Rosita Missoni, addio alla regina della moda italiana: una vita dedicata al colore e all’innovazione

Rosita Missoni, addio alla regina della moda italiana: una vita dedicata al colore e all’innovazione e del made in Italy

Si è spenta Rosita Missoni, co-fondatrice insieme al marito Ottavio della celebre casa di moda che ha rivoluzionato il concetto di maglieria e stile. Rosita è morta il 1º gennaio 2025 all’età di 93 anni, lasciando un’impronta indelebile nel panorama del Made in Italy e, in generale, nella cultura popolare.

Rosita, l’incontro con Ottavio Missoni e l’inizio di una storia d’amore e di una leggenda

Rosita Jelmini nacque il 20 novembre 1931 a Golasecca, un piccolo comune in provincia di Varese. Figlia di una famiglia di artigiani tessili, trascorse l’infanzia tra i macchinari e i tessuti dell’azienda di famiglia, sviluppando un’intensa passione per i materiali e il design. Fu durante un viaggio a Londra, nel 1948, che il destino le fece incontrare Ottavio Missoni, un atleta della nazionale italiana di atletica leggera che si trovava nella capitale britannica per gareggiare alle Olimpiadi.

I due si innamorarono rapidamente, trovando nella creatività e nella determinazione un terreno comune. Si sposarono nel 1953 e decisero di unire le loro competenze per dare vita a qualcosa di nuovo e straordinario.

La nascita della prima bottega: il laboratorio di maglieria a Gallarate

Dopo il matrimonio, la coppia si stabilì a Gallarate, in Lombardia, dove aprì un piccolo laboratorio di maglieria, inizialmente chiamato Maglificio Jolly. La visione di Rosita e Ottavio era chiara: creare capi unici, che unissero artigianalità e innovazione. Grazie alle competenze tecniche di Rosita e alla creatività di Ottavio, iniziarono a sperimentare con filati e motivi mai visti prima.

Il loro lavoro catturò rapidamente l’attenzione. Negli anni ’60, con la presentazione delle prime collezioni, il marchio Missoni si affermò come sinonimo di eleganza e originalità. La rivoluzionaria combinazione di colori e motivi geometrici, insieme all’iconico zigzag, divenne un tratto distintivo che conquistò le passerelle e le boutique di tutto il mondo.

L’espansione internazionale e la consacrazione del marchio

Gli anni ’70 segnarono il consolidamento del marchio Missoni sulla scena internazionale. Grazie al sostegno di figure influenti come Diana Vreeland, direttrice di Vogue, i loro capi iniziarono a sfilare nelle principali capitali della moda. La coppia introdusse una nuova idea di lusso: confortevole, colorato e incredibilmente sofisticato.

Nel 1997, Rosita passò il testimone alla figlia Angela Missoni, che assunse la direzione creativa del brand, mentre lei si dedicò alla linea per la casa, Missoni Home. Questa espansione permise al marchio di entrare nel mondo del design d’interni, mantenendo intatti i valori di creatività e qualità che avevano caratterizzato l’abbigliamento.

Rosita non smise mai di essere il cuore pulsante della famiglia e del brand, offrendo consigli, supervisione e ispirazione anche nei suoi ultimi anni.

Francesca Rampazzo

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