La Giornata del debito ecologico: la Terra esaurisce le risorse naturali

Oggi 29 luglio è il Earth overshoot day, ossia il giorno in cui la Terra esaurisce le risorse naturali previste per tutto il 2021.

Oggi, 24 luglio 2025, è l’Earth Overshoot Day, la giornata del debito ecologico, cioè la data in cui l’umanità esaurisce le risorse naturali del pianeta. Questo significa che la Terra ha consumato un budget ecologico maggiore di quello che può rinnovare. Infatti, secondo il WWF, un’organizzazione internazionale ambientalista, la popolazione globale consuma l’equivalente di 1,8 Pianeti di Terra ogni anno. Peccato però, che il Pianeta Terra è l’unico che l’umanità abbia a disposizione, eppure si fa sempre di meno per arginare i danni provocati all’ambiente.

La Terra a credito, l’uomo a debito 

Mentre la Terra continua ad elargire più risorse di quante ne possa rigenerare, l’uomo continua ad essere in debito con la Terra, continua con le sue abitudini anti-sostenibili a danneggiare l’ambiente in cui vive. È un debito di 22 anni e per sanarlo la Terra necessiterebbe di circa due decenni di piena produttività ecologica. Azione impossibile, sì, ma questo non significa che non si possa fare nulla per arginare e ovviare alla crisi climatica. 

La responsabile sostenibilità del Wwf Italia, Eva Alessi, ha dichiarato che quanto sta accadendo è il segnale di «una chiamata urgente all’azione per cambiare radicalmente il nostro modello di sviluppo, prima che il danno diventi definitivamente irreparabile».

Cosa si può fare per cambiare il nostro modello di sviluppo?

Innanzitutto occorre parlarne, fare più divulgazione su questo tema affinché nel mondo ci sia maggiore conoscenza dei rischi del debito ecologico. Bisognerebbe iniziare a rivedere il proprio comportamento nei riguardi della terra, riflettere sulle azioni che contribuiscono a usurpare il pianeta, limitare lo sfruttamento sconsiderato dei beni naturali.

Per esempio, sarebbe utile applicare l’economia circolare, quindi riciclare e riutilizzare i materiali e i beni primari, evitando così gli sprechi. Un altro settore d’azione è l’alimentazione, in quanto bisognerebbe ridurre il consumo della carne e aumentare l’utilizzo di alimenti locali e di stagione, di cibi prodotti da aziende agricole e biologiche. Le scelte alimentari per essere sostenibili devono diffidare dai prodotti confezionati e processati.

Ancora, per rispettare l’ambiente è fondamentale utilizzare le energie rinnovabili che derivano da risorse naturali ( cioè indipendenti dall’uso di combustibili fossili), producono energia pulita e riducono l’emissione di gas serra. Secondo un’indagine condotta da Terna, nel 2024, le energie rinnovabili hanno coperto oltre il 40% del fabbisogno elettrico nazionale, un dato che fa sperare nella transizione energetica.

Un’altra azione importante per contrastare il debito ecologico è la promozione di una mobilità sostenibile, caratterizzata da trasporti pubblici efficienti e infrastrutture resistenti. Peccato però che si continui a tagliare i fondi al trasporto pubblico, lasciando appassire le città nello smog e soffocando le aree urbane dalla presenza massiva delle automobili.

Ormai, l’impronta dell’uomo sulla terra è così soverchiante che sembra non esserci più né spazio né cura per l’ecosistema naturale. La tecnica, gli interventi artificiali, il fascino per il consumo materiale e per le grandi metropoli, hanno fatto perdere di vista la difesa della natura e della biodiversità. 

Risuonano attuali le parole di Italo Svevo ne “La coscienza di Zeno” (1923):

“La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinato l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire il peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza… nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco!”

Parole premonitrici, poiché il peggio è davvero arrivato, ed è rappresentato da questo debito ecologico che vede la nostra Terra – il Pianeta che abitiamo e che dovremmo proteggere – contaminata dalla presenza dell’uomo. L’umanità può aiutare a far guarire da questa mancanza di aria e di spazio, ma mancano la volontà e l’attenzione al futuro, perché si fa ormai troppa fatica a rinunciare al progresso tecnologico. 

Ma se progredire vuol dire deturpare l’ambiente in cui viviamo e condannare all’esaurimento le riserve naturali, allora occorre fare leva sulla responsabilità individuale e collettiva di ognuno.

Emanuela Mostrato

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