Donald Trump trascorse “ore” a casa di Jeffrey Epstein con una donna descritta come una vittima del suo traffico sessuale e “sapeva delle ragazze” del finanziere pedofilo, morto suicida in carcere nel 2019. Lo scrive lo stesso Epstein in una serie di email rese pubbliche dai deputati democratici della Commissione di Vigilanza della Camera e rivelate da CNN e dal New York Times. Nei messaggi, datati tra il 2011 e il 2019, Epstein afferma che l’ex presidente era a conoscenza delle sue attività e che aveva chiesto a Ghislaine Maxwell, sua fidanzata e complice condannata per traffico di minori, di interrompere la frequentazione di alcune ragazze. Le comunicazioni contraddicono la versione data da Trump ai suoi sostenitori, secondo cui avrebbe cacciato Epstein dal suo club di Palm Beach per avergli sottratto alcune dipendenti, tra cui Virginia Giuffre, la principale accusatrice del finanziere.
Chi era Jeffrey Epstein e le accuse di pedofilia che inguaiano il suo amico Trump
Epstein era un finanziere miliardario che aveva costruito la sua fortuna tra New York, Palm Beach e le Isole Vergini americane, dove possedeva una villa soprannominata “l’isola delle orge”. Nel 2008 si dichiarò colpevole in Florida per adescamento e sfruttamento della prostituzione minorile, ottenendo un patteggiamento che gli permise di scontare solo tredici mesi di carcere con uscite giornaliere. Quell’accordo, definito in seguito “scandalosamente favorevole”, gli evitò accuse federali più gravi. Ma nel 2019 la giustizia americana tornò su di lui con nuove imputazioni per traffico sessuale e cospirazione: Epstein avrebbe reclutato e pagato decine di ragazze, alcune anche di quattordici anni, costringendole a subire abusi nei suoi palazzi e pagandole poi per portare altre vittime. Arrestato a New York, fu trovato morto in cella poche settimane dopo: un suicidio, secondo la versione ufficiale, mai del tutto creduta dall’opinione pubblica.
Sempre al suo fianco c’era Ghislaine Maxwell a chiudere il triangolo con Epstein e Trump
Molto più che una complice, accusata di reclutare e “preparare” le ragazze per gli incontri. Nel 2022 è stata condannata a vent’anni di carcere con l’accusa di traffico e sfruttamento di minori. E’ bene evidenziare che Ghislaine Maxwell oggi è rinchiusa nel Federal Prison Camp di Bryan, Texas, un istituto di sicurezza minima, un trattamento inusuale per chi è stato condannato per traffico sessuale di minori, crimine che di norma comporta la detenzione in carceri di livello almeno medium security. Il trasferimento, avvenuto dopo un colloquio con funzionari del Dipartimento di Giustizia, ha alimentato sospetti di un accordo non ufficiale con l’attuale amministrazione perché Maxwell mantenga il silenzio su quanto sa dei rapporti tra Epstein e figure politiche di alto profilo, tra cui Donald Trump.
Le nuove email di Epstein che parlano di Trump rischiano di incrinare seriamente la narrazione che Donald Trump ha imposto per anni alla propria base elettorale
Per il movimento MAGA e per la galassia complottista che ha trasformato il “caso Epstein” in un simbolo della corruzione delle élite progressiste, la notizia rappresenta un trauma politico: il loro leader appare ora legato alla stessa rete che accusavano i democratici di proteggere. Non ci sono al momento conseguenze giudiziarie, ma il danno d’immagine è enorme e mina l’unico punto di forza del trumpismo radicale: l’idea di essere fuori dal sistema che corrompe.
Le email di Epstein non minano solo l’immagine pubblica di Donald Trump, ma scuotono le fondamenta stesse del suo universo politico
Una parte rilevante dell’elettorato trumpiano, quella più radicale e complottista, ha costruito la propria fede politica sulla convinzione che esista una rete di pedofili e trafficanti di minori collegata alle élite liberal e al Partito Democratico. Il caso Epstein, in questa visione, era la prova della corruzione morale della sinistra americana, e Trump l’uomo chiamato a smascherarla. Le parole di Epstein distruggono quel mito. L’idea che il loro leader potesse non solo conoscere ma frequentare quel mondo rappresenta per i sostenitori di QAnon e per l’ala più fanatica del MAGA un cortocircuito ideologico: se anche Trump era vicino a Epstein, allora il “nemico” non è più fuori, ma dentro.
Non ci credete? Beh ecco cosa diceva Trump di sua figlia quando aveva 14 anni
Donald parlava della sua Ivanka, della passione per le donne giovani, della sua vita sessuale, della perdita della verginità, quando aveva 14 anni con una ragazzina molto sexy. Della figlia, in particolare, dice che ha un seno “più voluttuoso che mai” “tutto naturale”.
“Sai che è una delle più belle donne del mondo, è alta, ha un corpo pazzesco… Dico che se Ivanka non fosse mia figlia, vorrei uscire con lei”, le parole del miliardario. Poi conlcude dicendo che non avrebbe alcun problema a fare sesso con una ragazza giovane come la figlia: “Non avrei alcun problema. Non do limiti di età”.
C’è bisogno di aggiungere altro?
Giovanni Scafoglio
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