bromuro di sodio

Il bromuro di sodio, oggi impiegato come disinfettante per acque di piscine e spa o come reagente chimico, agisce sul sistema nervoso centrale. Il problema è la sua capacità di accumularsi nell’organismo. Nel tempo, anche dosi modeste possono condurre a disturbi cognitivi e motori, fino a convulsioni nei casi più gravi. I sintomi dell’uomo sono rientrati dopo la sospensione dell’assunzione e con trattamenti medici specifici, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione sui pericoli legati all’uso di informazioni fornite dall’IA in contesti sanitari.

Lo studio sottolinea che i modelli linguistici come ChatGPT generano testi sulla base di schemi linguistici, senza una reale comprensione chimica o clinica. Non essendo in grado di valutare l’uso previsto di una sostanza, possono dare risposte che, in mancanza di senso critico da parte dell’utente, portano a esiti pericolosi.

In questo caso, il chatbot non ha chiesto chiarimenti, non ha specificato la destinazione industriale del composto e non ha emesso alcun avvertimento di sicurezza.

Un’intossicazione che sembrava appartenere al passato

Il bromismo era relativamente diffuso nei primi decenni del Novecento, quando il bromuro veniva usato in farmaci sedativi. Con il ritiro dal mercato di quei medicinali, la patologia è diventata rara. L’episodio del sessantenne è anomalo non solo per il contesto alimentare, ma anche per il fatto che l’origine del problema sia una risposta generata da un sistema di intelligenza artificiale.

La vicenda ha avuto eco anche sui social. Su r/technology, forum di Reddit dedicato all’innovazione, numerosi utenti hanno criticato la scelta dell’uomo di affidarsi a un chatbot per consigli medici, definendola “un segnale d’allarme” sulla fiducia eccessiva riposta nelle IA.

ChatGPT e bromismo: un monito per chi usa l’IA

Il caso è un avvertimento per chiunque utilizzi chatbot per ottenere indicazioni in ambito sanitario: le informazioni vanno sempre verificate con fonti mediche autorevoli e con un consulto professionale. L’intelligenza artificiale può essere un supporto informativo, ma non può sostituire la competenza e la responsabilità di un medico.

Francesca Rampazzo

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