Venezia si prepara a dire temporaneamente addio a uno dei suoi più recenti simboli artistici, il graffito “The Migrant Child” di Banksy, realizzato nel 2019 sulla facciata del seicentesco Palazzo San Pantalon. L’opera, che raffigura un bambino con un giubbotto di salvataggio e un fumogeno acceso, ha attirato l’attenzione internazionale sin dalla sua comparsa, ma il deterioramento causato dall’umidità, dall’acqua alta e dalla salsedine ne minaccia la sopravvivenza.
Il palazzo che ospita The Migrant Child di Banksy sarà sottoposto a un restauro completo
La rimozione del murale, che avverrà sotto la supervisione della Soprintendenza del Ministero della Cultura, è il primo passo di un progetto più ampio: il palazzo diventerà un centro espositivo dedicato alla street art. L’obiettivo è preservare l’opera di Banksy e, al contempo, valorizzare uno spazio storico trasformandolo in un punto di riferimento culturale per la città.
Rimuovere un murales senza danneggiarlo è un processo complesso che richiede tecnologie avanzate e competenze specialistiche. L’opera sarà separata dalla superficie muraria utilizzando tecniche di stacco a secco, per poi essere restaurata e protetta con materiali specifici contro l’umidità e i danni del tempo. La delicatezza dell’operazione riflette non solo il valore artistico del murale, ma anche la volontà di conservare il messaggio che porta con sé.
“The Migrant Child” è più di un’opera d’arte
si tratta di un atto di denuncia sociale che mette in luce la crisi migratoria e le sue drammatiche implicazioni. Banksy, artista celebre per il suo impegno politico, ha scelto Venezia come cornice per questa riflessione, città simbolo di accoglienza ma anche di fragilità di fronte ai cambiamenti globali. L’opera ha avuto un forte impatto mediatico, trasformandosi in un simbolo della lotta per i diritti umani.
Una volta completato il restauro, l’opera sarà esposta in modo permanente all’interno del nuovo centro culturale, mentre la facciata del palazzo sarà ripristinata con criteri rispettosi della sua architettura originale. Questo progetto si inserisce in un più ampio impegno per preservare il patrimonio artistico contemporaneo, spesso trascurato rispetto alle opere storiche.
Cristina Ferrari
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